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Quei monili sembrano proprio aerei: come facevano gli antichi precolombiani a conoscerli due millenni fa?

Gli oggetti in oro custoditi nel Museo di Bogotà, in Colombia, rappresentano un vero mistero. C’è chi li considera riproduzioni di uccelli, insetti o pesci e chi invece vi vede dei velivoli di concezione moderna

di Tiscali Cultura   

Ad ammirare i piccoli gioielli custoditi nel Museo dell’oro di Bogotà, in Colombia, si resta particolarmente sorpresi. Inevitabilmente si pensa di trovarsi davanti a riproduzioni di aerei. Ma si tratta di monili di epoca precolombiana e la cosa diventa quindi abbastanza misteriosa. Com’è possibile che gli antichi esponenti della cultura Tayron di Quimbaya, risalente a due millenni fa,  conoscessero dei velivoli con caratteristiche del tutto moderne?

La cultura Tayron

In effetti la civiltà dei Tayron raggiunse il culmine 5 secoli prima dell’arrivo dei conquistadores spagnoli. Quelle popolazioni avevano un grado di sviluppo accentuato, per quel periodo. Vestivano con abiti di cotone ben rifiniti, si addobbavano con piumaggi sgargianti e sfoggiavano gioielli elaborati.

Uno dei "modellini" del Museo dell'oro di Bogotà

Animali o velivoli?

Molti di questi sembrano riprodurre uccelli, insetti o pesci. Altri lasciano – effettivamente – con un grande punto interrogativo il visitatore delle sale espositive del Museo di Bogotà: sembrano effettivamente dei velivoli moderni.

Le statuette in questione misurano sui 5 centimetri e, allo stato attuale, nessuno ha mai identificato in esse degli animali realmente esistiti. Molti ci vedono invece dei veri e propri velivoli, molto somiglianti ad aerei di concezione moderna.

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I dettagli tecnici

Alcuni ricercatori hanno fatto notare che le ali sono perfettamente orizzontali, come accade per gli aerei soprattutto militari. Sorprendenti sarebbero anche i dettagli relativi alla coda di questi “modellini” del tutto corrispondenti alle code di aerei dei giorni nostri. Soprattutto la coda triangolare, in effetti, sembra una parte meccanica, non corrispondente a parti anatomiche di animali presenti in natura.

Il riferimento alla pareidolia

Per spiegare questo mistero proveniente dal passato, di solito, si fa riferimento alla pareidolia, ovvero a quella illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note degli oggetti o profili dalla forma casuale. Il che non è da escludere, infatti può accadere. Ma va anche detto che, nel caso in questione, i manufatti in questione furono esaminati a fondo, alcuni anni fa, da un famoso zoologo (Ivan Senderson), da un esperto del New York Air Navigation Institute (il dottor B. Poisley), dal progettista aeronautico Arthur Young e dal docente di aerodinamica J. Aldridge.

Ebbene, tutti questi esperti concordarono sul fatto che i monili in oro di Quimbaya sembravano più meccanici che biologici. Inoltre, successive simulazioni al computer e collaudi di copie nelle gallerie del vento dimostrarono che quegli aerei possedevano ottime caratteristiche per il volo.

Non è mancato tuttavia chi ha fatto notare, in anni più recenti, che le ali sono attaccate nel punto sbagliato.

La discussione è sempre in atto

La discussione sulla vera identità di questi oggetti in sostanza resta.

Si tratta di trasfigurazioni mitologiche che le antiche popolazioni Tayron hanno realizzato per celebrare divinità alate o della natura? Eppure nessuno studioso è riuscito finora a identificare le tracce di un’esistenza di qualche culto legato a uccelli, pesci o insetti in quella antica cultura.

Ed allora, non potrebbe darsi che i Tayron volessero rappresentare davvero dei velivoli che avevano avuto modo di vedere?  Insomma, come già detto, il mistero resta.

di Tiscali Cultura   

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