Susanna Tamaro si svela: la sindrome di Asperger e "il rapporto d'amore" con la compagna di vita

“Su di me sono state dette una quantità infinita di cose cattive, stupide, calunniose perché sono una persona mentalmente diversa dalle altre. Per 30 anni ho fatto una fatica terribile a recitare la parte di Susanna Tamaro. È stato un calvario"

di Cinzia Marongiu

"Io avrei il carattere di Gianni Morandi, ma la sindrome di Asperger, scoperta dopo una vita in cui i medici non mi avevano dato risposte, blocca la mia socialità. Mi sento sempre fuori posto. Chi soffre di questa sindrome è terrorizzato dalle occasioni pubbliche e per questo, ad esempio, risulto sempre così rigida e innaturale in televisione”.

Susanna Tamaro, una delle scrittrici italiane più lette di tutti i tempi, l'autrice del bestseller “Va’ dove ti porta il cuore”, caso editoriale da 18 milioni di copie vendute nel mondo, si mette a nudo in un documentario davvero inedito, proprio come recita il titolo del film che stasera approda in prima serata su Rai5 e che se avete perso alla Festa del Cinema di Roma vi consigliamo assolutamente di guardare. Non solo perché permette finalmente di capire una personalità unica e complessa come quella della scrittrice friulana, ma anche perché funge da paradigma su quanto dolore, quanti danni possano essere causati dalla superficialità dei giudizi. A cominciare dalla stampa che con la Tamaro non è mai stata tenera ma anzi abbondante di pregiudizi, critiche, attacchi e vettore di falsità. 

“Su di me sono state dette una quantità infinita di cose pessime, cattive, stupide, calunniose perché sono una persona mentalmente diversa dalle altre e questo si paga in maniera altissima. Per 30 anni ho fatto una fatica terribile a recitare la parte di Susanna Tamaro. È stato un vero calvario e quindi ho deciso di interromperlo. Voglio riuscire a mostrare la vera persona che sono e che sono sempre stata”. Così in "Inedita", il documentario di Katia Bernardi, vengono mostrati tanti ritagli di giornale con titoli a dir poco offensivi, al limite della crudeltà. Poche le vie di fuga come racconta la stessa Tamaro: “O reagisci e denunci o ti ritiri dalla vita pubblica come ho fatto io”.

 "Inedita" così ci conduce all'interno del suo ritiro, nella sua vita colma di poesia e di piccole grandi passioni, come l'amore totalizzante per la natura, gli animali, la montagna, l'apicultura e le arti marziali di cui, tra l'altro, la Tamaro è insegnante. Un viaggio intimo e struggente ripercorso a ritroso nelle sue tappe più importanti e anche più dolorose insieme all’amica di una vita, la sceneggiatrice Roberta Mazzoni, con la quale la Tamaro condivide l'esistenza. Anche quel loro rapporto così diverso dai canoni convenzionali, così atipico da non essere inquadrato in nessun “contratto” sociale, per anni ha alimentato malignità e pettegolezzi che oggi, alla luce di un racconto così diretto e sincero, appaiono ancora più meschini. Di certo quello con la sceneggiatrice milanese che accetta di vivere con Susanna mettendo ordine al caos nel quale era ridotta la sua vita, è un grande rapporto di amore. La Tamaro non risparmia niente di sé, racconta di quando, abbandonata dalla sua famiglia, si ritrova a vivere quasi come una barbona, incapace di pensare ai bisogni più materiali e banali, come, ad esempio, fare la spesa. “Roberta è un’amica del cuore che da milanese ha messo ordine nella mia vita. Se non ci fossimo incontrate, sarei finita in Africa a aiutare i bambini o mi sarei ammazzata”.

Tra loro c'e' un rapporto "di accudimento reciproco", racconta nel film Roberta Mazzoni. "Una bellissima avventura, un rapporto fuori degli schemi ma pieno di amore".