Kledi: "Faccio rivivere il mito di Carla Fracci. La tv? Guardatemi sui social"

"Sono cresciuto con il suo mito e con quello di Raffaella Carrà. La Fracci era umile edisponiboile nonostante fosse una leggensda e mi ha fatto l'onore di venire a insegnare nella mia scuola a Desenzano. Da questo è nato uno straordinario omaggio"

Kledi: 'Faccio rivivere il mito di Carla Fracci. La tv? Guardatemi sui social'
TiscaliNews

"Per i ragazzi albanesi come me che sono cresciuti con la tv italiana, Carla Fracci, e con lei Raffaella Carrà, sono stati due miti. Mai avrei immaginato di incontrarla e avere la sua amicizia. Oggi i miti purtroppo cambiano con le mode, per noi a quell'epoca queste artiste erano dei punti fermi". Non poteva non rendere omaggio a chi per tanti anni è stata una fonte di ispirazione e uno sprone a fare sempre meglio il popolare danzatore Kledi Kadiu, che il prossimo 26 agosto sarà a Piazza Garibaldi a Cervia per onorare la memoria di Carla Fracci in un Gran Galà da lui ideato insieme a Silvia Frecchiami.

 

Una serata di grande danza e di forti emozioni, sotto la supervisione del Maestro Beppe Menegatti, marito della grande étoile recentemente scomparsa, presentata da Pino Strabioli, a cui parteciperanno molti importanti ballerini: Virna Toppi e Nicola del Freo (Primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano), Anbeta Toromani e Alessandro Macario (Primi ballerini freelance), Susanna Salvi e Claudio Cocino (Primi ballerini del Teatro dell'Opera di Roma), Noemi Arcangeli e Hektor Budlla (Solisti freelance), Amilcar Moret Gonzalez (Primo ballerino del Kiel Ballett) e Giulia Stabile (Vincitrice di Amici 2021) e Simone Nolasco (ballerino di Amici) presenteranno coreografie classiche, talvolta reinterpretate in chiave moderna, alternate a coreografie inedite, danzando sulle note suonate dal vivo dalla CM Orchestra Rhythms & Drums.

"Carla Fracci era una donna forte e umile, nonostante fosse una leggenda era sempre disponibile e aveva parole di coraggio per gli allievi", racconta Kledi Kadiu, "L'idea che avevamo avuto con Silvia Frecchiami era quella di dedicare alla signora Fracci un evento a sorpresa, perché negli ultimi anni ci aveva fatto l'onore di venire a insegnare nella Kledi Academy a Desenzano. Poi tutto è stato rimandato per il covid. E ora quello spettacolo è diventato un gala in sua memoria".

"La prima volta la vidi nella sala prove del teatro dell'Arena di Verona, dove avevo avuto la possibilità di andare ad esercitarmi", ricorda il ballerino, "Ero giovane, in Italia ero arrivato da poco, nel 1991, ma poi ero stato rimpatriato, ed ero tornato l'anno successivo. Fu gentile in quell'occasione, e lo fu anche la seconda volta che la incontrai. Era il 2011 e la intervistai per un programma di Rai5, in cui lei era protagonista di una monografia. Superai l'emozione perché Carla Fracci riuscì a mettermi a mio agio tanto che mi sembrò di conoscerla da sempre".

Oggi lei dedica tutto il suo tempo all'insegnamento: come è cambiata la danza negli ultimi anni? E come sono cambiati gli allievi? "Mi piace insegnare perché c'è un confronto continuo con gli allievi e si crea una magia unica quando si sta in sala. Purtroppo però nel settore è tutto peggiorato. Per esempio ai tempi in cui lavorava Carla Fracci c'era rispetto per la danza: oggi non c'è più", riflette con amarezza il ballerino, che a breve diventerà padre di un maschietto, dopo la prima figlia avuta 5 anni fa, "la danza è una disciplina che si studia per passione, ma purtroppo in pochi adesso riescono a farne un vero lavoro. Gli enti lirici sono pochissimi, e ci sono molte realtà private che con la scusa di far fare esperienza sfruttano i giovani ballerini. Però in Italia ormai ci sono 27 mila scuole di danza e 1 milione e mezzo di ragazzi che le frequentano. Come dire che ci sono tante fabbriche e pochi negozi".

"E' naturale che in questo contesto la nostra migliore materia prima, i ballerini formatisi qui in Italia, vadano all'estero, dove c'è lavoro", prosegue, "qui c'è troppa burocrazia, tutti parlano di arte ma poi nessuno investe. E i ragazzi che studiano danza si scontrano poi con una realtà dura. La danza ti fa crescere in maniera sana e positiva, sulla base di valori che sono utili nel quotidiano, poi però non si vive di soli valori. E la nostra categoria, come molte nello spettacolo, è lasciata sola, senza diritti, come se fare il ballerino non fosse un vero lavoro". Tornerà in tv? "Non per il momento", conclude, "il pubblico che vorrà vedermi danzare potrà farlo grazie ai social".