La terra delle donne, una storia di emancipazione ancora da scrivere

Un dramma storico attraverso gli occhi delle donne

Il dramma storico diretto da Marisa Vallone e sceneggiato da Paola Sini, in fase di realizzazione, racconta un mondo al femminile che tenta di trovare una via di fuga alla gabbia delle convenzioni e da una società in cui il destino delle donne è segnato fin dalla nascita.

Il film

Prodotto da FidelaFilms.r.l./NewTimes.r.l./ in collaborazione con RaiCinema/Luglios.r.l.,  ArmeniG.E.S.Productions e con la media partnership di Tiscali “La terra delle donne” è un inno alla femminilità vissuta in ogni sua sfaccettatura, un richiamo forte al diritto di ogni persona di seguire la propria natura, una rivendicazione di libertà. La giovane Fidela, settima figlia, in un dopo guerra ancora drammatico, viene instradata alla magia dalla madre Gavina. La tradizione vuole infatti che se il settimo figlio è di sesso femminile questa debba apprendere la stregoneria. In una società dura, patriarcale, superstiziosa, la protagonista non può che piegarsi e tentare di volgere a suo vantaggio questo ruolo imposto. In un luogo di poche anime e mille occhi la sua vita è sotto stretta osservazione e ogni movimento è studiato con apprensione, timore e sospetto. Conoscerà l’amore Fidela, o almeno qualcosa che ci assomiglia, e dovrà affrontare prove familiari impegnative per avere un suo equilibrio. Il vero cambiamento arriverà da adulta, con Bastiana, una bambina, anche lei settima figlia, che le viene affidata per imparare le arti magiche. La bambina aprirà nuove possibilità per l’animo di Fidela e metterà in moto eventi coinvolgenti che accompagneranno le protagoniste fino alla fine.

La terra delle donne

Una Sardegna in penombra

Il film, ambientato in Sardegna, sfrutta i suoni, i colori e soprattutto le ombre che l’Isola offre in un gioco di rimandi e di contrasti continuo. Musica e silenzio sono alternati a sottolineare soprattutto il carattere dei personaggi, a incorniciarne le peculiarità e a definirne i confini. Il tema dei confini personali è sotteso in riferimento alla condizione stessa di isolani che, se da un lato protegge, dall’altro pare condannare a un’immobilità fisica e di pensiero. La Sardegna diventa così un simbolo universale e rappresenta ogni limite, fisico e emotivo.

Affrontare il cambiamento

“La terra delle donne”, è facile intuirlo, non è solo un film che racconta una storia ma cerca di portare ancora una volta l’attenzione del pubblico, e quindi della società, verso la questione femminile. La parità tra i sessi è ancora molto lontana dal trovare piena applicazione nel mondo del lavoro, dell’arte, dello sport e, in generale, in tutte le situazioni sociali. Ridisegnare un pensiero comune che sia più inclusivo è un dovere in ogni ambiente: familiare, sociale e professionale. Il contributo al dibattito che questo film offre va in questa direzione, alla ricerca di una giustizia che per essere definita tale deve abbandonare luoghi comuni e stereotipi.