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L'omicidio di Elisa Claps, 30 anni di bugie e depistaggi. Chi ha coperto l'assassino? Il podcast che fa luce

Bugie, occultamenti, depistaggi: così Danilo Restivo ha nascosto l'omicidio della ragazza di 16 anni fino al ritrovamento del cadavere sotto il tetto della chiesa di Potenza nel 2010

Giacomo Pisanodi Giacomo Pisano   
L'omicidio di Elisa Claps, 30 anni di bugie e depistaggi. Chi ha coperto l'assassino? Il podcast...
Elisa Claps (Foto Ansa)

Com'è possibile che un omicida si sia mosso indisturbato per trent'anni tra Italia e Inghilterra con violenze, molestie e persecuzioni verso centinaia di donne? E com'è possibile che un cadavere sia rimasto nascosto per anni esattamente nel luogo in cui avrebbe dovuto essere cercato? Sono solo alcune delle domande attorno a uno dei casi di cronaca nera più inquietanti e misteriosi d'Italia, la scomparsa della sedicenne Elisa Claps a Potenza. Oggi, trent'anni dopo quel 12 settembre 1993, un podcast prova a fare luce su una vicenda per troppo tempo oscurata da bugie, errori e depistaggi “Dove nessuno guarda, il caso Elisa Claps”, scritto da Riccardo Spagnoli, Alessia Rafanelli e Pablo Trincia per Sky Italia e SkyTg24 e realizzato da Chora Media, racconta in otto puntate, pubblicate tra 17 e 31 agosto, la sconvolgente vicenda attraverso notizie, documenti e interviste realizzate tra Italia e Inghilterra. Martedì 12 settembre alle 11.30 di mattina, nel giorno del trentesimo anniversario dalla scomparsa sarà on line su tutte le piattaforme audio l'ottava e ultima puntata del podcast.

Era una domenica di fine estate del 1993 quando la studentessa sedicenne di Potenza lasciò la sua abitazione per andare a messa con un’amica nella chiesa della Santissima Trinità. Pare che la sera prima avesse ricevuto una telefonata da un giovane che da un po' le stava attorno, un ragazzo strano, sempre solo, che gli altri evitavano. Dicono che Danilo Restivo, cinque anni più grande di Elisa, le avesse chiesto di incontrarla per darle un regalo.

La giovane non tornò mai a casa, e passarono 17 anni prima che il suo corpo fosse ritrovato proprio nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità dove le due amiche si erano salutate: i resti mummificati di un cadavere furono scoperti da alcuni operai chiamati a sistemare il tetto dell'edificio ormai pericolante. Era una mattina di sole, una bellissima giornata, ricorda Gildo, il fratello di Elisa al microfono di Pablo Trincia, quando la città venne sconvolta dal suono delle sirene: tutti accorrevano in una chiesa transennata dalle forze dell'ordine mentre il sospetto diventava sempre più una certezza, quel corpo era di Elisa, uccisa in chiesa da tre coltellate alla schiena.

La notizia sconvolse l'Italia: da una parte i Claps avrebbero finalmente avuto un corpo da seppellire, dall'altra si faceva più inquietante il sospetto che qualcuno sapeva e ha fatto di tutto per nascondere l'omicidio e proteggere il suo responsabile. Un grande segreto, che il parroco di allora morto nel 2008 portò con sé nella tomba mentre tanti indizi fanno pensare al coinvolgimento di almeno un altro individuo.

Quel 12 settembre 1993 il 21enne Danilo Restivo si presentò all’ospedale imbrattato di sangue chiedendo di essere medicato per ferite sulle mani fornendo spiegazioni poco credibili su quanto accaduto. Non fu incriminato per omicidio, nonostante diverse piste portassero a lui, e alcuni anni dopo si trasferì in Inghilterra, a Bournemouth, dove si sposò con un'italiana. Il suo nome tornò sulle cronache nostrane nel 2002, quando venne trovato il corpo di un'altra donna assassinata, Heather Barnett. Le indagini inglesi e quelle italiane a quel punto si sono intrecciate, restituendo il ritratto di un pericoloso omicida con ossessioni inquietanti (quella per i capelli, che tagliava di nascosto alle ragazze incontrate negli autobus o al cinema), che spiava e inseguiva le donne e in diversi casi tormentava con telefonate e minacce. Strano, solitario, "weird”, lo definiscono diverse persone incontrate da Trincia tra Italia e Inghilterra.

Il podcast racconta la vicenda in tutti i suoi aspetti, noti e meno noti, attraverso la voce dei familiari di Elisa, la mamma Filomena e il fratello Gildo che in questi anni non hanno mai smesso di chiedere giustizia, della sua amica Angelica, dei giornalisti e delle giornaliste che hanno seguito la vicenda come Fabio Sanvitale e Federica Sciarelli, dei vicini di casa di Potenza e Bournemouth e di tantissime altre persone che hanno avuto a che fare con Elisa e Danilo Restivo, che nel frattempo è stato condannato a 30 anni di carcere dal tribunale italiano e a 40 da quello inglese. Pablo Trincia e Alessia Rafanelli (già autori del seguitissimo podcast “Veleno”) insieme a Riccardo Spagnoli contribuiscono, con questo lavoro ricchissimo di informazioni e curato nei dettagli, a ricostruire la verità attorno a Elisa, uccisa da un assassino feroce ma soprattutto vittima di egoismo, indifferenza e interessi che ancora oggi appaiono oscuri.

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