Bela Lugosi, il vampiro immortale

Bela Lugosi, il vampiro immortale

Il 16 agosto l’attore ungherese che ha incarnato l’orrore sul grande schermo avrebbe compiuto 74 anni. Bela Lugosi, il primo e più celebre interprete di Dracula moriva nel 1956 tra gossip e rimpianti.

Dall’Ungheria agli USA

Béla Ferenc Dezső Blaskó in patria era un attore di teatro, ma anche un sindacalista impegnato in politica. Quando fallì la rivoluzione sovietica del 1919 dovette lasciare l’Ungheria e rifugiarsi in Germania per poi approdare negli Stati Uniti. Il suo nome è celebre per la riuscitissima interpretazione del personaggio di Dracula. Nel 1927 infatti portò l’adattamento teatrale del romanzo di Bram Stoker a Broadway e si fece notare da Hollywood. Il suo marcato accento straniero permetteva una identificazione totale con il personaggio nato dalla penna dello scrittore irlandese che ha ambientato il mito del vampiro proprio nell’Europa dell’est da cui Bela proveniva. Paradossalmente lo stesso marcato accento gli precluse altri ruoli, restringendo notevolmente le sue chance di fare carriera. Occorreva un cambio di nome intanto, poiché il suo cognome ungherese non era adatto al cinema, scelse dunque Lugosi, in omaggio a Lugos, il suo paese natale.

Dracula sul grande schermo

È il 1931 quando la Universal Pictures lo scrittura come protagonista. Il primo di moltissimi ruoli nel mondo dell’horror dal quale Lugosi non fu mai in grado di separarsi. Tra le poche interpretazioni fuori dal clichè ricordiamo la commedia Ninotchka (1939) accanto a Greta Garbo. Il film Dracula fu uno straordinario successo e la sua recitazione affettata, teatrale, esotica conquistò il pubblico e consacrò per sempre l’immagine di un Conte aristocratico e elegantissimo. Nonostante questo successo e l’aver creato un vero e proprio immaginario vampirico, un altro attore/mostro condivideva con lui gli onori della cronaca ottenendo più successo: Boris Karloff, madrelingua inglese, celebre per la sua performance in Frankenstein. La frustrazione di Bela Lugosi, che fu anche partner secondario di Karloff in molte pellicole come The Black Cat (1934), The Raven (1935) e Il figlio di Frankenstein (1939), era causata anche dal diverso trattamento economico che il rivale riceveva. Questo lo portò ad accettare ruoli minori in produzioni a basso costo, l’ultima delle quali fu il celebre B-movie “Plan 9 from Outer Space” (1956) del regista Ed Wood, al fianco di Maila Nurmi, meglio nota come Vampira. Film che non poté completare perché morì durante le riprese, a causa di un attacco cardiaco. Nel 1948 aveva partecipato a una commedia dell’orrore con i comici nostrani Gianni e Pinotto e nel 1952 si era addirittura prestato ad una parodia di se stesso nel film “Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla”.

Bela Lugosi

La vita privata del vampiro

Si sposò cinque volte ed ebbe un figlio, ma la sua vita privata non fu mai davvero distante da quella del grande schermo. Afflitto da problemi di salute e dall’abuso di farmaci, Bela Lugosi non riuscì più a distinguere se stesso dal personaggio che ha interpretato. La maschera del Vampiro si era ormai impossessata di lui. Vestiva solo di nero, con gli abiti di scena e l’ampio mantello, con il quale fu anche sepolto. Si dice che in punto di morte dichiarò "Io sono il conte Dracula. Io sono immortale”!

Il vampiro è tra noi

La sua influenza è enorme: oltre ad aver costruito l’immagine del conte Dracula e aver dato un volto ai vampiri, la sua personale eccentricità è stata di ispirazione per generazioni di artisti con stili differenti, contaminando fumetti, videogiochi, cinema e musica. Il vampiro cambia epoca, cambia abito e cambia volto, ma è eterno. I primi a rendergli omaggio in musica e a realizzare un singolo che ha fatto storia e che tuttora è tra i pezzi più amati, ballati e fatti oggetto di cover e remix sono gli inglesi Bauhaus, considerati a ragione tra i padri fondatori del genere gothic, col brano “Bela Lugosi’s Dead”. Oscuro, decadente, pieno di rumori sinistri, questo brano è stato utilizzato anche nel film “The Hunger”, tradotto in Italia come “Miriam si sveglia a mezzanotte”, per la regia di Tony Scott (1981), con protagonisti Caterine Deneuve, Susan Sarandon e David Bowie. Nell’esecuzione live del brano Peter Murphy, cantante dei Bauhaus, imita proprio Bela Lugosi, avvolto in un mantello nero e con il viso contratto in pose crudeli e minacciose.

Riferimenti