Dietro grassi e zucchero ci sono rivalità, furti di idee e fallimenti: il junk food diventa arte pop

di Tiscali News

Facile oggi dire junk food. Nell’epoca della transizione ecologica, del zero waste, della differenziata e del riscaldamento globale anche la consapevolezza sul benessere alimentare è notevolmente aumentata. Ma avete mai provato a guardare le vecchie pubblicità di prodotti alimentari? C’è da ridere, se non da aver paura, per come venivano proposti certi cibi con slogan che oggi ci parrebbero schizofrenici. Burro definito “scivoloso” e indispensabile per lubrificare le vene, bibite gassate consigliate per i neonati, l'amaro Ramazzotti "il vizietto di papà" e l’Aperol vera ricetta contro ogni male, fossero sintomi influenzali o problemi di linea. Ma torniamo indietro, alla nascita di marchi iconici che hanno fatto, nel bene e nel male, la storia e la cultura del cibo made in USA.

Dolci o salati, croccanti o morbidi, sicuramente saporiti e ricchi di calorie. Kellog’s, Mars, KFC, Mc Donald, Coca-Cola sono brand conosciuti per i loro prodotti venduti in tutto il mondo e consumati quotidianamente da milioni di persone. Ma come sono nati? Come vengono prodotti? Ce lo racconta "Snack Wars", la serie che ci rivela la vera storia di questi e tanti altri alimenti: dietro calorie, grassi, zuccheri si nascondono rivalità, concorrenza agguerritissima, furti di idee, fallimenti, ma anche creazioni gastronomiche, decine di test di assaggi e lanci pubblicitari milionari. Narrato dagli stessi produttori di questi cibi e con le testimonianze di studiosi e di Adam Richman (esperto “masticatore” del programma Man VS Food) ci addentreremo nei segreti dell’industria del food Made in USA.

Prima che fossero grandi marchi o multinazionali erano persone brillanti, visionarie e anche spesso spietate. Portavano cognomi come Kraft, Hershey, McDonald, Monaghan, la cui storia, il cammino che li ha portati a costruire grandi colossi del cibo, non sempre è nota al grande pubblico.

“Snack Wars, Tutti i segreti del junk food made in Usa”, dal 13 maggio in onda su Blaze (canale 124 di Sky), ci svelerà i segreti dell'industria alimentare made in Usa. "E' molto riduttivo definire 'junk food' questi marchi - ha spiegato all'ANSA Adam Richman -. E' vero, non è il cibo più salutare, ma bisogna inserirlo in un contesto all'epoca rivoluzionario. Questi marchi non solo hanno creato lavoro per milioni di persone, ma hanno anche contribuito alla sicurezza alimentare. E hanno reso note città prima sconosciute, le hanno rese vive".

La serie accende i riflettori sul “dietro le quinte” di prodotti iconici come Oreo, Cheetos, Domino Pizza, le barrette di cioccolato Hershey, la stessa Coca-Cola. Quanti sanno che la storia di una delle bevande più popolari al mondo è iniziata nel diciannovesimo secolo nello scantinato di un farmacista di Atlanta, John Pemberton? Da veterano della Guerra Civile, Pemberton stava cercando di creare un modo per alleviare il dolore delle sue vecchie ferite di guerra con una bevanda frizzante e dissetante. Oppure che in 60 anni Domino's, da un solo negozio in Michigan specializzato in un piatto italiano poco noto negli anni '50 - la pizza - è diventato un impero da 15 miliardi di dollari? Oltre che la prima catena di pizzerie al mondo con una moderna organizzazione in franchising e con il lancio della consegna a domicilio, con consegna garantita in 30 minuti. Richman spiega anche che ogni famiglia americana ha un ricordo legato a questi marchi e prodotti. "I miei - continua - sono legati agli anni del college, quando ci veniva data la possibilità di usare Domino come refettorio. Oppure le barrette Hershey durante Halloween. Ci tengo di nuovo a sottolineare che è vero che non sono il massimo da un punto di vista culinario, ma questi marchi hanno messo cibo sulle tavole di chi non poteva permetterselo, hanno esportato tecnologia in tutto il mondo e sicuramente hanno contribuito a diffondere globalmente cibi una volta conosciuti solo a livello locale, come la pizza".