Dalla CIA a Obama, gli UFO escono dal complotto e arrivano tra noi. Romanzi e film che ci avevano visto lungo

L'intelligence Usa sta per rendere pubbliche le indagini sugli avvistamenti di fenomeni aerei non identificati. La letteratura ci ha già raccontato tutto

C'è vita al di là del nostro pianeta? Domanda antichissima quanto l'esistenza umana: se siamo soli nell'universo o se creature aliene popolano altri mondi è un quesito che ha affascinato uomini e donne di tutti i tempi. Non abbiamo alcuna prova, oggi, di vite extraterrestri, di certo esistono fenomeni aerei su cui non c'è una spiegazione univoca. Forse sapremo qualcosa di più nelle prossime settimane, quando l'intelligence degli Stati Uniti pubblicherà un rapporto sulle indagini attorno agli Uap (Unidentified aerial Phenomenon): dopo anni di segreti e documenti criptati ma anche falsificazioni e complottismi sarà più chiaro come realmente gli Usa hanno risposto alle innumerevoli segnalazioni su passaggi inspiegabili nei nostri cieli.

Domande e risposte sui fenomeni aerei non identificati

Anche l'ex presidente americano Barack Obama in una recente intervista sul programma The Late Late Show della Cbs ha affermato che “Esistono filmati e immagini in cui compaiono oggetti nei cieli, che non sappiamo esattamente cosa siano. Le persone prendono ancora seriamente il tentativo di indagare e capire di cosa si tratta”, confermando che le domande sugli Ufo o Uap non sono solo materia per fantascienza. Una prima risposta a queste richieste si trova nelle migliaia di file pubblicati dalla Cia lo scorso gennaio con le segnalazioni sugli Ufo dagli anni Cinquanta a oggi: dalla Cina all'India, dal Brasile agli Usa, dal Regno Unito alla Russia, gli avvistamenti di privati cittadini o di piloti civili o militari non si contano più. Anche in Italia si registrano dal secolo scorso quasi duemila eventi inspiegabili.

Paleoufologia, alla ricerca delle fonti antiche

E se la storia degli Ufo ha inizio nel 1947 con il primo avvistamento ufficiale, quello di Kenneth Arnold, le fonti su strani oggetti nel cielo sono ben più antiche: la clipeologia, o paleoufologia, è una branca dell'ufologia che analizza le testimonianze del passato. Nel I secolo dopo Cristo Tacito parla dell'assedio romano a Gerusalemme con eserciti che si scontravano in aria e “una voce sovrumana” che annunciava la “partenza degli dei”, Seneca racconta di travi luminose nel cielo, Cicerone testimonia un sole che apparve di notte. E poi fiaccole, torce e scudi infuocati e fenomeni celesti vari fino alle navi volanti avvistate nel Seicento e Settecento. Nulla di scientifico, sia chiaro: gli autori antichi spesso definiscono prodigiosi eventi che oggi la scienza spiega con facilità.

 Dischi volanti & Co, una passione letteraria

Gli Ufo possiedono un fascino che va oltre la scienza, tanto che da sempre hanno alimentato una narrativa sterminata. A partire da Luciano di Samosata, siro vissuto nel II secolo dopo Cristo, il primo ad aver raccontato nel suo romanzo “Una storia vera” un avventuroso e fantastico viaggio sulla Luna (ma con la premessa iniziale che avvisa i lettori: nulla di quanto narrato è vero). Dall'antica Siria al Giappone, con "Taketori monogatari", trasposizione letteraria del X secolo di un racconto che aveva come protagonista la Principessa splendente, giovane di straordinaria bellezza arrivata sulla terra dalla Luna, al mondo arabo, con "Le avventure di Bulukiya" narrate nella raccolta "Le mille e una notte".

L'invenzione del telescopio nei primi del Seicento diede un grande impulso alle esplorazioni del cielo e alle speculazioni sulla vita extraterrestre. Nel 1898 "La guerra dei mondi" di Herbert George Wells, poi trasformato in un radiodramma da un altro Wells, Orson, e in un film diretto da Steven Spielberg nel 2005, diede inizio al genere letterario sulle invasioni aliene. Durante il Novecento l'interesse degli scrittori guarda anche altrove: nel 1912 esce "Sotto le lune di Marte" dell'americano Edgar Rice Burroughs dove compare per la prima volta la descrizione degli extraterrestri come omini verdi. In "Un'odissea marziana" di Stanley G. Weimbaun del 1934 gli alieni sono creature pacifiche, in "Cronache marziane" di Ray Bradbury del 1950 si racconta la colonizzazione del pianeta rosso da parte dei terrestri. Arthur Clarke, riconosciuto universalmente come il più grande scrittore di fantascienza di tutti i tempi, firma alcune tra le pietre miliari del genere, tra cui "2001: Odissea nello spazio" (poi diventato un fortunatissimo film diretto da Stanley Kubrick) e "Le guide del tramonto". Nel 1961 l'americano Robert A. Heinlein in "Straniero in terra straniera" racconta di un ragazzo umano che torna sulla terra dopo essere stato cresciuto dai marziani.

Negli ultimi decenni la letteratura sul tema è divenuta ricchissima con racconti, romanzi e saghe che sempre più spesso viaggiano in contemporanea con cinema e serie tv. In letteratura, da sempre, la risposta è univoca: sì, c'è vita oltre la terra.