"Sono una cattiva femminista?": la lezione capolavoro della Atwood contro l'estremismo

Viviamo una rinnovata epoca di guerra al maschilismo, al patriarcato e agli abusi contro donne e Lgbt. Tutto bene dunque? Non proprio, vediamo perché

Margaret Atwood nella copertina del suo libro (dal sito di Ponte alle Grazie)
Margaret Atwood nella copertina del suo libro (dal sito di Ponte alle Grazie)
di Cristiano Sanna Martini

Era attesissimo e quando cominci a leggerlo capisci perché. Margaret Atwood, autrice dell'epocale Il racconto dell'ancella, de I Testamenti e del Ciclo dell'Adamo Pazzo, è tornata con Questioni scottanti - Riflessioni sui tempi che corrono. Una raccolta di suoi editoriali, testi da conferenze e interventi vari in giro per il mondo che copre tutti i temi caldi della nostra epoca. Edito da Ponte alle Grazie, è un tomo poderoso da quasi 700 pagine impossibile da riassumere in breve. Copre il periodo che va dal 2004 al 2021. Almeno un testo, da questa "bibbia" dell'impegno intellettuale, ambientalista, sovversivo, culturale a tutto tondo, lo possiamo estrarre a dare l'idea del resto. Si intitola Sono una cattiva femminista?

La giustizia spicciola e i dubbi a cui non rinunciare

In questo mini-saggio di qualche pagina, Margaret Atwood pone questioni rese ancora più urgenti dall'onda del rinvigorito MeToo e dei processi mediatici contro personaggi spesso potenti e celebri. Lo fa con una premessa sarcastica: "E adesso si direbbe che abbia dichiarato guerra alla Donne, come si addice a una cattiva femminista, misogina e pro-stupro come la sottoscritta". Nessuna paura di provocare, e di sollevare dubbi in un mondo di rese dei conti spicce e spesso esagitate. La Atwood parte da un fatto di cronaca: nel novembre 2016 un docente della University Of British Columbia, Steven Galloway, fu accusato di violenza sessuale. Sottoposto a distruzione della sua figura attraverso i media e costretto dall'istituzione accademica a firmare un accordo di segretezza prima ancora di conoscere i particolari dell'accusa. All'arrivo della sentenza che lo scagionava da tutte le accuse, "il docente fu comunque licenziato e tutti, me compresa, se ne meravigliarono". Da lì la decisione di sottoscrivere una lettera aperta per chiedere all'Università spiegazioni. Apriti cielo, l'intellettuale femminista Atwood si è ritrovata sul rogo di traditrice delle battaglie per la dignità femminile. La sua risposta, argomentata, è esemplare di quanto stiamo dimenticando in preda al furore anti-maschilista e per la distruzione del patriarcato.

Il ritorno della caccia alle streghe

In Sono una cattiva femminista?, Margaret Atwood scrive: "L'impalcatura in questione - sei colpevole in quanto accusato - ha caratterizzato parecchi altri episodi della storia dell'umanità, oltre ai fatti di Salem. Tende a presentarsi durante le rivoluzioni nella fase di Terrore e Violenza...in quei periodi il consueto istituto della prova viene accantonato. Invariabilmente si agisce in questo modo per spalancare le porte a un mondo migliore. E a volte il tentativo riesce, almeno per un certo periodo. Altre volte quelle azioni vengono usate per giustificare nuove forme di oppressione". Nel caso del MeToo: "...Le donne, e con loro tutte le vittime di abusi sessuali non hanno trovato nelle istituzioni - aziende comprese - le risposte che cercavano, e hanno fatto ricorso a uno strumento nuovo: Internet. Sono cadute molte stelle...ma poi? ...Se il sistema legale viene aggirato perché lo si considera inutile, cosa ne prenderà il posto? Chi saranno i prossimi detentori del potere? Di certo non le cattive femministe come me, che non piacciono né alla destra né alla sinistra. In un epoca di estremi, a vincere sono gli estremisti. La loro ideologia diventa un religione, e chiunque non accetti come un burattino il loro punto di vista è considerato un apostata, un eretico o un traditore, mentre chi si mantiene su posizioni moderate viene massacrato". Dice qualcosa? Margaret Atwood, cervello giovanissimo e agile che rifiuta le approssimazioni, ha 83 anni. 

di Cristiano Sanna Martini
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