“Boom!” il flop di Liz Taylor e Richard Burton diventa cult: e Alghero rivive un inaspettato successo

Il film torna a splendere grazie al documentario di Sergio Naitza. Adesso si guarda al film con occhi nuovi. Nel 1968 le due star più brillanti del firmamento hollywoodiano, e un budget più che milionario non bastarono a salvare “Boom” dal fallimento al botteghino

“Boom!” il flop di Liz Taylor e Richard Burton diventa cult: e Alghero rivive un inaspettato successo

Il film del 1968 firmato da Joseph Losey e girato a capo Caccia, Alghero, rivive un inaspettato successo. Inaspettato perché ai tempi fu accolto molto male da pubblico e critica, considerato noioso, con una sceneggiatura poco fantasiosa e scadente nell’insieme. Ora invece, quella stessa pellicola che nelle sale italiane è arrivata col titolo “La scogliera dei desideri”, è diventata un cult movie. Trascorso del tempo si guarda al film con occhi nuovi, attribuendo valore ad elementi e aspetti che all’epoca parvero solo pretenziosi e senza senso, come la ricercatezza delle decorazioni simili a un museo fino ai gioielli di Bulgari e agli abiti, realizzati dall’esordiente Karl Lagerfeld oltre che all’atmosfera surreale dovuta non solo all’ambientazione ma anche al suono del sitar, che rimanda a una dimensione psichedelica, onirica, aiutata anche dal bianco accecante di reminiscenza mitologica.

I numeri di un insuccesso

Due star, anzi le due star più brillanti del firmamento hollywoodiano, e un budget più che milionario non bastarono a salvare “Boom” dal fallimento al botteghino. Dure critiche furono mosse al regista e alla produzione che investirono tempo e denaro per realizzare un’opera considerata disastrosa.  Intanto la costruzione di una villa a picco sul mare, con tubi innocenti e cartongesso ma con una cura del design esterno e interno da lasciare tutti senza fiato, poi demolita alla fine delle riprese e considerata dunque già di per sé un enorme spreco. La villa però è l’unica location del film, con enormi spazi vuoti nonostante la cura degli interni, che lasciano pensare a qualcosa di fortemente simbolico e rimandano ad un vuoto interiore, dunque indispensabile perché la trama, anch’essa criticata, possa svolgersi. “Boom” è la storia di una ricca ed eccentrica vedova ormai malata e prossima alla morte ma che non smette di vessare i suoi collaboratori trattandoli come schiavi e che si circonda di cani feroci per non essere disturbata, ma nella sua vita arriverà un misterioso poeta a proporle un atto di redenzione.

Boom!

Alghero, una piccola Los Angeles nel documentario di Sergio Naitza

La cittadina catalana visse con curiosità questa parentesi cinematografica, conservando la memoria di un periodo folle e dei tanti aneddoti ad esso legati. L’eccentrica protagonista del film era molto ben interpretata da una Liz Taylor sopra le righe anche nella sua vita privata. Pare che la diva bevesse molto sul set ma fosse impeccabile durante le riprese e che esigesse la presenza fissa di un mazzo di quaranta rose bianche. Uno yacht di proporzioni mai viste approdò ad Alghero per trasportare la troupe, gli attori, i loro familiari e addirittura i loro cani. Molti di questi aneddoti oggi possono essere gustati grazie al documentario “L’estate di Joe, Liz e Richard”, firmato dal critico cinematografico Sergio Naitza e prodotto da Karel, presentato pochi giorni fa in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e realizzato con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione generale Cinema, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione di Sardegna, Fondazione Sardegna Film Commission, Fondazione Alghero, Società Umanitaria-Cineteca Sarda, Europa Cultura ed Erich Jost produttore associato. Tutto comincia con una visita turistica a capo Caccia, la guida racconta del luogo e di quel tempo straordinario che ha visto le star proprio qui. In un’alternanza continua tra passato e presente, attraverso le memorie della moglie di Joseph Losey, Patricia, e le parole di chi prese parte al film a vario titolo, sia sul set che dietro le quinte come macchinisti, scenografi, musicisti, maestranze locali, “L’estate di Joe, Liz e Richard” diventa la storia di una pellicola a lungo denigrata che nel tempo ha saputo rivelare la sua vera forza.