Bimbi vip e internet, semplice routine o sfruttamento? Ecco cosa dice l’ex garante per l’infanzia

Aspre critiche al video della Ferragni, ma c'è molto di più. Forse ogni caso andrebbe valutato singolarmente. Maria Grazia De Matteis: "Personalmente come ex garante, madre e nonna ritengo che non sia mai opportuno postare foto di minori"

L’ultimo caso a scatenare la polemica è stato il video in cui Leo, il figlio dei Ferragnez, viene esortato dalla tata a interrompere il disegno che sta facendo per sorridere alla videocamera. Ma non è certo un caso isolato: tanti i contenuti social della coppia che includono la prole inconsapevole ma è pur vero che sono tanti i vip che ospitano immagini e video dei loro pargoli per il sollazzo dei followers. Normale routine di un genitore orgoglioso e innamorato del proprio bambino o abile manovra commerciale?

Non di soli selfie vive l'uomo

In principio fu il selfie che, da semplice autoritratto, si arricchì di tag e hastag inneggianti brand e prodotti commerciali. La formula funzionò e sul web impazza ancora oggi questo rimando continuo a marchi, proposte e prodotti. Poi arrivarono i figli e anch’essi furono inglobati nel brand familiare, diventando di fatto, portatori di tendenze. Il pubblico si divide: tra accaniti fan che vogliono sapere sempre di più e scoprire l’intimità dei loro idoli e chi indignato oppone un netto rifiuto alla presenza di minori sui social sfruttati per fare traffico. Sono tanti i casi che hanno diviso l’opinione degli italiani. Ad esempio il racconto della malattia del figlio di Elena Santarelli accusata di speculare sul dolore familiare da alcuni e invece apprezzata da altri genitori che vivevano una situazione analoga. E ancora Elisabetta Canalis, Michelle Hunziker, Maddalena Corvaglia, tutte accomunate dalla presenza dei giovanissimi eredi sulle loro pagine social.

Esagerazione o pericolo?

Forse una risposta definitiva non si raggiungerà mai né si troverà terreno di dialogo pacifico tra chi vede nelle critiche un eccesso di invidia verso il vip di turno e chi invece lamenta la prevaricata tutela dei diritti dell’infanzia. Ogni caso andrebbe forse valutato singolarmente, certo è che quasi tutti noi abbiamo video o foto imbarazzanti con sorrisi improbabili concessi su specifica richiesta ai nostri genitori ma è altrettanto vero che non abbiamo una eco mediatica internazionale e che questi bambini cresceranno e, a differenza nostra, dovranno fare i conti con la loro immagine pubblica sovraesposta. Ma è anche assodato che il livello di digitalizzazione delle nuove generazioni prevede professionalità nuove che includono i social e che per loro sono strumenti più vicini di quanto non lo siano per gli adulti. Proliferano su You Tube e Tik Tok i mini influencer, i video di unboxing, le esibizioni di canto e ballo per un’utenza sempre più giovane, addirittura in età prescolare. È il futuro o dobbiamo preoccuparci?

“Sul piano giuridico è sufficiente che un genitore autorizzi perché una foto sia pubblicata sui social mentre sui media una legge ben precisa tutela i bambini. Convenzione di New York, Costituzione, Carta di Treviso, Carta europea dei diritti del fanciullo danno linee guida fondamentali ma non costituiscono un ostacolo alla pubblicazione privata – ci ha detto l’ex garante per l’infanzia della regione Sardegna Maria Grazia De Matteis - personalmente come ex garante, madre e nonna ritengo che non sia mai opportuno postare foto di minori, per vari motivi, non solo la sicurezza e le possibili evoluzioni della sovra esposizione ma anche perché questa violazione del riserbo può creare problemi di identità al minore stesso. Alla fine per me è soprattutto un fatto culturale, un genitore non dovrebbe forzare mai la vita privata del figlio, specie se questo non può esprimere pienamente la sua volontà, bisogna rendere i genitori più responsabili. Ci sono certamente bambini che compaiono nelle pubblicità ma queste immagini sono normate per legge, i social purtroppo sono invece ancora un far west”.