Liquido nero su un quadro di Klimt a Vienna: l’appello dei musei agli ecologisti è servito a poco

Ad essere preso di mira stavolta “Morte e Vita" esposto al Leopold Museum. Gli attivisti di Last generation hanno rivendicato il blitz su Twitter: “I nuovi pozzi di petrolio e gas sono una condanna a morte per l'umanità"

L'attacco degli ecologisti all'opera di Klimt a Vienna (Ansa)
L'attacco degli ecologisti all'opera di Klimt a Vienna (Ansa)
TiscaliNews

Proprio martedì i direttori di 100 musei del mondo avevano diffuso una lettera con cui chiedevano agli ecologisti di non fare più blitz contro le opere d’arte perché queste, anche se coperte da vetri, sono “molto fragili”. A qualche ora di distanza, in Austria, gli attivisti ambientalisti hanno spruzzato del liquido nero sull'opera del pittore austriaco Gustav Klimt "Morte e Vita" esposto al Leopold Museum di Vienna. Una risposta che non tiene sicuramente conto di quel grido d’allarme.

"I restauratori stanno lavorando per determinare se il dipinto protetto da un vetro sia stato danneggiato", ha dichiarato Klaus Pokorny, mentre gli attivisti chiamati "Last generation" hanno rivendicato la responsabilità della protesta su Twitter.

Blitz degli ecologisti (Ansa)

Le parole degli ambientalisti

"La bellezza della vita da un lato, l'attesa della morte dall'altro. È così che Gustav Klimt dipinse Morte e vita oltre 100 anni fa. Oggi stiamo scivolando in una catastrofe di proporzioni inimmaginabili perché ci rifiutiamo di riconoscere la minaccia mortale", hanno spiegato gli ambientalisti su Twitter.  

Il gruppo Ultima Generazione nel post sottolinea che "i nuovi pozzi di petrolio e gas sono una condanna a morte per l'umanità".

Ma sono necessarie queste azioni?

Ma per risvegliare la coscienza collettiva su quel pericolo, è proprio necessario mettere a rischio opere fondamentali della storia dell’arte umana? L’opinione pubblica sembra divisa. C’è chi reputa sbagliato mettere a rischio le opere d’arte, e chi crede invece sia questo un modo per attirare l’attenzione su un tema fondamentale come quello dei rischi legati al deterioramento ambientale.

La lettera dei direttori dei musei

I direttori di un centinaio fra i più celebri musei al mondo hanno preso posizione nei confronti degli attacchi in serie contro capolavori dell'arte esposti in varie città del mondo, Italia inclusa. Nella lettera aperta diffusa in questi giorni, i responsabili di queste istituzioni culturali denunciano come gli attivisti stiano "gravemente sottovalutando la fragilità" delle opere prese di mire e imbrattate con zuppe di pomodoro, di piselli o altro, anche laddove protette da lastre di vetro.

"Nelle ultime settimane - scrivono - ci sono stati diversi attacchi alle opere d'arte nei musei internazionali. Gli attivisti responsabili sottovalutano gravemente la fragilità di queste opere insostituibili del patrimonio culturale mondiale, che devono essere preservate". La loro voce tuttavia - almeno per ora - sembra essersi levata invano.