Bene comune e bellezza: dieci storie raccontate da Safiria Leccese

Bene comune e bellezza: dieci storie raccontate da Safiria Leccese
di Askanews

Roma, 26 mar. (askanews) - La ricchezza del bene. Storie di imprenditori fra anima e business, in uscita per Edizioni Terra Santa, ordinabile sul sito della casa editrice e su tutti gli store on line, disponibile anche in formato e-book, è il nuovo libro di Safiria Leccese, uno dei volti più conosciuti dei Tg Mediaset e conduttrice del programma record di ascolti di Rete 4, La strada dei miracoli. Scrive l'Autrice nell'introduzione: «Come mai è così difficile raccontare le cose belle? E ancor più quelle che profumano di buono? Da un po' di tempo, nella mia mente di giornalista, girava questo pensiero. Forse - rimuginavo - perché, da che mondo è mondo, il bene non fa notizia. Forse perché, nel nostro modo di pensare, nella mentalità in cui siamo immersi, quando pronunciamo la parola "bene" pensiamo subito a moralismo, retorica, buonismo. Quando si dice "bene" o "bene comune" è difficile che venga in mente la bellezza. Con questa domanda, che mi ha fatto compagnia per un po' di tempo, me ne sono andata in giro per il mondo, conoscendo, osservando, incontrando, lavorando... vivendo insomma. Per molto tempo non ho messo nulla in cantiere. Anzi, ho schivato anche un bel po' di occasioni. Poi, un giorno, m'imbatto nella serata intitolata "Premio agli imprenditori del Bene Comune", che si tiene ogni anno nei giorni del Festival della Dottrina sociale della Chiesa. M'invitano a condurre la serata di consegna dei premi, e accetto. L'anno successivo mi rinvitano, e accetto di nuovo. Studiando queste storie, ho letto di imprenditori che hanno fatto dell'azienda una famiglia, che sono stati capaci di fare del bene non solo ai propri dipendenti, ma anche a un territorio, talvolta anche in Paesi lontani. E allora, agli organizzatori del Premio ho buttato lì: "Avete un patrimonio di 'storie di carne', esempi di un'imprenditoria bella, che fa profitti importanti e che tuttavia non sono mai realizzati calpestando le persone ma, anzi, valorizzandole. Potreste raccontarle". Quello è stato lo spunto. La proposta ha raccolto entusiasmo e ha generato una controproposta: "Se ne potrebbe fare un libro". Ed eccoci qui".Si susseguono nel testo più personaggi e le loro azioni, basta scorrere l'indice: i Fratelli Campagnolo e i presidi ospedalieri in Guinea, Zambia e Uganda; la filosofia Ferrero; le pompe idrauliche di Silvano Pedrollo e le imprese solidali nei Paesi in via di sviluppo; la dignità del lavoro nell'azienda meccanica di alta precisioni BB s.p.a. di Marco Bartoletti; dal Fernet-Branca a una delle più grandi holding di liquori del mondo, con una attenzione speciale per le persone; in terra di Sicilia la straordinaria caparbietà dell'azienda La Mediterranea votata a irradiare bellezza; la scalata di Ennio Doris e la Fondazione Mediolanum per l'infanzia; la fiaba di Thun e la magia dell'argilla nei reparti di oncologia pediatrica; l'ospedale di alta specializzazione Fondazione Stella Maris - IRCCS per la neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza; un giovane ricco in cammino verso la santità, la ricchezza del Bene secondo il giovane Carlo Acutis.Scrive l'Autrice: «Non sono aziende, sono vite impastate in un'avventura imprenditoriale che dal nulla ha preso il via grazie a un'intuizione, seguita da una passione, messa a frutto da un talento. Sono avventure di coraggio che hanno trasformato la vita di migliaia di persone, e direi anche di fette di mondo… L'augurio a chi leggerà queste pagine è che possano essere un forte antidoto a quel pensiero sotterraneo, duro a morire, che l'anima non può andare d'accordo con "i soldi"».