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Ovunque tu sia, il nuovo adrenalinico thriller di Harlan Coben: ti accusano di aver ucciso il tuo bambino

Una fuga contro il tempo alla ricerca della verità. La vita non ha più senso. Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, anzi speri che sia l'ultimo

Rosaria Russodi Rosaria Russo   
Harlan Coben e la copertina del libro (Ansa - IBS)
Harlan Coben e la copertina del libro (Ansa - IBS)

Immagina di essere in carcere per un crimine atroce, ti accusano di aver ucciso il tuo bambino. La vita non ha più senso. Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, anzi speri che sia l'ultimo.

Un giorno, però, viene a trovarti Rachel, la tua ex cognata. Già, perché nel frattempo tua moglie ti ha lasciato, ha sposato un altro e aspetta un figlio da lui. Ti mostra attraverso il vetro che vi separa una foto scattata in un parco giochi. In lontananza si vede un bambino. Ha la stessa identica voglia sulla guancia di Matthew, il tuo bambino. La sua stessa età e i lineamenti lasciano poco spazio ai dubbi.

Ma come è possibile? Tu eri ubriaco, quella maledetta notte, solo a casa con tuo figlio. Non ricordi nulla, ma il suo corpicino pieno di sangue quasi irriconoscibile, con il suo pigiama, è fisso nella tua mente.

Il cuore, però, parla per te e ti dice che non hai ucciso tuo figlio e che quel bambino nella foto potrebbe essere lui. Ma come dimostrarlo? Sei in carcere e non potrai uscire. Ecco allora una soluzione: scappare.

Sarai aiutato a farlo, da una persona a te vicina, ma riuscirai a scoprire la verità?

Harlan Coben è un autore straordinario che ha scritto molti thriller adrenalinici. Oscuri segreti, misteri da risolvere, legami radicati nel passato. Questi tutti gli elementi che li caratterizzano e rendono i suoi libri assolutamente da leggere.

Ovunque tu sia ha un grande pregio, sembra un film. Le pagine scorrono allo stesso modo delle scene. Il ritmo incalzante fa da padrone dall’inizio alla fine.

Un uomo come David, il protagonista, suscita sentimenti contrastanti. Fa rabbia pensare all’errore commesso la notte della morte di suo figlio, alla sua superficialità. Bere tanto fino ad addormentarsi, senza pensare a proteggerlo. Ma fa anche tenerezza un uomo che nonostante sia stato accusato delle più atroci delle colpe, è convinto di essere innocente e ha solo bisogno di dimostrarlo.

Ecco che quindi chi legge non fa il tifo per la polizia, ma per il fuggitivo. Soffre con lui, affronta insieme a lui le sfide che pian piano incontra sul suo cammino. E non sono piccole sfide ma molto dure e difficili. Ma se cerchi tuo figlio non hai paura, anche se sai di aggrapparti al più inutile dei salvagenti. Non hai alternative.

Dove lo condurrà si scopre solo leggendo il libro, che anche se è difficile, andrebbe assaporato lentamente parola dopo parola. Leggerlo di un fiato, è l’opzione più plausibile, ma sconsigliata.

Coben questa volta, come le altre, fa centro. Crea personaggi che hanno molto da dire. Costruisce i loro caratteri, le loro caratteristiche dalle mille sfaccettature. Ne affronta i traumi, sia passati che presenti.

C’è Rachel, una giornalista preparata, ma che per un suo errore, ha perso tutto. E ora cerca di rimettere a posto quei pezzi rimasti della sua famiglia.

Tutti hanno qualcosa da guadagnare e, ormai, più nulla da perdere.

Rosaria Russodi Rosaria Russo   
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