Benvenuti all'inferno: ecco tutto quello che i talebani non permettono più di fare alle donne (e non solo)

Cultura o religione? Forse sarebbe meglio definirla una ideologia. Una combinazione di Shari'a e Pashtunwali, il codice d'onore delle genti pashtun.

Benvenuti all'inferno: ecco tutto quello che i talebani non permettono più di fare alle donne (e non solo)

Le immagini che provengono in questi giorni dall’Afghanistan ricordano quelle di 25 anni fa, quando per la prima volta i talebani entrarono nella capitale Kabul. La popolazione afgana teme che l’orrore si ripeta: le donne e le ragazze, gli appartenenti alle minoranze etniche e religiose, i difensori dei diritti umani e tante altre persone sono in pericolo.

Se non si interverrà in loro favore, la loro vita potrà cambiare in peggio per sempre. Il governo italiano deve fare tutto il possibile per aiutare le persone in fuga dai talebani e quelle che sono già fuggite da un paese nel quale, da almeno dieci anni, il numero delle vittime civili ha quasi sempre superato quello dell’anno precedente. Chiediamo al governo italiano di fare la sua parte affinché le persone che vogliono lasciare l’Afghanistan possano farlo in condizioni di incolumità e sicurezza, che alle afgane e agli afgani presenti sul territorio italiano sia garantita protezione permanente e che alle afghane e agli afghani in procinto di entrare in Italia dalla “rotta balcanica” sia offerta la massima assistenza".

E’ il testo dell’appello lanciato da Amnesty International, supportato da decine di migliaia di adesioni. Non agire in questa direzione, con rapidità e determinazione, significa essere complici degli aguzzini di Kabul. 

Ma chi sono i talebani? Sono un'organizzazione guerrigliera, ideologicamente basata sul fondamentalismo islamico, presente in Afghanistan e nel confinante Pakistan. Dal 15 agosto 2021 sono nuovamente al potere nel Paese. In lingua pashtu e in persiano طالبان‎, "ṭālebān", plurale di ṭāleb, ossia "studenti/studente".

Cultura o religione? Forse sarebbe meglio definirla una ideologia. Una combinazione di Shari'a e Pashtunwali, il codice d'onore delle genti pashtun. Una rigida interpretazione dell'Islam della corrente sunnita Deobandi, che enfatizza la famiglia gestita dagli uomini. L'ideologia talebana si distingue dall'Islam praticato dai mujaheddin reduci dalla guerra anti-sovietica, essendo costoro maggiormente legati al misticismo sufi di tipo naqshbandi e a un'interpretazione tradizionalista del Corano.

I talebani combattono l'Islam sciita, al punto da dichiarare ufficialmente gli sciiti afghani di etnia hazara (di ceppo mongolo e che costituiscono circa il 10% della popolazione) non musulmani, ricordate il libro best seller internazionale Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini? In quel romanzo la condizione della popolazione hazara è ben spiegata. 

Una scena dell'omonimo film.

Con la loro salita al potere in Afghanistan, i talebani hanno generato una nuova forma di radicalismo islamico che si è diffusa rapidamente anche oltreconfine, soprattutto in Pakistan. Dal 1998-99, infatti, si sono propagati anche nella cintura pashtun e nel Kashmir pakistano numerosi gruppi di ispirazione talebana, che proibiscono la visione di film e televisione ed obbligano la popolazione a cambiare abbigliamento e stile di vita, conformandosi a quelli talebani di estrazione pashtun. 

Voglio ringraziare la collega Laura Aprati che su Rainews ha fatto la lista dei divieti imposti dagli Studenti coranici alle donne.

Completo divieto per le donne di lavorare fuori di casa, il che vale anche per le insegnanti, ingegnere e la maggior parte delle professioniste. Solo alcune donne medico e infermiere hanno il permesso di lavorare in alcuni ospedali a Kabul. Ma non potendo più studiare non ci saranno più queste professioniste e quindi le donne non potranno essere curate.

Completo divieto per le donne di attività fuori della casa se non accompagnate da un mahram (parente stretto come un padre, un fratello o un marito).

Divieto per le donne di trattare con negozianti maschi. 

Divieto per le donne di essere trattate da dottori maschi. 

Divieto per le donne di studiare in scuole, università o altre istituzioni educative. I Talebani infatti hanno convertito le scuole per ragazze in seminari religiosi).

Obbligo per le donne di indossare un lungo velo (Burqa) che le copre da capo a piedi.  Sono previsti frustate, botte e violenza verbale per le donne non vestite secondo le regole talebane o per le donne non accompagnate da un mahram. 

Frustate in pubblico per le donne che non hanno le caviglie coperte. 

Lapidazione pubblica per le donne accusate di avere relazioni sessuali al di fuori del matrimonio. 

Divieto di uso di cosmetici. A molte donne con unghie dipinte sono state tagliate le dita.

Divieto per le donne di parlare o di dare la mano a uomini non mahram. 

Divieto per le donne di ridere ad alta voce. Nessun straniero dovrebbe sentire la voce di una donna.

Divieto per le donne di portare tacchi alti perché produce suono quando camminano. Un uomo non deve sentire i passi di una donna 

Divieto per le donne di andare in taxi senza un mahram.

Divieto per le donne di essere presenti in radio, televisione, o incontri pubblici di qualsiasi tipo. 

Divieto per le donne di praticare sport o di entrare in un centro sportivo o in un club. 

Divieto per le donne di andare in bicicletta o motocicletta anche se con il mahram 

Divieto per le donne di indossare vestiti con colori vivaci. In termini talebani questi sono colori 'sessualmente attraenti'.

Divieto per le donne di incontrarsi in occasioni di festa o per scopi ricreativi. 

Divieto per le donne di lavare i vestiti vicino a fiumi o in luoghi pubblici. - Modificazione di tutti i nomi di luogo e cancellazione della parola 'donna'. Per esempio, i 'giardini per donne' sono stati chiamati 'giardini di primavera'. 

Divieto per le donne di apparire sui balconi dei loro appartamenti o case. - Pittura obbligatoria di tutte le finestre cosicché le donne non possano essere viste da fuori delle loro case. - Divieto per i sarti maschili di prendere misure per le donne o cucire vestiti femminili. –

Divieto di bagni pubblici femminili 

Divieto per uomini e donne di viaggiare sugli stessi bus. I bus pubblici sono ora stati nominati 'solo per uomini' o 'solo per donne'. 

Divieto di pantaloni larghi anche sotto un burqa. 

Divieto per le donne di fotografare o filmare. 

Divieto di fare foto di donne per giornali e libri o di appenderle sulle pareti delle case e dei negozi. 

I Talebani hanno anche: 

Vietato di ascoltare musica sia agli uomini che alle donne. 

Vietato a tutti di guardare film , televisione e video.

Vietato di celebrare il capodanno (Nowroz) il 21 marzo. I Talebani hanno proclamato la festa non islamica.  Hanno tolto il Giorno del Lavoro (1 maggio) perché è considerata una festa "comunista".

Hanno ordinato che tutti i nomi non islamici siano cambiati in nomi islamici .

Hanno obbligato i giovani afghani a tagliarsi i capelli. 

Hanno ordinato a tutti di scegliere nomi islamici se i loro nomi non sono islamici. 

Hanno ordinato che gli uomini indossino vestiti islamici come il cappello.

Hanno ordinato che gli uomini non si radino o non ornino le loro barbe che invece devono crescere lunghe per uscire da un nodo sotto il mento. 

Hanno ordinato che tutti seguano le preghiere nelle moschee cinque volte al giorno.

Hanno vietato di tenere piccioni e di giocare con uccelli considerandolo non islamico. Chi viola queste norme sarà imprigionato e gli uccelli uccisi. 

E' vietato anche far volare aquiloni. 

Hanno ordinato a tutti gli spettatori che incoraggiano gli sportivi di cantare 'allah-o-akbar' (Dio è grande) e di non applaudire .

Hanno vietato certi giochi come l'aquilone che è considerato non islamico - chiunque sia trovato avere libri proibiti sarà punito con la morte. - chiunque si converta dall'Islam a un'altra religione sarà punito con la morte. - tutti gli studenti devono portare il turbante. Essi dicono : "Niente turbante, niente formazione". - le minoranze non mussulmane devono portare un contrassegno distintivo o cucire un pezzo di tessuto giallo sui vestiti per differenziarsi dalla maggior parte della popolazione che è musulmana”.  

I talebani avevano inizialmente promesso che alle ragazze sarebbe stato concesso pari accesso all'istruzione, anche se in contesti di segregazione di genere, e l'inclusione, ma da allora hanno imposto restrizioni alle donne. Ieri alle dipendenti del governo della città di Kabul è stato detto di rimanere a casa, mentre è stato consentito di lavorare solo alle donne che non possono essere sostituite da uomini. Venerdì, il ministero dell'Istruzione talebano ha consentito ai ragazzi dalla sesta alla dodicesima classe di tornare a scuola, così come agli insegnanti maschi: non così alle ragazze. Nel loro precedente governo negli anni '90, i talebani avevano escluso ragazze e donne dalla scuola, dal lavoro e dalla vita pubblica. Adesso, il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che le ragazze "torneranno in classe il più presto possibile". "Stiamo definendo le cose... accadrà il più presto possibile", ha affermato Mujahid riferendosi all'istruzione delle giovani afghane. "Senza mia sorella a scuola non ci vado" A sostegno del diritto all'istruzione delle ragazze, sui social è partita la campagna #withoutmysisteriwillnotgotoschool. Con questo hashtag tanti ragazzi e giovani uomini dicono: "Senza mia sorella a scuola non ci vado", per esprimere solidarietà alle loro coetanee. Il ministero delle donne in Afghanistan inoltre è stato tramutato in ministero per la Prevenzione dei vizi e la promozione delle virtù. "C'è un profondo valore simbolico nel trasformare un ministero delle donne per le donne in un ministero degli uomini per controllare le donne", ha detto in un tweet Obaidullah Baheer, docente presso l'Università americana dell'Afghanistan. "Così, è un'occasione mancata di mostrare tolleranza verso più della metà della popolazione afghana".