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La lezione di Margherita Hack: "Eva colse la mela perché era curiosa, è stata la prima scienziata"

Sono ancora poche le opere dedicate alle donne, escludendo madonne, sante e beate. Milano però si accinge a fare dei passi verso la parità, rompendo con secoli di strade, piazze e monumenti dedicati solo a uomini

Claudia Sarritzudi Claudia Sarritzu   
La lezione di Margherita Hack: 'Eva colse la mela perché era curiosa, è stata la prima scienziata'
Margherita Hack

“La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l'universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l'insegnamento calato dall'alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede.”

Sarebbero stati 100 quest'anno. Fiorentina, con quell'accento irresistibile, nata in una famiglia di religione mista con padre protestante e madre cattolica, entrambi insoddisfatti del proprio culto, aderiscono giovanissimi alle dottrine teosofiche. Critici del regime fascista e per questo discrimnati, sono vegetariani in un'epoca in cui non era certo di moda non magiare carne, “Ero vegetariana, ero molto più libera di tutti i miei coetanei, perché avevo dei genitori liberali il cui stile educativo faceva leva sulla mia responsabilità e non sull’imposizione di regole. Anche se avrei preferito molto restarmene in casa a leggere, la sera mi imponevo di uscire per andare a vedere i varietà, solo per ribadire la mia libertà e la mia indipendenza, come individuo e come ragazza”.

Sua madre e suo padre infatti sono più affascinati dai filosofi che dai santi e così crescono la loro figlia Margherita in un ambiente dove più che certezze si coltivano dubbi. La sua prima scuola di scienza credo sia stata proprio la sua famiglia.

Margherita Hack, ha praticato sin da giovanissima lo sport, una passione che in pochissimi conoscono ma che ha cindiviso con Carla Fracci. E sì. Le due Immense erano amiche. Un’amicizia, quella con l'astrofisica, che andava oltre la stima reciproca: «È stata una delle persone che ho amato di più nella mia vita – aveva raccontare l’étoile in una recente intervista, fino all’aneddoto che nessuno poteva immaginare - In gioventù praticò con successo pallacanestro e atletica, io la chiamavo nei fine settimana e la invitavo a giocare a pallavolo. Così potevamo fare salti di ballo classici. Da lei e dalla danza ho imparato l’amore per lo sport». 

E' stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. E non mi riferisco a lei come donna. Mi riferisco a lei come membro di quella comunità scientifica. Ma ovviamente, in quanto donna, è stata pioniera due volte, rappresentante di un genere, quello femminile che ha sempre dovuto affrontare più ostacoli nelle carriere accademiche specialmente se scientifiche. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico nel nostro Paese, ha svolto un'importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle.

Così Milano, che ha 121 monumenti, tutti dedicati a uomini, dopo l’inaugurazione della prima statua dedicata a una donna, Cristina Trivulzio di Belgiojoso, figura centrale della storia del Risorgimento italiano, avrà la prima scultura su suolo pubblico dedicata all'astrofisica e massima espressione del mondo Stem (Science Technology Engineering and Mathematics).

Cristina Trivulzio di Belgiojoso

Parliamo proprio di Margherita Hack. Pioniera nel proprio campo, accademica e brillante divulgatrice del Novecento con il suo lavoro di ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Forse l'unica persona che ha spiegato in modo semplice cosa significhi essere atei e perché questo non significhi non dare valore alla vita. Lei che ha reso la sua un'avventura straordinaria. “L’etica di un non credente è piú pura e disinteressata di quella di un credente che si comporta bene perché spera nella ricompensa e teme la punizione nell’aldilà.”

Il progetto di realizzazione è già partito e la statua sarà inaugurata a giugno 2022, in occasione appunto del centenario della sua nascita. Fondazione Deloitte, in collaborazione con Casa degli Artisti e con il supporto del Comune di Milano – Ufficio Arte negli Spazi Pubblici, presenterà mercoledì 19 gennaio 2022 il progetto vincitore di Una scultura per Margherita Hack e comunicherà allo stesso tempo lo spazio pubblico scelto per la collocazione dell’opera.

Sono ancora troppo poche le opere dedicate alle donne, escludendo madonne, sante e beate o donne vittime (mai volutamente in azione). Tuttavia ad oggi il capoluogo lombardo si accinge a fare dei passi verso la parità, rompendo finalmente con secoli di strade, piazze e monumenti per uomini, realizzati da uomini. Quando lo seguiranno le altre città italiane?

“Ho rinunciato a cercare il consenso a ogni costo. Accetto di non riuscire simpatica a tutti. Ho imparato a dire quello che penso e a non aspettare le cose, ma a farle succedere. Ad affermare me stessa.”

Un ottimo insegnamento per tutti noi, schiavi del consenso sui social. Ma soprattutto passivi, come italiani e italiane davanti alle scelte politiche (o spesso non scelte) che condizionano la nostra esistenza. Facciamone tesoro e non smettiamo mai di guardare in su: “E' così bello fissare il cielo e accorgersi di come non sia altro che un vero e proprio immenso laboratorio di fisica che si srotola sulle nostre teste.”.

Claudia Sarritzudi Claudia Sarritzu   

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