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Sangiuliano contro gli Uffizi per la chiusura ma Shmidt gli ricorda che la colpa è del suo ministero

Ministro da meno di un mese, si potrà dire, questo è senz'altro vero. Ma almeno prima di indignarsi e inviare lettere al vetriolo sarebbe meglio studiare brevemente

Camilla Sorudi Camilla Soru   
Sangiuliano contro gli Uffizi per la chiusura ma Shmidt gli ricorda che la colpa è del suo ministero

Ministro da meno di un mese, si potrà dire, questo è senz'altro vero. Ma almeno prima di indignarsi e inviare lettere al vetriolo sarebbe meglio studiare brevemente.

Inizio travagliato per il neoministro Gennaro Sangiuliano, voluto dalla Presidente Meloni nelle fila della sua squadra di ministri "di peso", alla guida di uno dei dicasteri più importanti, quello della cultura. Non bastano le divergenze di opinione con il suo sottesegretario Vittorio Sgarbi sulla gratuità dei musei, a fargli fare una figura non proprio brillante ci pensa Eike Schmidt, direttore degli Uffizi.

LA VICENDA

Qualche giorno fa il ministro Sangiuliano si accorge, attraverso la stampa, che gli Uffizi hanno mantenuto la chiusura del lunedì anche il primo di novembre, giorno di ognissanti. Una decisione ritenuta gravissima dal ministro che, presa carta e penna, ha deciso di scrivere al direttore. 

“Gentile direttore, ho appreso dagli organi di stampa che nella giornata di lunedì 31 ottobre le Gallerie degli Uffizi sarebbero rimaste chiuse impedendo così a migliaia di visitatori di poterle visitare durante il ponte di Ognissanti. Mi risulta che in circostanze analoghe altri musei e gli stessi Uffizi abbiano anticipatamente modificato la normale giornata di chiusura settimanale proprio per evitare disagi a visitatori e turisti. Le chiedo se questa ricostruzione risponda al vero. Se così fosse, e lo riterrei gravissimo, vorrei sapere come mai in questa circostanza non si sia proceduto come nel passato. Non sfugge alla Sua intelligenza che una chiusura di questo tipo, oltre a costituire una perdita di introiti, rappresenti un danno di immagine per le Gallerie degli Uffizi e per l’intero Sistema museale nazionale”. 

Pronta la replica del direttore Schmidt, che ricorda al ministro di chi sono le responsabilità di questa difficoltà a tenere aperti gli Uffizi in un momento di così grande presenza turistica in città. 

"Sono scandalizzato come lei" risponde Shmidt, spiegando a Sangiuliano che quello introdotto con questa polemica è il  "tema forse più critico in questo delicato momento per il settore dei musei statali: quello della carenza di personale".

Va spiegato infatti, ma si presume che un ministro lo debba sapere, che i musei non hanno alcuna autonomia sulle assunzioni. Il tema delle risorse umane è tutto ministeriale e se ne occupa l'ufficio centrale del Ministero. La decisione di aprire in via straordinaria di lunedì è basata solo sulla volontarietà del personale che decide di modificare i propri turni per offrire un servizio non obbligatorio. Ma una nuova norma, introdotta circa due anni fa l"imita il guadagno in più al 15% del trattamento tabellare annuo lordo di ciascun dipendente: per questo motivo quest’anno abbiamo potuto offrire delle aperture speciali con grande successo nella primavera e ancora in estate, ma troppi tra gli assistenti in sala che volentieri partecipano a queste aperture – comunque sempre meno, per via dei pensionamenti – hanno raggiunto o si stanno avvicinando a questo limite

Qualche giorno fa il ministro si era schierato contro la gratuità dei musei dicendo che: "Diverso è fare una politica sociale per i giovani e gli anziani, ma tenere i musei gratis a parte che non regge sul piano economico, poi deprezza il valore delle opere". Al di là delle opinioni personali sull'importanza sociale della cultura e sul diritto di fruizione della stessa da parte di tutte le cittadine e i cittadini del mondo, forse le opere sono maggiormente deprezzate di continui tagli imposti al comparto.
 
Intanto Gli Uffizi continuano la loro rimonta, nel solo ponte dei morti hanno registrato 55mila presenza. Insomma ministro,l forse non sono andati poi così male.
Camilla Sorudi Camilla Soru   
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