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Diabolik, radicato nella cultura popolare e salvato dalle donne: la sensuale presenza di Leone e Bellucci

La storia di quest’ultimo film sembra coinvolgente. Ginko e Diabolik sono in trappola, ormai destinati ad essere uccisi da rapinatori spietati, ma ecco il colpo di scena: le loro due donne, Eva Kant e l'aristocratica Altea sono alla loro ricerca e si alleano

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Ci sono opere cinematografiche che non passano inosservate, perché, volenti o nolenti, trattano figure iconiche entrate profondamente nella cultura popolare. E’ il caso di Diabolik, arcinoto personaggio dei fumetti, e degli altri personaggi che lo accompagnano. La storia di quest’ultimo film sembra coinvolgente. Ginko e Diabolik sono in trappola, ormai destinati ad essere uccisi da rapinatori spietati, ma ecco il colpo di scena: le loro due donne, Eva Kant e l'aristocratica Altea sono alla loro ricerca e si alleano. L’opera chiude la trilogia vintage dei Manetti Bros con Diabolik chi sei?, presentato alla festa di Roma nella sezione Grand Public e in sala dal 30 novembre con 01.

La cultura anni '70

"Se nel primo c'era una ricerca sull'eleganza e lo stile nel raccontare gli anni '60, come anche nel secondo, in questo terzo nostro film dedicato ad una nostra grande passione per Diabolik, c'è tutta la cultura anni '70 che ci ha cambiati la vita", dice Marco Manetti sottolineando come ogni cosa di questo film sia un riflesso dell'epoca, dagli abiti, al design, alle musiche e persino al modo di girare. Motivi questi che hanno indotto la Astorina a concedere i diritti della trasposizione del re del terrore inventato dalle sorelle Giussani tra tanti richiedenti.

Gli interpreti

Produzione Mompracem con Rai Cinema, prodotto dallo scomparso Carlo Macchitella, cui è stato tributato un affettuoso applauso oggi all'Auditorium, dai Manetti bros. e Pier Giorgio Bellocchio in associazione con Astorina e con Bleidwin, Diabolik chi sei? vede dietro la maschera del ladro Giacomo Gianniotti, Miriam Leone è l'affascinante Eva Kant, Valerio Mastandrea l'instancabile ispettore Ginko e Monica Bellucci la aristocratica amante Altea, Pier Giorgio Bellocchio, nel ruolo del sergente Palmer e per questa edizione Lorenzo Zurzolo Diabolik ragazzo, Paolo Calabresi cattivissimo mentore, con le partecipazioni di Max Gazzè, Carolina Crescentini e Barbara Bouchet.

"Cambiata la mia vita artistica"

"Eva Kant e questi film mi hanno cambiato la vita artistica - ha detto Miriam Leone con un super pancione di avanzata gravidanza - e non finirò mai di essere grata ai Manetti. Le sorelle Giussani hanno scritto il personaggio misterioso di Eva affichè salvasse sempre quel testone di Diabolik con la dialettica e dandogli umanità. In un mondo in bianco e nero, lei porta l'amore che può superare la violenza nel mondo di Clervile. Come lei anche Altea - Monica Bellucci, scandalosa amante di Ginko si ritrova ad agire con spregiudicatezza e coraggio. E a guardare oggi non si può - prosegue Leone - che sottolineare la grande lungimiranza delle Giussani nell'immaginare un mondo migliore con la complicità delle donne".

Monica Bellucci

Bellucci divide con Leone la ribalta alla Festa del Cinema (e racconterà la sua Callas nel docufilm Lettere e Memorie). "Altea e Eva Kant sono entrambe libere e sensuali anche se di mondi opposti, le Giussani sono riuscite per l'epoca a dare alla luce donne davvero d'avanguardia".

Non mancano sorprese

Nel terzo film viene fuori il passato di Diabolik, l'uomo dai mille volti e non mancheranno sorprese per i fan appassionati. "Chi è veramente Diabolik? Le Giussani nel marzo del 1968, a cinque anni dalla pubblicazione del primo numero del leggendario fumetto, provarono a rispondere a questa domanda, scrivendo e poi pubblicando quello che probabilmente è l'albo del Re del Terrore più famoso di sempre: Diabolik chi sei?. Dopo due film, e qualche anno di completa dedizione al nostro antieroe preferito - dicono i Manetti - abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di spiegare il personaggio e le sue origini senza veramente spiegarlo o, quantomeno, senza svelarlo completamente, lasciandolo misterioso e affascinante". Le musiche sono di Pivio e Aldo De Scalzi e ci sono però anche collaborazioni, prima fra tutte il funky dei Calibro 35 in coppia con Alan Sorrenti.

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