50 anni di "Imagine", il brano che ha cambiato il mondo. Rivoluzionaria o troppo sentimentale?

Il brano è diventato un manifesto all’uguaglianza, al rispetto dei diritti, alla convivenza civile e pacifica e ancora dopo cinquant’anni continua ad avere una straordinaria forza emotiva. E anche se alcuni critici e lo stesso Ringo Starr, batterista dei Beatles, criticarono Imagine definendola troppo sentimentale e soprattutto speculativa e ben poco pratica altrettanti esperti musicali e autori la elessero a canzone più sovversiva e rivoluzionaria di sempre

John Lennon
John Lennon

Sono passati cinquant’anni da quando John Lennon, fuoriuscito dalla straordinaria esperienza con i Beatles, diede alla luce una gemma destinata a diventare un inno. Imagine fu pubblicata nell’ottobre del 1971, e fu subito apprezzata. La controversa storia d’amore con Yoko Ono, artista concettuale giapponese spesso accusata dai media di avere causato lo scioglimento dei Fab 4, come erano chiamati i quattro di Liverpool, diede invece a Lennon nuovi stimoli e il brano, co-prodotto da John e Yoko insieme a Phil Spector fu inciso in Inghilterra con un riscontro positivo immediato.

Il messaggio, dal cuore al pianeta

Imagine è nato come un brano di speranza, non con l’intento di diventare un inno di pace riconosciuto in tutto il mondo. L'ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter ammise che in molti paesi questo brano è amato quanto l’inno nazionale. La visione generale del testo per John e Yoko era da intendersi in chiave comunista, contro il materialismo, la superficialità e soprattutto contro le guerre di religione che mettono le persone l’una contro l’altra inutilmente. Lennon stesso affermò che il brano era fortemente anti-religioso, anti-nazionalista e anti-capitalista. Yoko Ono sintetizzò il messaggio di Imagine così: “siamo tutti un solo mondo, un solo paese, un solo popolo”.

Come una preghiera

Il brano può suonare come una preghiera e a suo modo lo è, una preghiera laica che non esclude la religione e la spiritualità ma invita a non discriminare nessuno in nome di divinità più potenti di altri, invita a non fare gerarchie nei sentimenti e nell’amore reciproco.

John Blaney, autore di una biografia accurata di John Lennon, scrisse: "Lennon sostiene che l'armonia globale è alla nostra portata, ma solo se rifiutiamo i meccanismi di controllo sociale che limitano il potenziale umano”. Il senso di fondo è ricordare alle persone che immaginare un mondo migliore significa fare il primo passo per realizzarlo.

Una fine non è una fine

Dopo la morte violenta di John, avvenuta l'8 dicembre 1980 a opera di Mark David Chapman, un fan squilibrato, il mondo intero sembrò indossare il lutto e Imagine divenne così un modo per ricordare la sensibilità di Lennon e rendergli omaggio. Il brano è diventato un manifesto all’uguaglianza, al rispetto dei diritti, alla convivenza civile e pacifica e ancora dopo cinquant’anni continua ad avere una straordinaria forza emotiva. E anche se alcuni critici e lo stesso Ringo Starr, batterista dei Beatles, criticarono Imagine definendola troppo sentimentale e soprattutto speculativa e ben poco pratica altrettanti esperti musicali e autori la elessero a canzone più sovversiva e rivoluzionaria di sempre. Nel giugno 2017, la National Music Publishers Association premiò Imagine con un "Centennial Song Award" e aggiunse il nome di Yōko Ono come co-autrice della canzone, come Lennon aveva chiesto poco tempo prima di morire. Dozzine di artisti hanno reinterpretato il pezzo, da Madonna a Lady Gaga. Oltre alle celebri fotografie che li ritraggono nel loro sit-in di protesta pacifica, nel 1972, John & Yōko produssero un film intitolato Imagine che accompagnasse l’album omonimo fornendo una chiave visiva al brano principale. La scena finale li vede guardarsi con intensità e scambiarsi un bacio.