Stonehenge, il sito archeologico più famoso al mondo regala nuove scoperte

Un team di archeologi e geologi ha studiato oltre quattrocento pozzi più antichi del circolo megalitico

Stonehenge, il sito archeologico più famoso al mondo regala nuove scoperte

Sono ancora tante le domande attorno a Stonehenge, uno dei siti archeologici più conosciuti e visitati al mondo. Chi ha costruito questo complesso grandioso fatto da blocchi di 20 tonnellate nel sud ovest dell'Inghilterra? Si tratta di un monumento ai defunti, un luogo per la memoria collettiva, uno spazio per cerimonie comuni? Gli archeologi sono al lavoro per trovare le risposte e ricostruire storia e significato del sito Patrimonio Unesco, nel frattempo dalla ricerca emergono nuovi stupefacenti risultati: oltre 400 fosse attorno al sito che testimoniano una frequentazione dell'area sin dal Mesolitico

La notizia è stata pubblicata pochi giorni fa dalla rivista Journal of Archaeological Science dagli studiosi delle Università di Birmingham e Gent: un complesso lavoro interdisciplinare che ha combinato indagine geofisica, carotaggi e scavi archeologici insieme a una articolata elaborazione informatica ha permesso di riconoscere oltre 400 fosse con diametro di 2,5 metri ciascuna datati tra 8000 a.C fino alla prima età del Bronzo, circa 1300 a.C. Tra questi, la più antica ha anche dimensioni eccezionali, 4 metri di diametro e 2 di profondità, ed è datata a 10 mila anni fa, all'età Mesolitica: è uno dei siti mesolitici più antichi vicino a Stonehenge, e anche il più grande pozzo mesolitico conosciuto finora nell'Europa Nord occidentale; gli studiosi credono che sia stato utilizzato da un gruppo di cacciatori come trappola per selvaggina di grossa taglia, come l'uro (oggi estinto), il cervo o il cinghiale.

Stonehenge, lo scavo di alcune fosse

L'eccezionalità dello studio sta soprattutto nel fatto che testimonia di un uso antichissimo del territorio attorno al più famoso monumento di Stonehenge; inoltre grazie ai dati raccolti con gli scavi archeologici si avranno elementi per conoscere meglio le società di cacciatori raccoglitori che hanno abitato questo angolo di Inghilterra e quelle che si sono succedute negli stessi territori nei secoli successivi. "Quello che stiamo vedendo non è un'istantanea di un momento nel tempo – ha sottolineato Paul Garwood, professore di Preistoria presso l'Università di Birmingham. - Le tracce che vediamo nei nostri dati abbracciano millenni, come indicato dal lasso di tempo di settemila anni tra le fosse preistoriche più antiche e quelle più recenti che abbiamo scavato. Dai primi cacciatori-raccoglitori dell'Olocene ai successivi abitanti dell'età del bronzo di fattorie e campi coltivati, l'archeologia che stiamo rilevando è il risultato di un'occupazione complessa e in continua evoluzione del paesaggio".

Un patrimonio mondiale

Stonehenge, sito inserito nella lista Unesco dei patrimoni dell'umanità dal 1986, si trova nella pianura di Salisbury, a Sud dell'Inghilterra. E' conosciuto e studiato sin dalla metà del XVII secolo, ma è probabile che fosse noto sin dai tempi di Diodoro Siculo che nel I secolo a.C. nella sua 'Bibliotheca istorica' parlava di "Un tempio notevole che è adornato con molte offerte votive ed è di forma sferica". Le indagini scientifiche più recenti hanno permesso di conoscere diverse fasi di costruzione e occupazione del sito, che le datazioni al radiocarbonio collocano tra il 2500 e il 1300 avanti Cristo.

L'aspetto attuale dei circoli di Stonehenge non è quello originale: nel corso del Novecento i grandi blocchi di arenaria che nel corso dei millenni sono caduti sono stati eretti secondo lo schema odierno, un grande recinto di circa 30 metri di diametro con un circolo interno più piccolo e una struttura centrale nota come Bluestone Horseshoe con massi di minori dimensioni. Negli ultimi anni la conoscenza attorno a Stonehenge si è arricchita da nuovi sorprendenti elementi: un anno fa Michael Parker Pearson, esperto di preistoria britannica presso lo University College di Londra, ha pubblicato sulla rivista Antiquity uno studio secondo cui le pietre di Stonehenge sarebbero state trasportate da un altro sito, Waun Mawn in Galles, utilizzato e poi abbandonato per essere trasferito altrove. 

Tante domande senza risposta

Cosa rappresenta Stonehenge? In mancanza di fonti scritte possiamo solo ipotizzare la sua funzione. Secondo alcuni studiosi, considerata la particolare posizione delle pietre rimaste in situ, potrebbe essere un osservatorio astronomico, una sorta di calendario che sfruttava la posizione di stelle e sole; secondo altri si tratterebbe di un memoriale per ricordare e celebrare gli antenati. Ogni studio, ogni scoperta anche piccola contribuisce a ricostruire la storia di questo sito affascinante e a conoscere meglio la preistoria del nostro continente.

Il solstizio d'estate oltre Stonehenge