Regione Lombardia: lo scivolone nelle stories del profilo instagram che riaccende le polemiche

Una call per un progetto a tema d'arte ti trasforma in occasione di polemica. La distrazione sui social non è gradita dai follower

Regione Lombardia: lo scivolone nelle stories del profilo instagram che riaccende le polemiche

Per storia intendiamo proprio le stories del social Instagram dove la Regione Lombardia ha pubblicato una call per un progetto a tema d’arte dedicato agli artisti locali. Fin qui nulla di male, anzi, ogni iniziativa in favore della cultura in periodo di restrizioni è auspicabile se non che, per via di un asterisco di troppo, il contenuto da temporaneo (la durata delle stories è di 24 ore) è stato condannato all’eterna eco sul web.

Il messaggio

"Sei un giovane artist* o fai parte di un collettivo artistico? Hai tra i 25 e i 35 anni? Sei residente o domiciliat* in Regione Lombardia"?

La parola artista non va declinata al maschile o al femminile poiché sempre di artista si tratta, come la parola insegnante. Si fa un gran parlare di inclusione sociale, di linguaggio politically correct, di emancipazione e via dicendo ma poi basta un asterisco al posto sbagliato che si scivola in una polemica senza fine.  

La contestazione

In tanti hanno definito l’errore, che potrebbe essere dettato da banale distrazione o fretta, come volontà di utilizzare un linguaggio inclusivo che di fatto poi non si traduce nella realtà.

In un’Italia dove ancora si discute animatamente sul DDL Zan, il decreto che chiede misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, e dove la tematica del linguaggio di genere è un fuoco che arde perenne come la fiaccola olimpica, ci chiediamo: un segno grafico è davvero così importante?

Lo è se nella sua presenza o nella una assenza può essere ravvisato un pensiero antico, un vincolo inesorabile e mai detto che vede collegato per forza un uomo alla parola artista, dato che la storia dell’arte (per lo più scritta e descritta dagli uomini) ha voluto tramandare ben poco dell’universo femminile anche laddove vi fossero indiscutibili talenti.

La polemica più recente

A Sanremo Beatrice Venezi ha voluto essere presentata come direttore d’orchestra e non direttrice, dividendo il web sulla mancata occasione di affermazione per le donne e la volontà di non esasperare il politically correct. La Venezi, trentunenne di Lucca, è la più giovane in Europa a dirigere un’orchestra, il suo ruolo, dunque diventa un simbolo di emancipazione per il lavoro femminile. Lei non avalla questa posizione e dichiara “Ciò che conta è il talento al di là del genere”.

Anche Laura Boldrini, come tante altre donne, rispose alla Venezi dicendo “Se il femminile viene nascosto, si nascondono tanti sacrifici e sforzi fatti”.

Quel che è certo è che il dibattito continua fuori e dentro la rete e che appassiona milioni di persone di tutt* i sess*