La terrificante festa di un secolo fa: il ballo di "Shining" ancora avvolto dai misteri

"Overlook Hotel july 4th ball, 1921" la didascalia dell'immagine che chiude il capolavoro di Stanley Kubrik

Il primo piano di Jack Torrance morto assiderato tra le siepi dell'Overlook Hotel chiude uno dei film horror più celebri di sempre, il capolavoro "Shining" firmato nel 1980 da Stanley Kubrik con Jack Nicholson e Shelley Duvall. Chiunque abbia visto il film sa bene che l'orrore non finisce qui: dopo la visione del cadavere, un vecchio motivo foxtrot ci accompagna in una scintillante sala da ballo. Qui l'obiettivo si stringe lentamente al centro di una parete, dove è appeso uno scatto con decine di persone in posa per la foto di gruppo; al centro c'è un elegante Jack Torrance in smocking che sorride al fotografo. E sotto, una didascalia: "Overlook Hotel, July 4th Ball 1921". L'immagine del ballo più famosa e terrificante della storia del cinema compie dunque cento anni. E non smette di regalare misteri e segreti: sarà perché la presenza del custode dell'hotel in quella foto lascia aperti finali inquietanti, sarà il fascino sinistro di Jack Nicholson – Torrance, sarà che dopo quarant'anni "Shining" è ancora uno degli horror più amati del cinema?

 

L'Overlook Hotel esiste ed è in Colorado

Il capolavoro di Stanley Kubrick si ispira al romanzo omonimo che Stephen King pubblicò nel 1977, arrivato in Italia per Euroclub nel 1978 con il titolo "Una splendida festa di morte". Si dice che Kubrick stesse cercando una storia horror da portare sul grande schermo, e dopo aver letto decine e decine di libri rimase profondamente colpito da "Shining". Se la vicenda di Jack Torrance, impazzito fino a voler sterminare la famiglia in quell'hotel isolato e freddo è frutto della fantasia di King, l'albergo esiste davvero: nel 1973 lo scrittore aveva soggiornato allo Stanley Hotel, struttura in stile neo-georgiano ad Estes Park, in Colorado, costruito ai primi del Novecento con vista spettacolare sulle montagne rocciose. Iniziò qui, nella stanza 217, la stesura del suo nuovo romanzo, certamente ispirato da un luogo suggestivo e carico di misteri. Come misteriose sono le tante storie di fantasmi che si raccontano ancora oggi attorno all'hotel: pare che Flora, la moglie del proprietario e costruttore dell'albergo Freelan Oscar Stanley, si aggiri nella grande sala da ballo in piena notte, talvolta suonando il pianoforte. Alcuni ospiti affermano di aver percepito presenze spettrali nelle stanze. Le infestazioni dello Stanley attirarono anche la troupe di Ghost Hunters, programma dedicato alle manifestazioni paranormali andato in onda negli Usa fino al 2016. Quando Kubrick decise di girare "Shining" però non scelse l'hotel di King ma fece costruire un set a Londra per gli interni e girò gli esterni al Timberline Lodge, in Oregon.

 

Il ballo dell'Overlook, un mistero lungo cent'anni

"Shining" di Stanley Kubrik racconta la vicenda di Jack Torrance (magistralmente interpretato dall'attore americano Jack Nicholson, allora 43 anni), ex insegnante disoccupato e con problemi di alcolismo che viene assunto come custode invernale all'Overlook Hotel, struttura popolata in estate per le vacanze. L'uomo porta con sé la moglie Wendy (interpretata da Shelley Duvall, che per il film ottenne una nomination come peggior attrice non protagonista ai Razzie Awards del 1980) e il figlio Danny, bimbo dotato di “luccicanza”, il potere di telepatia e preveggenza. Il soggiorno della famiglia Torrance non è proprio felice: il bambino ha terrificanti visioni tra i corridoi e le stanze dell'albergo vuoto, mentre Jack non riesce a trovare l'ispirazione per dedicarsi alla scrittura e passa giorni a battere a macchina la stessa frase, "Il mattino ha l'oro in bocca" (ma nella versione originale si legge "All work and no play makes Jack a dull boy": fu lo stesso Kubrik a scegliere frasi diverse nelle diverse traduzioni). Wendy si accorge presto che qualcosa non va e così si chiude nel suo appartamento mentre il marito si intrattiene nella sala da ballo incredibilmente illuminata e rumorosa con il vecchio custode dell'hotel, Delbert Grady, che dieci anni prima aveva sterminato la famiglia e le due figlie gemelle, che appaiono come fantasmi davanti a Danny chiededogli "vieni a giocare con noi per sempre?". Jack impazzisce del tutto e cerca di uccidere moglie e figlio ma i due riescono a salvarsi e fuggire lontani. Della scena finale abbiamo già detto, con il cadavere di Jack congelato nel giardino. L'immagine finale, accompagnata dal brano 'It's All Forgotten Now' dell'orchestra di Ray Noble, è la famosa scena dal ballo del 4 luglio del 1921, cent'anni fa. Lo spettatore si chiede come faccia Jack Torrance a trovarsi lì, giovanissimo ma sessant'anni prima, e la risposta più ovvia sarebbe proprio nella scelta del regista di lasciare un'impressione di inquietudine in chi guarda, un diabolico paradosso spazio-temporale. 

 

Ma qual'è la vera storia di quell'immagine dove un abile intervento di fotoritocco inserì il volto di Torrance/Nicholson? C'è chi dopo tante ricerche d'archivio ha trovato lo scatto originale: compare in un manuale del 1985, 'The Complete Airbrush and Photo-Retouching Manual' di Peter Owen e John Sutcliffe, nella versione prima e dopo. Non sappiamo nulla se non che ritrae una vera festa degli anni Venti, non conosciamo l'autore né il luogo ma si vede in primo piano un uomo, per la verità un po' anonimo, che Stanley Kubrick ritaglia per lasciare spazio a Jack Nicholson. Non ha nome, forse non lo avrà mai, eppure il suo volto è legato, inconsapevolmente, a una delle immagini più inquietanti e spaventose della storia del cinema.