L'amore proibito di Eiffel per Adrienne e la Torre dedicata a lei, una sfida vinta contro molti nemici

Il progettista e costruttore diede al celebre monumento la forma stilizzata dell'iniziale della donna che gli rubò il cuore, e che perse. Un'opera che pochi approvavano

Da sinistra: le fondamenta (da Wikipedia), la Torre completa (Shutterstock) e Adrienne (dal film 'Eiffel)
Da sinistra: le fondamenta (da Wikipedia), la Torre completa (Shutterstock) e Adrienne (dal film "Eiffel)
di Cristiano Sanna Martini

Fece imbestialire e inorridire quasi tutti. Gli esperti di architettura e paesaggio urbano che non potevano accettare che un costruttore di ponti si mettesse a fare un grottesco groviglio di metallo nel cuore di Parigi. I 47 artisti e intellettuali che scrissero e fecero pubblicare sul giornale Les Temps una lettera di fuoco in cui scrivevano: "Noi scrittori, pittori, scultori e architetti, a nome del buon gusto e di questa minaccia alla storia francese, veniamo a esprimere la nostra profonda indignazione perché nel cuore della nostra capitale si debba innalzare questa superflua e mostruosa Torre Eiffel, che lo spirito ironico dell'anima popolare, ispirata da un sano buon senso e da un principio di giustizia, ha già battezzato Torre di Babele". I militari, che non sopportavano che quell'orrore ingombrasse lo spazio vicino alle loro insegne nel Champ de Mars. Ci vollero cinque anni per immaginarla, progettarla, vincere inimicizie e ritrosie del governo, ce ne vollero esattamente due, quattro mesi e sette giorni per completarla e andare in cima alla Torre per issare il tricolore francese. Ma pochi sanno da quale ossessione nacque la celebre Torre Eiffel.

Un amore folle tornato di grande attualità

E' stato il film Eiffel (prodotto e trasmesso in Italia da Sky) a riportare a galla la storia d'amour fou fra Gustave Eiffel e la donna che gli rubò cuore, anima e serenità. Di cui pare si innamorò perdutamente e che non riuscì mai a trasformare in sua compagna. Da quel fantasma di un amore avversato e rimasto mutilato, prese la forma di "A" proprio la Torre Eiffel. Perché con quella lettera cominciava il nome di Adrienne. Il costruttore e progettista aveva 27 anni ed era agli inizi della sua carriera quando incontrò la 17enne Adrienne Bourgés, entrambi si trovavano a Bordeaux dove lui era impegnato nella costruzione di un ponte sul fiume Garonne. L'amore fu bruciante e totale, e si infranse contro la ferma opposizione del padre di lei a che la figlia sposasse un uomo che considerava inaffidabile ed eccentrico. Ma il sentimento marchiò l'anima di Eiffel come lui decise di marchiare Parigi con l'iniziale del nome della sua grande amata perduta. Ed ecco la Torre come una "A" stilizzata. 

Le reazioni e la realtà storica

Nel 1889 la Torre Eiffel veniva aperta al pubblico dopo una costruzione controversa e piena di problemi. Esordiva imperfetta, ad esempio aveva ascensori non funzionanti. Il suo profilo di metallo aveva scatenato discussioni feroci e diviso estimatori dell'estro visionario di Gustave dai molto più numerosi detrattori. Il governo francese si era impegnato a sostenerne il progetto nell'ambito dell'Esposizione universale, sarebbe costato 5 milioni di franchi ma dalla mano pubblica ne arrivarono appena uno e mezzo. ll resto fu un campo minato finanziario da cui Gustave Eiffel uscì piuttosto ammaccato ma abbastanza vivace da issare il tricolore in cima ai 324 metri sormontati dalla piccola cupola il 15 maggio 1889, nove giorni dopo l'inaugurazione dell'Expo. Fu un successo crescente, e l'abilità matematica di Eiffel gli permise di dimostrare come quella struttura e forma insolite potessero resistere a carichi, venti, folle di visitatori, maltempo ben oltre quanto ci si aspettasse. La "A" di Adrienne a campeggiare fra la Senna e il Trocadero. Quanto c'è di vero nella storia di questo amour fou? Il film Eiffel immagina che il costruttore e la donna del suo cuore si incontrino quando lui è già maturo, affermato, rimasto vedovo (sposò Marguerite Gaudelet da cui ebbe cinque figli e lei morì qualche anno dopo) e lei è moglie di un amico comune. Il riaccendersi di una passione. La realtà è diversa, e da documentare con maggiore accuratezza. Ma il mistero soffia, affascinante, fra i profili metallici della Torre simbolo di Parigi e delle grandi sfide ingegneristiche. 

di Cristiano Sanna Martini
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