Umberto Orsini gran Costruttore Solness per Serra

Umberto Orsini gran Costruttore Solness per Serra
di Ansa

(di Paolo Petroni) (ANSA) - ROMA, 04 MAR - E' una possente costruzione scenica, quasi ronconiana, quella ideata per ''Il costruttore Solness'' di Henrik Ibsen da Alessandro Serra, che firma anche la regia all'Eliseo per la compagnia di Umberto Orsini (si replica sino al 22 marzo), dando alla sua lettura un'atmosfera claustrofobica e geometrica, tutta razionale. Un teatro Eliseo pieno, nonostante i timori per il coronavirus, che applaude calorosamente un Orsini sempre magistrale e intenso, coraggioso nello scaldare, aderendovi sino in fondo, la lettura fredda di questo regista dalla spiccata personalità, di cui l'attore coproduce anche il bellissimo ''Giardino dei ciliegi'', in questo momento all'Argentina sino a domenica 8 marzo. Il grande gioco di invenzioni, la danza poetica di luci e ombre sulle parole di Cechov che dà vita alla fine di un mondo, qui, in un testo evidentemente non d'elezione ma affrontato su commissione, finisce per ridursi a una sola idea, a queste grandi pareti tutte grigie, incombenti, che si muovono continuamente, dilatandosi e restringendosi fino a spazi minimi come quelli di una simbolica tomba, che chiude Solness alla fine in se stessa, ma lasciando tutto sospeso, senza esplicitare il finale con la catastrofe e la caduta dalla torre su cui è salito. Tutto il testo sembra come asciugato, essiccato alla sua essenza schematica nella contrapposizione tra l'anziano Solness, architetto e costruttore di successo, che sente il valore e la forza dei giovani insidiarlo per metterlo da parte, come fece lui col suo predecessore nell'azienda. In scena da ricordare anche Il dottor Herdal di Pietro Micci e poi Salvo Drago e Flavio Bonacci. (ANSA).