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Il guru della medicina alternativa Rességuier: "La ricerca del senso di essere parte di un tutto”

"La natura è la domanda e la risposta". In questo viaggio da una infanzia reale ad una infanzia “ritrovata” sembra muoversi il “pensier sublime” di questo artigiano del corpo e alchimista dell'anima. La filosofia della collettività

di Fabio Marceddu   
Jean Paul Rességuier
Jean Paul Rességuier

Esiste in ognuno di Noi, un Eden a volte sfuggente, a volte negato che ci consola e ci accarezza nel cammino di un tempo formale e convenzionale, che ci “cadenza” la vita come fosse un orologio fermo che batte il tempo verso l'ignoto.

In questo viaggio da una infanzia reale ad una infanzia “ritrovata” sembra muoversi il “pensier sublime” di Jean Paul Rességuier, artigiano del corpo e alchimista dell'anima: qui dove corpo e anima non sono da intendersi alla maniera obsoleta post illuminista che li divise, ma sono uniti dal Respiro, un respiro che è al contempo carburante per la meccanica del “cuore e dell'anima”.

In un dialogo accarezzato da sorrisi e abbracci virtuali, ho incontrato Colui che ha cambiato con Se il suo interno, e che cambiando ha cambiato e cercato di riportare in una area del possibile una “filosofia della collettività”, non in contrapposizione ma in ascolto, verso un mondo che predica la necessità della riscoperta del Se, come Io Egostista/Egocentrico/Egoista, sempre meno Eso-terica e poco incline alla ricerca del Divino che è già di per se Cura.

Questa che seguirà ha preso la forma di una intervista, ma non lo è: è stato uno scambio di conoscenze di intuizioni e anche di qualche fraintendimento, ma se avessimo già compreso tutto, forse avremo già finito il viaggio.

Com'è stata la tua formazione in-formazione?

"Vengo da una famiglia di viticoltori, la campagna la Natura dialogano con me dalle mie origini, la mia relazione con la vita, è con gli esseri viventi, la mia prima formazione è stata quella all'interno del clan, della realtà che vivevo a stretto contatto con gli Altri e fra questi altri c'era un continuo apprendimento pratico dalla Vita che mi “viveva” intorno”.

Tutto nasce dall' osservazione che è azione, quindi attiva (agente).

"La cura o la ricerca del senso di “essere parte” di un tutto”, è passato poi attraverso una condivisione e acquisizione ma anche “elaborazione” della comprensione e della elaborazione della filosofia del pensiero di Spinoza, Deleuze, Mp Foucault".

Il legame con la con la Natura, non è stato né creato né indagato, E'...

"Credo che quello che percepiamo o che tutti definiscono come secolo dei Lumi, sia l'origine di molte oscurità del contemporaneo nelle sue forme degenerate. Sicuramente il pensiero di Cartesio coincide con l'inizio della modernità, difatti nell'affermazione reiterata dell'IO sono, IO individuale, IO IO IO, c'è la perdita dell' IO/Comunità, dove un tempo IO/ERO, IO/SIAMO, ha conosciuto una progressiva banalizzazione del concetto: si mettono le PERSONE al centro, ma in quel centro c'è un mare che circonda l'IO che anela ad affermarsi, e che perde completamente le necessarie naturali “corrispondenze emotive e umane”. Tutto “questo” viene evocato come Naturale, ma è soltanto una rappresentazione, una forma".

Chi le piacerebbe citare fra i tanti che hanno partecipato al suo percorso curativo/restitutivo?

"Un padre Gesuita Claude Larre esperto Taoista mi disse in due parole la differenza fra la religione e il concetto del sacro fra gli Orientali e gli Occidentali (allargando l'occidente in direzione del Cristianesimo nelle sue varie espressioni), per NOI occidentali c'è un DIO Creatore per la spiritualità orientale c'è della creatività nell'Aria.

Quindi tu JP dai le chiavi per curarsi, sei un tramite?

"Anche questo concetto può essere una trappola, bisogna riallinearsi, col vivere per riuscire ad avere una coscienza più chiara. E' utile trovare territori vivibili e permettere alle persone di trovare le loro modalità. Prima ci si allinea, ognuno verso la propria singolarità esistenziale, prima ci si ritrova all'interno di una comunità in una dialogo fra pari. E' importante “mettere” le persone nel loro attuale, non esiste il modo, non esiste il concetto di tempo a cui ci hanno abituato, esiste l'HIC et Nunc, il presente. (n.d.a Il tempo presente e il tempo passato son forse presenti entrambi nel tempo futuro. Thomas Eliot, Quattro quartetti). E quel che appare come verità in realtà a volte è fascinazione con tutto quel che comporta il termine nella sua meravigliosa pericolosità".

Ho una mamma di 92 anni, ed altre mamme acquisite che viaggiano tra gli 80 e i 100 anni, questo triennio appena concluso è stato molto duro per tutti, in particolare per Loro, come spiegare il Ressseguier Thought (pensiero)?

"Bisogna fare in modo che le persone si raddrizzino nella loro dignità e nel loro gusto di vivere. Per la cura propriamente detta spesso il curato diventa soggetto, e all'origine di questo c'è sicuramente na deformazione e interpretazione della parola “empatia” (che all'origine significava mettersi in immersione nei paesaggi del nostro vivere, nei i panni degli altri esseri, minerali, vegetali, animali e umani) e che nel suo evolversi è diventata la vituperata e abusata parola nel senso di “relazione con gli altri”.

Tu ti dividi fra la “Razionalissima Svizzera”, “la Rivoluzionaria Francia”, la “Contradditoria e Sincretica Italia,” e “l'Animista” Brasile, sembra un quadrilatero perfetto.

"Si, qui, dove il tempo si ferma, i dialoghi diventano appunti di viaggio al presente, e in questo “non- tempo” che le nuove frontiere dell'Antropologia contemporanea raccontano “Antropo” dal di dentro, João Paulo Lima Barreto antropologo autoctono delle tribù amazzoniche, ci conduce nella sua visione: il presente è l'urgenza e il futuro non esiste. Questo è già di per sé un grande cambio, e pone l'uomo nel suo Ambiente, e l'ambiente dialoga costantemente con l'uomo allineato e riallineato".

N.d.A

Il primo amor di JP fu la fisioterapia, concepita come scienza al servizio della cura, poi altre furono le discipline e altre sono e saranno. Parlare e dialogare con Lui non è un percorso lineare, il corpo è la Cattedrale di una Natura antica che parla attraverso le sua manifestazioni viventi, e si ritrova a sorridere di quella filosofia teorica così lontana dalla sostanza del suo agire, così vicino a quel tutto dove il se necessita ri-trovarsi stupirsi e accoccolarsi fra le sapienti mani della comunità che è in sé Divinità e svela i misteri del Sacro, senza controindicazioni.

di Fabio Marceddu   
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Sono giornalista. E ho scritto anche tre libri diversissimi tra loro: un giallo...

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