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Le ultime parole di Navalny: il libro che svela il volto sanguinario del regime di Putin

Il libro si intitola Proteggi le mie parole e trascrive gli ultimi discorsi pronunciati nelle aule dei tribunali, prima delle condanne farlocche, di venticinque condannati politici nella Russia contemporanea.

Claudia Sarritzudi Claudia Sarritzu   
Le ultime parole di Navalny: il libro che svela il volto sanguinario del regime di Putin
Navalny, foto Ansa

"'Imputato Navalny, può fare la sua ultima dichiarazione'. Se mi avessero dato dei soldi ogni volta che ho sentito questa frase, sarei ricco da un pezzo anche con il crollo del rublo. Tutte queste 'ultime' dichiarazioni mi divertono persino, lo confesso. 'Se è davvero l'ultima dichiarazione, perché non fa che parlare e parlare e parlare e parlare?': qualcuno che sgrana gli occhi e lo pensa ci sarà sicuramente. Sarò franco: all'inizio di questo processo ho pensato seriamente di rinunciarci, alla mia ultima dichiarazione. Quante volte può essere l'ultima, eh? Poi ho deciso di farla comunque".

C'è un libro bellissimo e terrificante, un pugno allo stomaco necessario perché il torpore che attanaglia anche le democrazie del vecchio Continente, preoccupa, che raccoglie le ultime dichiarazioni dei dissidenti russi chiusi nelle carceri-gulag di Putin. Le parole che abbiamo trascritto sopra sono quelle del dissidente più tristremente famoso di tutti: Alexei Navalny, morto, o più probabilmente ucciso, il 16 febbraio scorso a 47 anni nella colonia penale della regione artica dove era detenuto. Il libro si intitola Proteggi le mie parole e trascrive gli ultimi discorsi pronunciati nelle aule dei tribunali, prima delle condanne farlocche, di venticinque condannati politici nella Russia contemporanea. Il titolo richiama un verso del poeta russo Osip Mandel’štam “Proteggi le mie parole per sempre…“ ed è organizzata in ordine cronologico. Il primo discorso è quello di Maksim Smyšljaev, pronunciato il 9 agosto 2017, l'ultimo, quello di Viktorija Petrova del 3 agosto 2022. "L'idea del volume nasce da una semplice constatazione: in Russia, negli ultimi vent’anni, proprio del governo di Vladimir Putin, il numero dei processi giudiziari è aumentato in maniera preoccupante, significativa. Un sistema che si è ancor più aggravato all’indomani dell’inizio dell’invasione su larga scala che dal 24 febbraio 2022 sta dilaniando il suolo ucraino" scrivono De Florio e Bondarenko, curatori dell'opera, edita dalla casa editrice Edizioni E/O. E ancora “se abbiamo deciso di presentare testi che si riferiscono agli ultimi cinque anni è per mostrare che oggi, proprio come ai tempi dell’URSS, l’ultima dichiarazione in un’aula di tribunale è ancora l’ultimo confine di libertà.” Nel caso di Alexei Navalny, contro il quale sono stati intentati almeno 10 procedimenti, le dichiarazioni sono più di una e resta fra le più importanti, la dichiarazione del 15 marzo 2022. 

Insomma, un libro che va letto soprattutto in un Paese come l'Italia dove la libertà viene spesso data per scontata e che invece deve imparare a difenderla e custodirla anche attraverso i transfer culturali che si hanno a disposizione. La traduzione di questi discorsi diviene un mezzo attraverso cui le singoler voci che riempiono le aule dei tribunali russi possono diventare urla contro la violazione dei diritti, ovunque questo avvenga.

'Proteggi le mie parole' è uscito in Italia due anni fa e la pubblicazione è in collaborazione con l'Associazione Memorial, che in Russia si batte per la denuncia e il ricordo delle violazioni dei diritti umani, a cui nel 2022 è stato assegnato il Premio Nobel per la pace. Ricordiamo anche che la prefazione è di Marcello Flores. I testi riuniti all’interno della raccolta sono stati tradotti da un collettivo di traduttrici e traduttori: Ester Castelli, Luisa Doplicher, Axel Fruxi, Andrea Gullotta, Sara Polidoro, Francesca Stefanelli e Claudia Zonghetti.

Claudia Sarritzudi Claudia Sarritzu   

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