Prima della Scala, attacco al teatro con vernice blu contro l’ingresso: la polizia ferma 5 persone

Esposto un cartello con la scritta: “No carbone”. I fermati appartengono a “Ultima generazione” e sono stati portati in questura. Si registra il tutto esaurito dei biglietti, che arrivano a tremila euro, e si prevede un foyer pieno signore ingioiellate e un mix di intellettuali

TiscaliNews

Avrebbero lanciato vernice blu contro l'ingresso del teatro alla Scala, a Milano, e sono stati fermati dalla polizia. Si tratterebbe di 5 attivisti del gruppo Ultima generazione. Il gruppo è stato notato da una pattuglia di poliziotti in servizio in zona e subito bloccato dopo l'azione. Ultima generazione - no gas no carbone, c'era scritto sul cartellone esposto da alcuni componenti prima di essere identificati dalle forze dell'ordine. L'attacco al teatro era un rischio valutato, soprattutto nel giorno della Prima e con la sfilata di personalità che parteciperanno all'evento. I cinque sono stati accompagnati in questura per una identificazione e la successiva denuncia.

L’inaugurazione

E' la prima inaugurazione della Scala di Milano senza mascherina e senza restrizioni da Covid e prometteva di essere la Prima della ripresa. Ma l'apertura della stagione lirica del teatro milanese è, come sempre, lo specchio del tempo: un misto quindi di riapertura e nuove preoccupazioni per il futuro.

Tutto esauruti

Di positivo si registra il tutto esaurito dei biglietti, che arrivano a tremila euro in platea e nei palchi migliori e il ritorno degli stranieri, a partire dai giornalisti accreditati che vengono da 14 Paesi, inclusa la Russia, che non poteva mancare all'inaugurazione con il Boris Godunov, opera del russo Musorgkskij, che invece più di qualche critica ha sollevato nella comunità ucraina. E si prevede un foyer pieno signore ingioiellate e un mix di intellettuali, come Alessandro Baricco e il regista Luca Guadagnino, personalità dello spettacolo come Stefano Accorsi e la coppia Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, esponenti del mondo della finanza e dell'economia, archistar come Stefano Boeri e Italo Rota, sovrintendenti di altri teatri italiani e stranieri (fra gli altri Alexander Neef dell'Opéra di Parigi).

La presenza del capo dello Stato

Positiva è anche la presenza mai così massiccia di istituzioni: il Capo dello Stato Sergio Mattarella, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e ancora i ministri della Cultura Gennaro Sangiuliano, del Made in Italy Adolfo Urso e delle Riforme Maria Elisabetta Casellati. Un segno di attenzione verso il teatro, in un momento in cui dal pubblico (per lo meno da Regione e Comune) sono stati annunciati tagli dei contributi.

Le nubi all’orizzonte

Ed è qui che iniziano a vedersi le nubi all'orizzonte. I sindacati dei lavoratori avevano chiesto di poter leggere un messaggio per dire che "un Paese che taglia i finanziamenti alla Cultura taglia il futuro dei suoi cittadini" prima dell'Inno di Mameli e dell'Inno alla Gioia, l'inno europeo che sarà eseguito in onore della von der Leyen. Si accontenteranno di consegnare una lettera al presidente della Repubblica e agli altri esponenti delle istituzioni durante l'intervallo, che sarà allungato a 40 minuti per permettere a tutti di salutare il direttore d'orchestra Riccardo Chailly rispettando il protocollo. Ma annunciano iniziative per i prossimi giorni con le altre istituzioni milanesi. Fuori la protesta in piazza, contro la manovra e i rincari.

“Sarà un anno difficile”

Lo stesso sovrintendente Dominique Meyer ha ammesso che questo "sarà un anno difficile" e ha chiesto a tutto "uno sforzo comune per ribadire il valore della cultura". Nel frattempo il sottosegretario Vittorio Sgarbi ha criticato non solo i tagli ma anche una gestione con "regie faraoniche" di registi stranieri come straniero è il sovrintendente che si dovrebbe valutare se cambiare con un italiano.

Ma alla fine di tutte le polemiche, i discorsi sugli abiti, sulla politica e sull'atmosfera generale l'ultima parola spetta alla musica, a uno spettacolo che all'anteprima giovani ha conquistato i ragazzi grazie all'allestimento di Kaspar Holten, che ha reso ancora più shakespeariano, e quindi umano, un dramma perfettamente reso dal cast, a partire dal basso Ildar Abdrazakov nel ruolo di Boris, dal coro di voci bianche, con 34 bambini che hanno imparato a cantare in russo, e dalla direzione di Riccardo Chailly.

Sala: “Polemiche su Godunov mal poste”

Questa sera andrà in scena l'opera russa di Musorgskij, Boris Godunov, che ha già causato polemiche come la richiesta del console ucraino a Milano di cancellare lo spettacolo. "Si tratta di un'opera russa e non sono mancate le polemiche quasi che questa scelta potesse essere interpretata come un atto politico a favore dei russi nella guerra contro l'Ucraina - ha sottolineato il sindaco Giuseppe Sala nella prima puntata del suo podcast Buongiorno Milano dedicato al senso del 7 dicembre, Sant'Ambrogio. giorno della festa del patrono della città -. Però mi sembrano polemiche mal poste, il Boris Godunov in realtà è una grande riflessione sulla verità e sui drammi connessi alla dittatura".
Secondo il sindaco inoltre "non è pensabile oltretutto che, per il fatto che non si voglia appoggiare la politica di un Paese, sia necessario cancellare la cultura dello stesso - ha concluso -. Specie se si tratta di un'esperienza come quella russa che in gran parte ha ispirato le radici della nostra sensibilità europea". Ronzulli: “Vernice contro la Scala è un gesto di inciviltà”.

"Gesto incivile"

"Francamente non vedo il nesso tra la lotta ai cambiamenti climatici e un gesto tanto incivile come quello di sporcare con la vernice dei muri che sono patrimonio di tutta la città. Imbrattare i muri è un reato ed è anche il modo peggiore per perorare una causa. Tanto più che a venire danneggiate, alla fine, sono gli operatori costretti a pulire ciò che è stato sporcato". Così a Agorà, su Rai Tre, la presidente dei senatori di Forza Italia Licia Ronzulli.