Dopo 14 mesi di fermo i lavoratori dello spettacolo occupano il teatro: "il silenzio delle arti fa rumore"

Stanchi delle decisioni del governo i lavoratori dello spettacolo di Barletta danno vita alla loro protesta pacifica: il teatro Curci è occupato

Dopo 14 mesi di fermo i lavoratori dello spettacolo occupano il teatro: 'il silenzio delle arti fa rumore'
TiscaliNews

Questa pandemia ha certaemnte messo in ginocchio diversi settori lavoartivi, uno dei maggiormente colpiti è indubbiamente quello dello spettacolo dal vivo. Chiusure e riaperture, nessun preavviso, impossibilità di programmare ha portato alla disperazione i lavoratori dello spettacolo che oggi hanno deciso di agire per farsi sentire e chiedere garanzie al governo.

Hanno occupato simbolicamente il teatro "Curci", gli operatori del settore cultura e spettacolo a Barletta posizionando sul palcoscenico uno striscione con la scritta "Il silenzio delle arti fa rumore".

Sono lì per protestare pacificamente contro il governo e per chiedere, trascorsi oramai 14 mesi da quando hanno smesso di lavorare, di potere almeno essere garantiti. "Un piano di emergenza straordinario - spiega la portavoce Michela Diviccaro - fatto di atti concreti che ci garantiscano almeno fino a giugno 2022". "Apprezziamo la vicinanza delle istituzioni e l'interessamento dimostrato anche dal sindaco di Barletta - ha aggiunto - ma abbiamo bisogno di atti concreti per andare avanti".

Atti concreti che secondo Luca Barbareschi ci sono stati eccome, le proteste - a suo dire - sono tutte di chi non sa lavorare o lavora in nero non percependo così i grandi ristori messi in campo dallo stato. Una mazzata dal governo e una dai colleghi insomma.

Il primo cittadino ha incontrato gli artisti nel teatro per ascoltarli e capire con loro quali interventi poter porre in essere in previsione dell'estate.