Salman Rushdie pugnalato sul palco durante una conferenza. Incerte le sue condizioni, arrestato l’aggressore

Dopo l’assalto, lo scrittore 75enne è riuscito ad alzarsi da solo ma avrebbe riportato ferite al collo inferte, pare, con una lama. Nel 1988 l'ayatollah Khomeini lanciò una fatwa sull'autore de "I versetti satanici"

TiscaliNews

Salman Rushdie è stato pugnalato sul palco del Chautauqua Institution durante un festival letterario, nello Stato di New York (pochi km da Buffalo), oggi mentre stava tenendo una conferenza. Lo riporta un giornalista dell'Associated Press presente sul posto secondo il quale un uomo è salito sul palco dove si trovava lo scrittore e lo ha preso a coltellate sul collo e sul petto. L'uomo è poi caduto sul palco subito dopo l'assalto ed è stato fermato dalla polizia. Non è ancora chiaro quale sia stato il movente dell'aggressione ma Rushdie è da sempre nel mirino dei fondamentalisti islamici. In base alle prime testimonianze pubblicate da The Daily Beast "l’aggressore era un uomo vestito con abiti scuri e con un copricapo scuro addosso. 

Il ricovero in ospedale

Dopo l’aggressione con una lama, lo scrittore 75enne è riuscito ad alzarsi da solo ma ha riportato ferite al collo ed è stato portato in sala operatoria dopo il trasporto in ospedale. Lo ha reso noto, scrive il Guardian, Andrew Wylie, il portavoce di Rushdie. "Salman è in chirurgia", ha detto senza fornire ulteriori dettagli sulle sue condizioni. Secondo la Bbc, lo scrittore è stato colpito più volte al collo e al torace. Una foto scattata subito dopo l'aggressione mostra un agente della sicurezza con le mani sul petto di Rushdie mentre un altro gli tiene le gambe sollevate in aria.

La fatwa per “I versetti satanici”

Salman Rushdie, indiano ma naturalizzato britannico, è autore de I versetti satanici, il libro che venne bandito in Iran nel 1988 perché considerato blasfemo. L'ayatollah Khomeini, l'anno dopo la pubblicazione del libro, lanciò una fatwa contro lo scrittore indiano offrendo una ricompensa da 3 milioni di dollari a chi lo avesse ucciso. La guida suprema Ali Khamenei ha rinnovato la fatwa nel 2017, e nel 2019 via Twitter.

Salman Rushdie (Ansa)

All’appello di Khomeini è seguita un’ondata di roghi del libro sia in Gran Bretagna sia nel mondo, con disordini che hanno portato alla morte di 60 persone e a centinaia di feriti, fra i quali anche i traduttori del testo. In Italia nel 1991 venne pugnalato nella sua abitazione milanese Ettore Capriolo, traduttore del libro, fortunatamente non a morte.

Una vita sotto scorta

Dopo il lancio della fatwa, Rushdie - che si dichiara ateo - è stato messo sotto scorta e per una decina d’anni è stato costretto a ritirarsi dalla vita pubblica, soggiornando in località segrete. Una parentesi di vita che ha raccontato nel suo libro di memorie del 2012, Joseph Anton (combinazione dei nomi dei suoi scrittori preferiti Conrad e Cechov).
Associated Press riporta che il governo iraniano ha da tempo preso le distanze della fatwa di Khomeini, anche se alcune fondazioni religiose di origine iraniana hanno mantenuto una taglia su di lui. Infatti, nel 2012, una fondazione religiosa iraniana semi-ufficiale ha aumentato la taglia su Rushdie da 2,8 a 3,3 milioni di dollari.

Le opere

Nella sua lunga carriera letteraria Rushdie ha prodotto molti libri, tra cui dei veri capolavori, come "I figli della mezzanotte", ovvero della mezzanotte del 15 agosto 1947, giorno della dichiarazione dell'indipendenza dell'India. Un racconto che si ricollega alle sue origini. Rushdie è infatti nato a Bombay, il 19 giugno 1947, anche se poi è cresciuto a Londra, dove si è trasferito all'età di 14 anni, per poi studiare all'Università di Cambridge.

Johnson “sconvolto”

Il primo ministro britannico Boris Johnson si è detto "sconvolto" dall'accoltellamento dello scrittore Salman Rushdie durante un evento letterario nello Stato di New York. "Sono sconvolto dal fatto che Sir Salman Rushdie sia stato accoltellato mentre esercitava un diritto che non dovremmo mai smettere di difendere", ha twittato Johnson. "In questo momento i miei pensieri sono rivolti ai suoi cari. Speriamo tutti che stia bene".

La solidarietà dei colleghi

Solidarietà all'autore è stata espressa anche dal mondo letterario e da tanti scrittori. Stephen King si è augurato che Rushdie "stia bene", J.K. Rowling ha definito l'attacco "una notizia orribile". "Sto molto male, speriamo che stia bene", ha scritto su twitter l'autrice della saga di Harry Potter. PEN America, l'organizzazione no profit che lavora per difendere e celebrare la libertà d'espressione, ha definito l'aggressione "brutale e premeditata". "Non possiamo pensare a nessun incidente paragonabile a questo violento attacco pubblico contro uno scrittore sul suolo americano", si legge in una nota dell'organizzazione. Rushdie si è sempre impegnato con "un'energia instancabile" per assistere altri come lui minacciati, ha sottolineato l'amministratore delegato, Suzanne Nossel, la quale ha raccontato che Rushdie le aveva inviato un'email poche ore prima dell'aggressione offrendo aiuto per gli autori ucraini. "Speriamo e crediamo fermamente che la sua voce essenziale non possa e non sarà messa a tacere".