Fabrizio De André: "Io che mi sono illuso di cambiare il mondo". Il poeta inedito

Faber rinasce con "I Libri di Fabrizio De Andrè", la raccolta che analizza il poeta, l'intellettuale e l'uomo. Dai suoi testi e appunti nuove gocce di splendore

di Tiscali News

"Ebbi ben presto abbastanza chiaro che il mio lavoro doveva camminare su due binari: l'ansia per una giustizia sociale che ancora non esiste e l'illusione di poter partecipare, in qualche modo, a un cambiamento del mondo. La seconda si è sbriciolata ben presto, la prima rimane” diceva così De Andrè, morto nel 1999, come viene ricordato in “Volammo davvero” uno dei primi volumi della nuova raccolta che lo racconta.

A Fabrizio De André poeta, intellettuale e uomo, (qui un incontro particolare) al valore letterario delle sue canzoni, dei testi sparsi, degli appunti che ci ha lasciato viene dedicata una preziosa nuova collana, “I libri di Fabrizio De André”, edito da La Nave di Teseo in collaborazione con la Fondazione De André Onlus.

"Il rammarico che spesso mi accompagna è di non riuscire mai a ringraziare pubblicamente tutti i collaboratori e partecipanti dei nostri progetti, anche perché sono sempre e per fortuna molto numerosi. “Accordi eretici” e, soprattutto, “Volammo davvero” lo dimostrano, vale a dire i libri con cui si apre questo nuovo percorso" spiega Dori Ghezzi.

Ed è proprio lei a scriverne la prefazione: ”Se l'intenzione è stata quella di continuare a volare, direi che la Fondazione Fabrizio De André, dando vita a Volammo davvero, ha centrato l'obiettivo. Il grande senso di responsabilità che regna in Fondazione ci spinge tuttora alle mai troppe riflessioni e perplessità, mettendo in azione i nostri rodati freni inibitori. La presentazione di Volammo davvero è avvenuta in una serata del febbraio 2007 al Teatro Dal Verme di Milano gremito all'inverosimile, non riuscendo ad accogliere - unico nostro rammarico - tutto il pubblico accorso in quella speciale serata. Numerosa è stata anche la testimonianza personale della maggior parte dei relatori protagonisti di questa antologia, donandoci con amore un'escursione di emozioni che rappresentano cinque anni di elaborazione di un'assenza mai così vicina. Fu una sana e gioiosa iniezione di fiducia per tutti i coinvolti collaboratori della Fondazione di quel periodo: Liliana Azzolini, Claudia Gatti, Marco Pinotti, Andrea Cremonesi ed Elena Valdini, curatrice del libro. Grazie a La nave di Teseo che ripubblicando questo volume, che ripercorre il pensiero di e su Fabrizio, facilita così la conoscenza per i giovani che intendono unirsi a quella che da tempo considero una sincera, solidale, famiglia, della quale sono parte. Volammo davvero ne è la testimonianza tangibile. Spero mi bastino i giorni per potervi ringraziare tutti"

Entusiasta Elisabetta Sgarbi, publisher de La nave di Teseo: "accadono queste bellissime cose, facendo l'editore. Capita che una passione iniziata da ragazza, quando si ascoltava musica sensibili a tutto, la si ritrovi da adulta. Che l'amore per le canzoni di Fabrizio De André ti segua anno dopo anno, e arrivi il momento che, pubblicando i libri (suoi e a lui legati) si possa contribuire alla loro diffusione". La nuova iniziativa editoriale, per la quale la Sgarbi ringrazia "Dori Ghezzi e la Fondazione De André impegnerà La nave di Teseo nei prossimi anni, spero decenni, e intende sottolineare il valore letterario di quanto De André ci ha lasciato, in canzoni, testi sparsi, appunti. Nessuno dubita che Fabrizio De André sia un poeta. Ma poi questa affermazione va continuamente verificata, approfondita. Le opere di Fabrizio De André sono Letteratura anche perché sono intessute di dialoghi con la Letteratura. Come accade per ogni scrittore. Alcuni dei testi che pubblichiamo in questi due primi libri della collana raccontano anche di questo potere letterario di Fabrizio De André. Ma questo potere non risiede mai solo nel passato, come fosse un dato di fatto. La scrittura di Fabrizio De André continua a venirci incontro e a farci domande per essere a sua volta interrogata" dice la Sgarbi.

Come un romanzo in frammenti “Volammo davvero”, raccoglie le voci del discorso ininterrotto che Fabrizio De André ha aperto con le sue canzoni e la sua vita artistica. Un dialogo a tutto campo su letteratura, musica, impegno e sui tanti temi civili percorsi da un cantautore che voleva "essere socialmente utile" con tra i numerosi contributi quelli di Nicola Piovani, Fernanda Pivano, Michele Serra, Adriano Sofri, Antonio Tabucchi.

"Questo libro è la dimostrazione che Fabrizio è quel che tu hai bisogno che sia, che i limiti di Fabrizio sono sempre solo i limiti di chi lo avvicina, perché qualunque cosa si riesca a concepire di chiedergli, lui la dà - anzi, l'ha già data" scrive Veronesi nella prefazione.

“Accordi eretici” è la prima monografia dedicata a De André che esplora in modo organico le componenti culturali, poetiche e musicali che hanno segnato il suo universo artistico e il suo successo, con alcuni dei suoi manoscritti presentati per la prima volta in questa edizione. La Sgarbi confida "che questi e i prossimi libri non siano semplici riproposte, ma ogni volta vi sia una invenzione, un ritrovamento, una piccola, nuova goccia di splendore. Come in questo caso la nuova prefazione di Sandro Veronesi, e i testi di Francesca Serafini e Giordano Meacci". "Quanto ci sarebbe ancora da scrivere sul Dio dell'ateo (semmai lo fosse stato ateo) Fabrizio De André? Cosa risuona in quel folgorante “Ho licenziato Dio" con cui inizia “Il cantico dei drogati” (in 'Tutti morimmo a stento' 1970)? E quando componeva “La buona novella” (1969) insieme a chi stava pensando? A porsi queste, e soprattutto altre domande spero siano utili queste nuove edizioni" dice la Sgarbi. "In fondo Fabrizio amava la figura del Gabbiere di Alvaro Mutis. Fabrizio è ancora il nostro Gabbiere: ha visto e sentito molto che ancora dobbiamo pienamente decifrare”. (fonte ANSA)