[L'intervista] "Perché oggi i libri stanno diventando uno strumento per chiudere la gente dentro un recinto"

Predicare e fare discepoli, dividere il mondo in buoni e cattivi, fare gli influencer, rifiutare la complessità e le contraddizioni. E' il nuovo "verbo"

di Cristiano Sanna Martini

Quando scrive Walter Siti è difficile che si possa restare indifferenti e che i suoi libri non abbiano grande risonanza o generino dibattiti accesi. E' accaduto con lo "scandalosissimo" Bruciare tutto, così con il suo romanzo Premio Strega Resistere non serve a niente, con Troppi paradisi e Il contagio (sull'intamarrimento trash del mondo visto come un virus) e ora con il saggio, agile ma molto denso e provocatorio Contro l'impegno, uscito qualche mese fa per Rizzoli. Con questo suo ultimo lavoro, Siti polemizza contro ciò che sta diventando la letteratura: un modo per predicare e fare discepoli, di parlare per tesi granitiche, di pretendere di trasformare il mondo secondo un dettato virtuoso che in realtà nasconde al suo interno il cinismo degli schei, del mercato, e l'egotrip di scrittori-influencer che temono le sfumature, le contraddizioni, evitano la complessità dell'animo umano e virano verso un mondo tutto bianco o tutto nero, con schiere di lettori adoranti strette attorno al balcone-bolla (quando si arriva ai social) dello scrittore-guru di turno. Quel che si perde nel mezzo di questo processo in pieno divenire, è importante. Ne parliamo con Siti in questa videointervista