Morto Daniele Del Giudice: il suo prezioso consiglio ai giovani scrittori

“Ti sorprendeva perché era capace di toccare altezze cosmiche e di interessarsi all’ultimo Sanremo”: così lo descrive un giornalista che aveva frequentato i suoi corsi di scrittura: “Ci consigliò di non impazzire alla ricerca dell’originalità: “Ognuno di voi deve trovare il posto in mare dove gettare la propria àncora”

Daniele Del Giudce: il suo consiglio a chi vuole scrivere (Foto Ansa)
Daniele Del Giudce: il suo consiglio a chi vuole scrivere (Foto Ansa)
di Cinzia Marongiu

“Ha scritto libri emozionanti e colti, ha indagato l'universo dei sentimenti umani e quello, solo apparentemente lontano, della tecnica e della meccanica. E il premio onora con immenso affetto uno dei massimi protagonisti della vita letteraria, culturale, civile del nostro tempo". Tra qualche giorno avrebbe ricevuto il premio Campiello alla carriera con questa motivazione scritta da Walter Veltroni ma Daniele Del Giudice non ce l’ha fatta e si è dovuto arrendere ad appena 72 anni a una malattia che da anni gli aveva impedito di dedicarsi al grande amore della sua vita, la scrittura.

È morto questa notte lo scrittore romano che dopo qualche anno trascorso nella redazione di “Paese Sera” si era saputo imporre come narratore capace di sposare profondità e leggerezza. “Ti sorprendeva perché era allo stesso tempo un intellettuale raffinato ma anche un appassionato di cose normali. Capace di toccare altezze cosmiche e di interessarsi all’ultimo Sanremo”: così lo descrive un giornalista che aveva scelto di frequentare uno dei suoi corsi di scrittura creativa alla scuola Holden: “Il livello era davvero altissimo. Del Giudice ci consigliò di non impazzire alla ricerca dell’originalità, di qualcosa che non è mai stato scritto prima. “Ognuno di voi deve trovare il posto in mare dove gettare la propria àncora” è stato il suo insegnamento”.

Scoperto da Italo Calvino e pubblicato da Einaudi, Del Giudice aveva esordito con “Lo stadio di Wimbledon” che gli era valso subito il Premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima. Poi, nel 1985, era arrivato “Atlante Occidentale” , seguito da “Nel museo di Reims”, in cui raccontò il tentativo di un uomo di fissare nella memoria ogni immagine del museo prima di diventare cieco.

Del 1994 è “Staccando l’ombra da terra”, un libro di racconti dedicati al volo, una delle sue grandi passioni. Del Giudice qui ha saputo trasformare la tecnica in racconto. Dalle esperienze personali di addestramento, alla costruzione storica delle imprese eroiche degli aerosiluranti durante la seconda guerra mondiale, da episodi recenti fino ai voli della letteratura, lo scrittore indagò il segreto di chi riesce a staccare la propria ombra da terra  attraverso la figura di un "maestro di volo" che compare a intermittenza lungo tutto il libro.

Del Giudice ha collaborato anche con Marco Paolini alla scrittura di uno spettacolo teatrale "I-Tigi, Canto per Ustica", dedicato ai misteri di Ustica e alla tragedia del Dc9 Itavia precipitato in mare nel 1980. È del 2009 "Orizzonte mobile”, libro al quale sono poi seguite alcune raccolte di suoi scritti: "In questa luce" (2013) e "I racconti" (2016). Da tempo aveva scelto Venezia come luogo nel quale vivere. Nel 2014 gli era stato concesso un assegno straordinario vitalizio in base alla Legge Bacchelli. 

“Con la morte di Daniele Del Giudice oggi l’Italia perde uno scrittore unico la cui rara sensibilità narrativa e letteraria è stata riconosciuta ovunque e testimoniata dai numerosi premi ricevuti nel corso della sua carriera”, ha dichiarato il ministro Dario Franceschini. “Il mondo della cultura si stringe con affetto intorno ai suoi cari nel saluto ad un autore prezioso”. E così lo ricorda ancora Paolo Gentiloni su Twitter: “Un grande scrittore, intellettuale raffinato e gentile”.