Marisa Laurito, una rivoluzionaria a Napoli: "chi l'ha detto che le donne non possono far ridere?"

Videointervista: l'amatissima attrice, cabarettista e conduttrice televisiva italiana compie 70 anni ed esce in libreria con la sua biografia "Una vita scapricciata" un racconto di vita intensa: tra teatro, cinema e Tv e un pizzico di femminismo

E' nata a Napoli e non sarebbe voluta nascere in nessun altra parte nel mondo. Perché "a Napoli il teatro lo respiri nelle strade da quando sei in fasce. La commedia, l’ironia i tempi comici ti avvolgono come ti avvolge il mare. Forse per questo ad otto anni, decisi che avrei fatto l’attrice. Molti artisti hanno creduto in me e li devo ringraziare: Eduardo De Filippo, grande maestro! Sei anni di lavoro con lui in teatro ed in televisione che hanno segnato tutta la mia carriera. Poi la prima cooperativa teatrale con il grande successo internazionale del Masaniello di Armando Pugliese, con Mariano Rigillo, e poi l’incontro con Roberto De Simone, per la prima commedia musicale “Eden Teatro”".

In “Una vita scapricciata” Marisa Laurito si racconta per la prima volta con voce squillante e autentica (pare quasi di sentire la sua inconfondibile “r” moscia) e con l’ironia che la contraddistingue. A formarle il carattere è Napoli, la città in cui tutto avviene in strada, dove ci si incontra, si grida, si ride, si mangia, si rappezzano i dolori. Marisa diventa così un’anima generosa e riconoscente e, infatti, in questo libro, per parlare di sé, in realtà non fa che evocare le persone e le occasioni che l’hanno ispirata, accompagnata, aiutata nel suo percorso artistico e umano: dall’amica Marina con cui affrontò i primi provini a Cinecittà (con tanto di molestie “d’uso” a cui seppe reagire con personalità) al grandissimo Eduardo, il Direttore, dal viso rosa come la camicia, per il tanto cerone messo negli anni che non andava più via. Per ciascuno Marisa dipinge un ritratto di spessore arricchito con preziosi aneddoti, dagli episodi vissuti da squattrinata a Roma a un irresistibile déjeuner a casa Agnelli.

Ci sono poi tutti, nessuno escluso, i compagni di quella geniale avventura corale che si sviluppò attorno a Renzo Arbore, che «ha spalancato una porticina nel mio cervello» e «mi ha insegnato a lanciarmi nel meraviglioso cielo dell’improvvisazione». Un sodalizio importantissimo, come quello con il migliore amico Luciano De Crescenzo, con cui Marisa parla ancora oggi all’ombra del Vesuvio, il vulcano fumante che da millenni insegna ai napoletani a ridimensionare gli affanni, a godere attimo dopo attimo e a rinascere ridendo.

In questa intervista video la donna e l'artista si raccontano in una biografia che non è solo un omaggio alla sua vita, intensa ed emozionante, ricca di amicizie sincere e passioni forti, ma è anche un omaggio alla sua città, Napoli e alle donne rivoluzionarie come lei. Donne che hanno cambiato la narrazione del femminile affermando che la comicità e l'ironia non erano di proprietà escusiva degli uomini, in un periodo storico in cui ci erano concessi più ruoli lagnosi che brillanti. Forse, anche solo per questo, a Marisa Laurito dovremmo dire tutte grazie e fare lei un inchino.