Arianna Porcelli Safonov: "Attenti al politically correct, è una forma di censura". L'intervista esclusiva

La scrittrice, performer e attrice satirica racconta a Tiscali delle paure, le fobie che ci accompagnano tutta la vita. Riderci su è un modo per esorcizzarle.

"Ogni anno viene prodotto un nuovo spauracchio che ce la faccia fare sotto. Quando ero piccola si doveva aver paura dei marocchini, poi ci sono stati la Mucca Pazza, l’arsenico nell’acqua e i testimoni di Geova… Ma noi non ci accontentiamo delle paurose proposte sociali. E grazie anche al clima di terrore mondiale, ci spertichiamo in fobie personalizzate: dai serpenti, ai ragni, all’aereo, alle malattie veneree… tutto giustificato con “Scusa, è che c’ho la fobia!

In questa video intervista chiacchieriamo con la scrittrice, performer e attrice satirica Arianna Porcelli Safonov. Sul ruolo della cultura in Italia, prima e dopo la pandemia. Sul politically correct, una censura di cui dovremmo avere paura. Sulla virata che ha avuto la sua vita, da Project Manager ad artista. E infine sullo spettacolo che porta in scena a Cagliari il 30 giugno alle 22: Fiaba-fobia.

Fiaba-fobia è una collana di racconti che indaga sulle fobie che accompagnano la nostra persona, a volte per tutta la vita, a volte più dei parenti. Dai serpenti, ai ragni, all’aereo, alle malattie veneree, dalla pandemia alla socialità: la paura pilota l'evoluzione umana e non va affatto bene. 

Safonov attiva nel 2008 il blog di Madame Pipì, un contenitore di racconti e brevi invettive contro i drammi di costume sociale della nostra epoca.

Dal 2014 scrive libri per Fazi Editore: Fottuta Campagna (2015), una collana di racconti sull'esperienza di vita di Arianna in cima agli Appennini tra Lombardia e Liguria molto distante dalla surreale moda contemporanea del Green.

Il secondo libro è Storie di Matti (2017), un intenso viaggio tra le persone perbene ammalate di società odierna nel loro giorno di crisi universale. Una riflessione cinica e tenera sulla nostra epoca contemporanea che vorrebbe obbligarci al contenimento, a ricordarci i tempi malsani pre-Basaglia.

Informazioni sul Festival

Al via a Cagliari la seconda edizione di Neanche gli Dei, il festival letterario e incontri d'autore promosso dalla cooperativa Vox Day, sigla consolidata nella scena musicale in Sardegna (sua la titolarità del Karel Music Expo, alla sedicesima edizione il prossimo settembre), ma attiva anche in altri ambiti, come i libri e il confronto delle idee. Neanche gli Dei promuove la ricerca e l'approfondimento della percezione del quotidiano, la condivisione del sapere, il valore dell'esperienza umana, incrociando tematiche come economia sostenibile, psicologia, medicina, arte e spiritualità.
 
Dopo il riuscito debutto dello scorso novembre al Palazzo Siotto, nel cuore di Castello, il festival - pianta le tende fino a domenica 31 al Lazzaretto, il Centro comunale di arte e cultura nel quartiere di Sant'Elia. Tra gli ospiti di questa seconda edizione, che si riconosce sotto il titolo "RiEvoluzioni", il cantautore Andrea Chimenti, la giornalista e scrittrice Enrica Perucchietti, il blogger Francesco Narmenni, il fotoreporter Giorgio Bianchi, l'esperto di controinformazione Marco Pizzuti, l’autrice, scrittrice e performer Arianna Porcelli Safonov.
 
A dare il via alle quattro serate di incontri (tutte con ingresso gratuito), domani (giovedì) alle 19, sarà Alessandro Muroni, musicista compositore, direttore artistico del gruppo Charme de Caroline (quattro album all'attivo e relativi spettacoli musicali), attivo in ambito musicale ma anche teratrale. A colloquio con il giornalista Giacomo Serreli, e con la partecipazione del cantautore Andrea Chimenti, presenta il suo libro "Danzami fino alla fine dell'amore", pubblicato l'anno scorso da Arkadia: è la storia di un'esperienza di vita dell'autore che prende spunto da quella, seppur breve, del padre, ma anche la storia di uno spettacolo musicale e teatrale, "Canzoni d'amore d'autore", andato in scena nel 2000 a Sassari; ideato dallo stesso Muroni - - fu un piccolo evento che vide la partecipazione attiva di musicisti, attori e attrici della scena sassarese.

Si resta in ambito musicale con la seconda ospite della serata, la giornalista Laura Pezzino: intervistata dal direttore artistico del festival, il musicista e autore Davide Catinari, presenta "A New York con Patti Smith", la "geobiografia" (pubblicata quest'anno da Giulio Perrone Editore) che ripercorre le tappe principali della grande cantante e performer americana nella "Grande Mela".
 
Alle 21 il microfono passa al veneziano Andrea De Spirt con il suo romanzo d'esordio, "Ogni creatura è un'isola", anche questo di recente pubblicazione (per i tipi de Il Saggiatore): l'isola è quella remota in cui si è trasferito il protagonista della storia sperando di trovare risposte sulla scomparsa del fratello, forse suicida proprio in quella terra. A dialogare con l'autore, il giornalista Simone Cavagnino.

Chiusura di serata in musica con Andrea Chimenti, già cantante - dal 1983 al 1989 - dei Moda, uno dei gruppi di punta del rock italiano di quegli anni assieme ai Litfiba e ai Diaframma, prima di intraprendere la carriera solista, nel 1990. Accompagnato da Cristiano Roversi e Francesco Cappiotti, proporrà letture canzoni dai suoi esordi alla più recente attualità, caratterizzata dal suo decimo album in studio, "Il Deserto La Notte Il Mare"uscito lo scorso autunno.

Ma la giornata inaugurale del festival vedrà anche il taglio del nastro della mostra "Tavole Zen", dedicata alle tavole di "Storie Zen a Fumetti", di Luca Borriero, editore e art director con una specializzazione in Web Designer. Da sempre attratto dal mondo del fumetto e della grafica, così come dalle discipline e dalla saggezza orientali, unendo queste due passioni ha iniziato a creare i primi fumetti zen negli anni Novanta, prima di arrivare, nel 2021, insieme a Sergio Peterlini che ne ha curato i testi, al suo primo libro di fumetti, "Storie Zen a Fumetti", appunto, edito da Edizioni Il Punto d'Incontro.