I misteri di Valentina Tereskova, la prima donna nello spazio con una bimba segreta

Il matrimonio combinato dal Cremlino, la nascita di Elena. Rimasta nascosta per quasi 50 anni. E che ora parla

Per raccontarvi questa storia, occorre fare un passo indietro. Quando Valentina Tereškova - operaia, sarta e stiratrice - lascia le fabbriche con un obiettivo preciso: diventare cosmonauta. E' una ragazza forte, di umilissime origini, con un diploma conseguito grazie ai corsi serali. A 21 anni scopre il paracadutismo, a 28 partecipa al corso per il brevetto di astronauta. Sono gli anni della guerra fredda tra America e Urss e la conquista dello spazio diventa strategica. Nikolai Kamanin, direttore dell'addestramento dei cosmonauti sovietici, ebbe notizia che negli Usa era stato selezionato un gruppo di ragazze pilota da lanciare in orbita. Nel suo diario scrisse: "Non possiamo permettere che la prima donna nello spazio sia americana. Sarebbe un insulto ai sentimenti patriottici delle sovietiche". Per questo le cosmonaute russe iniziarono l'addestramento prima degli uomini. E tra le 53 concorrenti fu scelta lei, Valentina, nome in codice "Gabbiano".

Il 16 giugno del 1963 a bordo di Vostok 6 avvenne il lancio dal cosmodromo di Bajkonur: la missione della durata di tre giorni prevedeva un totale di 49 orbite terrestri. Il primo messaggio via radio di "Gabbiano" fu esaltante: "Evviva, vedo l'orizzonte. E la terra da quissù è bellissima". Le cose nella realtà non andarono così bene. In un'intervista a Komsomolskaya Pravda del 2007, Tereškova a raccontò il retroscena del volo. "La navicella era minuscola, sono rimasta legata al sedile con la tuta e il casco addosso per tutte le 70 ore e 50 minuti del volo. Ho vomitato. Avevo dolori insopportabili alle gambe". Come riporta Il Corriere della Sera: "Le navicelle Vostok non erano in grado di assicurare la sopravvivenza dei cosmonauti al momento dell’impatto con la superficie terrestre. Così, dopo il rientro, Valentina fu «sparata fuori» da una carica esplosiva, come avviene sui jet in caso di emergenza". A quel punto si aprì il paracadute.

"Ero terrorizzata - confessò Valentina al giornale russo - sotto di me c’era un lago e non la terra ferma. Ci avevano addestrato a questa eventualità ma non sapevo se avrei avuto la forza necessaria per sopravvivere». Il vento, fortunatamente, la spinse via, fino ad un'area disabitata a nord-est di Karaganda, Kazakistan. Ma nell’impatto Valentina sbattè la faccia contro il casco e si provocò un'ematoma. Era semisvenuta quando un gruppo di contadini la soccorse e lanciò l'allarme. Fu condotta in gran segreto in ospedale, curata e rimessa in piedi. Poi riportata nel luogo dell'atterraggio con una tuta immacolata. E qui tra i flash di fotografi e una ridda di telecamere iniziò la celebrazione di Valentina. Divenne una star: il suo volto su un francobollo, ospite speciale al Mausoleo di Lenin. medaglie, festeggiamenti, mazzi di fiori, viaggi. E poi il matrimonio con il collega Andriyan Nikolayev e la nascita di Alenka. 

Alenka - detta Elena -  è nata l'8 giugno del 1964. E' sua figlia, o meglio "la figlia dello spazio", la prima bambina concepita da due astronauti: Valentina e Andriyan, il terzo cosmonauta russo dopo Gagarin ad aggredire le orbite a bordo delle navicelle Vostok 3 e 4. Una relazione - sembra - combinata dal Segretario generale dell'Unione Sovietica Krusciov e dal potentissimo staff medico del Cremlino. L'obiettivo era studiare gli effetti dei viaggi spaziali sul Dna del nascituro. Sarebbe stato un genio? Il miglior astronauta del mondo e dunque l'orgoglio della dittatura comunista? Oppure avrebbe avuto permanenti disabilità, patologie sconosciute contratte tra la via Lattea e l'atterraggio?


L'opinione pubblica seguì la vicenda privata del "Gabbiano" come una soap opera. Alenka divenne il nome del cioccolato al latte per bambini più famoso dell'Unione Sovietica. La piccola ritratta con il fazzoletto in testa si trasformò in logo: una mini matrioska dai poteri sovrannaturali, una Zarina un po' magica e un po' inquietante. L'attenzione per la bimba fu tale che Valentina decise di sottrarla alla voracità dei curiosi e la affidò alla madre. L'assenza di Alenka/Elena divenne caso nel caso. Secondo quanto riporta Il Giornale: "Fonti diplomatiche occidentali avevano messo in giro la notizia che Baby Space fosse sordomuta, che vivesse sotto stretto controllo medico, che il Cremlino avesse apposto il sigillo Top Secret su tutte le informazioni che la riguardavano". Al compimento del diciottesimo anno di età di Elena, Valentina e Andriyan Nikolayev divorziarono. E della "figlia dello spazio" non si parlò più.

Oggi, 8 giugno, Alenka compie 58 anni e come al solito sua madre le dedicherà un messaggio d'amore su Twitter. E' un medico chirurgo che lavora presso il servizio sanitario dell'Aeroflot e talvolta concede qualche intervista per raccontare lo strano eppure solido rapporto con mamma Valentina. Che nel frattempo ha girato il mondo, è diventata eroe dell’Unione Sovietica, decorata con l’Ordine di Lenin, onorata da tutti i segretari generali del Pcus con un cratere lunare a suo nome. Tereškova dopo la fine del regime comunista è stata prima nella Duma regionale di Jaroslav e poi, nel 2011 in quella federale nelle liste del partito di Vladimir Putin. Che appoggia incondizionatamente. L'ultimo sogno di Valentina? Volare su Marte, guidare un'Alfa Romeo, ritornare nello spazio per rivedere l'Orizzonte, magari in compagnia della comandante Samantha Cristoforetti.