Polemiche in Giappone per i commenti sessisti degli organizzatori delle Olimpiadi

Le Olimpiadi di Tokyo subiscono l'ennesimo colpo a causa delle parole inappropriate e sessiste utilizzate dal presidente e dal cerimoniere verso le donne e in particolare verso l'attrice e influencer Naomi Watanabe

Nella foto la stilista giapponese Naomi Watanabe

La compostezza, la riservatezza e il decoro non sono discipline olimpiche.  E meno male perché proprio il Giappone, additato sempre come esempio di rispetto, e che ospiterà i prossimi giochi a Tokyo, arriverebbe ultimo a casa propria.

Come se non bastassero le limitazioni a causa della pandemia di Covid19, i costi elevatissimi in continuo aumento e l’enorme sforzo organizzativo a complicare il tutto ci si mettono anche l’ex premier e presidente del comitato che sovrintende ai giochi Yoshiro Mori e il responsabile delle cerimonie di apertura e chiusura dell’evento Hiroki Sasaki.

Il presidente Yoshiro Mori critica le donne 

Il primo, considerato dalla stampa giapponese tra i più impopolari ministri di sempre, ha allegramente dichiarato di aver preferito non coinvolgere troppo le donne nei meeting di lavoro perché “sono molto competitive. Quando una di loro alza la mano, probabilmente pensa di avere sempre qualcosa da dire. E poi parlano tutte”.

Così, tranchant. Inutile dire che sono seguite scuse e pentimento per le parole quanto mai inappropriate e giusto vagamente sessiste. Dimissioni? Manco a parlarne, Yoshiro Mori ha replicato alle richieste di abbandonare la nave dicendo: “Non sto pensando di dimettermi. Lavoro duramente e ho dato una mano devotamente per sette anni. Non mi dimetterò".

Che fine ha fatto l’innato spirito di sacrificio giapponese che porta addirittura al seppuku, il suicidio volontario o consigliato, in caso di vergogna pubblica?

Il cerimoniere offende l'attrice Naomi Watanabe facendo body shaming

Hiroki Sasaki invece si è dimesso dopo la pioggia che si è abbattuta su di lui. Non la meravigliosa pioggia di petali di ciliegio che tante volte abbiamo guardato con ammirazione ma una vera grandinata di critiche per la sua incauta battuta su Naomi Watanabe, attrice e influencer nipponica nota come la Beyoncè giapponese, ospite per la cerimonia di apertura dei giochi. Sasaki ha detto che temeva arrivasse vestita di rosa e che in questo caso la avrebbe definita “Olympig”, alludendo al suo fisico non snello. Il gioco di parole che include la parola pig (maiale in inglese) non è stato gradito né dal pubblico né tanto meno dalla stampa.

Yuriko Koike, governatore di Tokyo, ha definito Sasaki “estremamente imbarazzante”, ragione per la quale il gran cerimoniere si è ritirato in buon ordine lasciando il suo incarico vacante dopo essersi profuso in scuse verso la Watanabe.

Insomma se anche il self control tradizionalmente attribuito al popolo del Sol Levante viene meno quali certezze ci restano?