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“Sono la reincarnazione di Gucci”: l’incredibile storia di Max Alexander, stilista bambino divenuto star della moda

Californiano, ha 7 anni ma realizza abiti per dive come Sharon Stone. A 4 ha detto alla mamma: “Io sono un sarto” e ha cominciato a cucire. Invitato a una sfilata ha diretto le indossatrici magistralmente. Sul treno per Firenze ha esclamato: “Sto tornando a casa”

Ignazio Dessi'di Ignazio Dessi'   

L'incredibile storia di Max Alexander, stilista bambino divenuto star della moda a sette anni, sta facendo il giro del mondo. Le sue qualità sono innate, dicono. Incredibili. Si comporta da professionista maturo, fa scelte da sarto navigato e dichiara di essere la reincarnazione di Guccio Gucci, l’imprenditore e stilista divenuto simbolo dell'alta moda italiana nel mondo.

Lo racconta su Vanity Fair, attraverso un'intervista alla mamma, Aurora Mandelli. Si apprende così che il piccolo prodigio della Haute Couture ha iniziato a produrre abiti addirittura a quattro anni. La madre Sherri Madison, mediatrice e curatrice del profilo Instagram couture.to.the.max, ricorda - dalla casa a Palm Springs, città nel deserto del Sonora, nel Sud della California – di quando si è trovata a fare i conti con l’inspiegabile talento del figlio.

Tre anni prima - all’età in cui i bimbi dicono di voler fare l’astronauta, l'asso sportivo o l’attore - Max comunicò con convinzione di voler fare il sarto. Anzi, affermò di esserlo.

Io sono un sarto. Se mi procuri un manichino te lo mostro”, avrebbe detto a Sherri quel piccolo con occhi vispi e cascata di riccioli interessato a una miriade di cose: dal tennis alla scienza, dalla matematica alla cucina. Tanto che l’altro mestiere ad intrigarlo particolarmente sarebbe stato quello di chef. Ma "al primo posto restava sempre la moda", chiarisce la genitrice.

Sherri spiega come, nel periodo condizionato dal Covid, lei e suo marito facessero di tutto per assecondare la fantasia dei tre figli e alleggerire così le conseguenze della costrizione in casa. Dunque il bambino chiede un manichino? Nessun problema. Sherri - professione cardboard artist – gliene porta a casa uno di cartone dal suo studio. Nulla di più gradito per Max Alexander che, in men che non si dica, crea dal nulla un bellissimo abito con i materiali a disposizione.

La mamma è senza fiato, quasi non ci crede. Lo invita a riprovarci, anche per metterlo alla prova. Confessa che in quel momento, lei e suo marito pensano comunque a un innamoramento passeggero, rimpiazzabile in breve tempo, magari da quello per il mestiere di chef. Ma il bambino prodigio non si ferma.

Anzi, vuole imparare a cucire e lei gli mostra le basi. "Solo quelle, non essendo una grande esperta. Stavo accanto a lui perché, dopo tutto, era un bambino di 4 anni. Mi accorgevo però del suo incredibile talento, della sua manualità sorprendente”. A 5 anni lo abbiamo mandato così, come voleva, a lezione di cucito da due sarte locali, June e Jennifer che gli hanno insegnato come tagliare, applicare bottoni, tasche, zip e tutto il resto. Ha di conseguenza appreso la tecnica del cucire ma nessuno gli ha mai insegnato a progettare abiti. E questa è una delle parti più incredibili della storia, perché Max lo fa senza problemi, come se l’abbia saputo fare da sempre.

Precedenti in famiglia? Questione di dna? “Io sono una pittrice e non ho mai avuto a che fare con la moda”, afferma Sherri. E neppure mio marito. “Abbiamo scoperto da poco che il bisnonno di Max era un sarto abbastanza importante ma cosa può significare questo? Il fatto di essere cresciuto tra schizzi e disegni potrebbe averlo influenzato ma non aveva mai visto nessuno cucire, prima”.

Fatto sta che Max Alexander, ad un certo punto, dice di voler mostrare in pubblico i suoi lavori. Per accontentarlo la famiglia organizza una sfilata nel cortile di casa invitando parenti e amici. Lui si comporta come se non avesse mai fatto altro che quello. Tanto basta. La notizia vola e qualcuno, incuriosito, lo invita per una sfilata a Denver. Il baby stilista non si lascia scappare l’occasione e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, comincia a dirigere e consigliare le indossatrici, suggerendo loro come muoversi, come avesse un'esperienza antica alle spalle. E, cosa più incredibile, le mannequin, soggiogate dal suo carisma, lo ascoltano e seguono alla lettera le sue disposizioni. Il suo esordio nel mondo delle sfilate ufficiali, inutile dirlo, è un successo di cui molti cominciano a parlare. La sua fama si diffonde a macchia d'olio.

Per il resto Max fa cose da grande ma continua ad essere un bambino. Gioca, scherza, va a scuola. A volte però dimostra di avere gusti da adulto. Come quando dice di apprezzare molto il caffè. Come quando prepara sapientemente le passerelle. “I media? Non so da chi abbia preso dato che io e mio marito siamo molto timidi in pubblico, ma lui adora le telecamere e stare sotto i riflettori”, spiega la madre.

Ed allora perché frenarlo? “Finché è in grado di bilanciare la scuola, come tutti i bambini della sua età, e coltivare questa passione e il suo talento sono felice di sostenerlo”

A farlo diventare una celebrità è stato però anche un incontro: quello con Sharon Stone. La famosa attrice ha contattato Sherri su Instagram dopo aver visto i lavori di Max. “Cosa devo fare per avere un suo cappotto?”, ha chiesto sorprendendo la donna.

Il bambino, dopo aver chiesto chi era questa Sharon Stone avrebbe esclamato “E’ molto carina e gentile”. Così ha deciso di accontentare “quella signora interessata ai suoi lavori”.

Facile immaginarlo: la notorietà di Max è schizzata al punto massimo ed ora ha in serbo di realizzare un abito anche per Taylor Swift.

Il suo futuro sembra segnato. Inevitabile che serbi un sogno: “Avere un giorno una casa di moda e trasferirsi a vivere in Italia”.

Quasi una cosa naturale, a pensarci bene, visto che il piccolo prodigio ha affermato di essere la reincarnazione di Guccio Gucci, vera icona dell'alta moda made in Italy nel mondo.

Realtà paranormale o solo fantasia infantile?

“Non credo molto a queste cose – afferma la mamma – ma allo stesso tempo penso che tutto sia possibile. Mi sono sempre chiesta da dove derivasse il suo inspiegabile talento. Come potesse conoscere l'esistenza di Gucci, sinceramente, non lo so. Però una volta ha veramente detto “sono Gucci, ho fatto borse ed ora farò vestiti”.

Lei, Sherri, rivela a sua volta che non sapeva nulla del famoso stilista italiano. Così ha cercato la sua storia sul Web restando di sasso. Ma ciò che le ha fatto davvero rizzare i capelli si è verificato quando Max è stato in Italia con i familiari ed il treno è partito per raggiungere Firenze. “Sto finalmente tornando a casa”, avrebbe esclamato soddisfatto il piccolo fenomeno della moda.

Ignazio Dessi'di Ignazio Dessi'   
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