Il colore di giugno? L’arcobaleno del Pride!

In tutto il mondo l'orgoglio della comunità LGBTQ+ si festeggia con eventi pacifici e coloratissimi

Giugno è il mese che le comunità LGBTQ+ di tutto il mondo dedicano a promuovere i valori dell’uguaglianza e del rispetto delle diversità, il tutto in un’ottica di equilibrio tra ironia e serietà perché, se la lotta per vedere riconosciuti i propri diritti è dura, è indispensabile affrontarla con un sorriso. La sigla LGBTQ+ include persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e queer. Il segno + è stato aggiunto in rappresentanza di chi non si riconosce in nessuna di queste scelte di orientamento.

Perché a giugno

Questo mese ha un valore simbolico per la comunità perché tra il 27 e il 28 giugno del 1969 nello Stonewall Inn, un bar gay del Greenwich Village di New York, una delle solite retate che la polizia effettuava, si trasformò in un atto di ribellione senza precedenti. Le persone, stufe di essere discriminate, intonarono slogan inneggianti alla libertà e sfilarono nelle strade per mostrarsi alla luce del sole. Questi fatti, noti come i moti di Stonewall coinvolsero inizialmente 500 persone, mille il giorno seguente e ancora di più nei giorni successivi.

Da Stonewall ai Pride

Il 28 giugno 1970 New York ospitò il primo Gay Pride della storia, una marcia pacifica che vide migliaia di persone pronte a difendere il loro diritto di esistere e amare. Nel 1994, a Roma, si svolse la prima manifestazione dichiaratamente LGBTQ+: un successo. Qui si tenne nel 2000 anche il primo World Pride della storia. Roma è candidata ad ospitare il prossimo World Pride nel 2025.

Un pride, mille pride

Oggi in Italia si organizzano fino a 40 Pride durante l’anno, l’insieme di questi eventi viene chiamato Onda Pride. Le parate sono sempre all’insegna del pacifismo e dell’inclusione e nel tempo hanno coinvolto migliaia di persone che non si definiscono LGBTQ+ ma che sposano la causa per il riconoscimento dei diritti civili. Singoli o organizzati in associazioni di vario genere: dai motociclisti alle mamme, da collettivi artistici a band musicali. Lo spirito è quello di mostrarsi…al meglio! Quindi tanto spettacolo, musica, danze e colori negli abiti e negli accessori.

Ogni popolo ha la sua bandiera…

La rainbow flag, ovvero la celebre bandiera arcobaleno è il simbolo più riconosciuto della comunità. Fu l’artista queer di San Francisco Gilbert Baker a idearla nel 1978. Oggi si è evoluta in molte altre versioni per rappresentare ogni singola realtà legata al movimento. Un esempio? La versione che include sia il nero che il marrone per portare l’attenzione anche verso le persone di colore, dopo l’esplosione del movimento Black Life Matters..

…e il suo inno

Lady Gaga, tra le artiste più amate dalla comunità LGBTQ+ e non solo, ha pubblicato nel febbraio 2011 un singolo destinato a diventare un vero inno per via del significato delle parole ma anche della forza del brano, così accattivante, allegro e balldbile: “Born this way” è un invito alla consapevolezza e all’accettazione di se stessi: “I’m beautiful in my way, ’cause God makes no mistakes, I am on the right track, baby, I was born this way”.