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Marilyn Monroe, la notizia di un fatto che forse avrebbe potuto cambiare la sua sorte

La star più amata e indagata al mondo fu salvata da un detective sei anni prima della morte. “The Fixer” è il libro scritto da Young e Westphal che ripercorre la vita brillante e tragica di una delle donne più amate dello spettacolo

Giacomo Pisanodi Giacomo Pisano   
Marilyn Monroe, la notizia di un fatto che forse avrebbe potuto cambiare la sua sorte

La fragile diva, volto e anima dell’America più solare e piena di speranze, continua a rivelare ombre. Sei anni prima della sua morte, nel 1956, Marilyn Monroe già aveva mostrato la sua angoscia con un disperato grido d’allarme. 

Il libro

“The Fixer” è il titolo del libro edito da Grand Central Publishing e scritto da Josh Young e Manfred Westphal che ripercorre la vita brillante e tragica di una delle donne più amate dello spettacolo. Quando si pensava che su Marilyn Monroe ogni cosa fosse stata detta ecco che questa avvincente biografia rimescola le carte grazie a informazioni del tutto nuove. Il titolo si riferisce al soprannome del detective privato Fred Otash. È lui che ha messo a disposizione dettagli su fatti mai raccontati prima.

Il detective

Ex marine, poi agente della polizia di Los Angels e infine detective privato Fred Otash, morto nel 1992, ha permesso che i suoi archivi fossero aperti rivelando al mondo cose del tutto inedite. Ma come aveva fatto Otash a venire in possesso di queste informazioni? Era in stretto contatto con le star di Hollywood, nascondeva nelle loro case microspie, utilizzava intercettazioni telefoniche e raccoglieva tutto in un archivio. Nonostante i metodi poco ortodossi e al limite della moralità Otash è stato parte integrante della vita di molti idoli del grande schermo e li aiutò in situazioni difficili diventando fondamentale e irrinunciabile. Le luci della ribalta, i locali sordidi, le strade buie e dimenticate non avevano segreti per lui. Maneggiava i vizi e le virtù del bel mondo come un direttore d’orchestra fa coi suoi musicisti, insabbiando le prove di scandali e alzando cortine di fumo perché i loro miti rimanessero tali. E fu protagonista di un fatto scioccante che riguarda proprio Marilyn.

L’overdose

Marilyn Monroe è stata trovata morta nella sua casa di Brentwood Hollywood nel 1962, aveva la cornetta del telefono in mano. Una dose letale di barbiturici sarebbe stata la causa di un lutto che l’America e il mondo non erano pronti a sopportare. L’ombra della morte volontaria non fu mai del tutto scacciata. Ma questo esito triste di una vita spesa a incarnare il mito della giovinezza e della bellezza spensierata è l’epilogo di un altro episodio terribile che la riguarda. Sei anni prima della sua morte infatti, nel 1956, l’attrice era stata trovata in overdose da Otash in un motel decadente di Santa Barbara.

Cosa è successo

Maurice Adler, produttore cinematografico, e Arthur Miller, marito della Monroe e drammaturgo, contattarono Otash e senza perdere tempo dissero che era scomparsa. Non era tornata a casa e non si era presentata sul set di “Fermata d’autobus”, di cui era la protagonista. Otash iniziò immediatamente le ricerche scoprendo grazie a una soffiata da parte di uno spacciatore che Marilyn aveva acquistato parecchia roba e si era diretta a Santa Barbara. La pista seguita da Otash lo guidò proprio in quel motel dove la diva giaceva nuda e incosciente sul letto, in compagnia del pusher. Si finse un fattorino per poter raggiungere la stanza e una volta dentro capì che la situazione era gravissima. Riuscì a salvare Marilyn e a farla ricoverare in un centro per disintossicazione e fece sparire dalla stanza ogni traccia di siringhe e droghe. In pochi giorni fu come se nulla fosse avvenuto e la Monroe girò la scena finale del film che le valse il plauso della critica.

Forse si poteva scorgere la nube nera e solida che presagiva una fine imminente, e correre ai ripari per proteggere la fragile Marilyn da se stessa e dai suoi demoni, o forse no, accecati dalle luci dei riflettori che confondono.

Giacomo Pisanodi Giacomo Pisano   

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