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"Tutto quello che credete di sapere su di me è falso". Afrodite, la dea dell'amore, racconta la sua verità

Il libro di Galatea Vaglio, appena uscito, svela tutto sulla divinità femminile della vita e della morte che ha attraversato i secoli con i nomi di Inanna, Afrodite, Venere, Maria

Francesca Mulasdi Francesca Mulas   
'Tutto quello che credete di sapere su di me è falso'. Afrodite, la dea dell'amore, racconta la sua verità

“Tutto quello che credete di sapere su di me è falso. Ogni immagine. Ogni idea. Ogni parola”.

Afrodite, divinità che abbiamo incontrato nella mitologia antica, esce dai libri di scuola e prende la parola per raccontarsi: dimentichiamo la bella dea dell'amore, capricciosa e volubile, splendente e sinuosa, nata dal mare come appare nel suo ritratto più celebre, quello di Sandro Botticelli custodito alla Galleria degli Uffizi di Firenze; abbandoniamo l'immagine della creatura delicata e sorridente che dispensa desiderio e amore, ma in fondo inoffensiva. Ecco, lasciamo da parte tutto questo e ascoltiamo la sua storia: "Afrodite, la verità della dea" è il titolo appena arrivato in libreria con Giunti firmato dalla storica e divulgatrice Mariangela Galatea Vaglio.

"Mi avete dimenticata. Mi avete svilita, sminuita, mutilata. Avete ridotto una forza primordiale del cosmo a una favoletta adatta alle vostre case, al vostro piccolo mondo fatto di chiacchiere e di sentimenti preconfezionati. Voi non avete idea di chi io sia realmente. È ora e tempo che qualcuno ve lo ricordi": è Afrodite in persona che parla sin dalle prime pagine del libro, con l'intento di raccontare una storia diversa da quella che la narrazione occidentale (spesso scritta da mani maschili) ci ha lasciato. Galatea Vaglio, triestina, docente, giornalista, autrice di racconti e saggi storici (tra gli ultimi 'Cesare – L’uomo che ha reso grande Roma' e 'I lupi di Roma – Antonio contro Ottaviano', entrambi pubblicati da Giunti) e divulgatrice attraverso le sue pagine Facebook e Instagram Pillole di Storia, rilegge e riscrive i racconti attorno alla dea a partire dalle fonti più antiche, i poemi omerici Iliade e Odissea, e quello di Esiodo, la Teogonia, passando per le tragedie greche di Eschilo, Sofocle e Euripide fino ad autori meno conosciuti Apollodoro e Dionigi di Alicarnasso.

Scopriamo così, grazie a una ricostruzione moderna che scorre attraverso pagine ben scritte e ricche di dettagli, una divinità antichissima e potente capace di attraversare i secoli sin dagli albori dell'umanità: "Il mio impeto vitale era quello che regolava il desiderio, le nascite, le morti, i cicli della natura in qualsiasi forma, da quello della luna a quello mestruale, all’alternarsi di primavera, estate, autunno e inverno. Nulla sfuggiva al mio potere. Il cielo e la terra, la notte e il giorno, la morte e la vita erano un unico anello infinito che si ripeteva senza sosta per mio impulso e sotto la mia supervisione. Il mio soffio permeava l’universo, era il mio stesso respiro". E' l'entità che il Mediterraneo e il continente europeo venerano come Dea Madre, generatrice di forza vitale e dispensatrice di vita e morte, capace di trasformarsi insieme alle comunità che vivevano sulla terra: e così la grande dea della preistoria si incarna in Inanna, la vergine guerriera della Mesopotamia, conosce le altre divinità del cielo, della terra e degli inferi e soprattutto si innamora degli uomini e delle donne, creature imperfette ma capaci di grandi emozioni e di soprese continue.

La sua trasformazione prosegue nei secoli e incontriamo Afrodite, che i Greci ricordano come la figlia di Gea e Urano: la mitologia classica ce la racconta come la dea dell'amore e della bellezza, ma dalle pagine scritte da Vaglio emerge una figura ben più complessa, che non si arrende al ruolo di divinità secondaria, debole e inoffensiva, sovrastata e svilita dagli altri dei dell'Olimpo per la sua passione verso i mortali. Afrodite combatterà sempre contro la prepotenza e i privilegi, il potere maschile che in ogni tempo ha cercato di annichilire le donne e renderle sue schiave anche nella sua sua reincarnazione Venere, protettrice della città di Roma, a cui un suo figlio, Caio Giulio Cesare, destinato a conquistare il mondo, dedicherà il culto di Venere Genitrice. Inanna, Afrodite, Venere, Sofia, Maria è ancora tra noi, leggiamo tra le pagine di Vaglio, è la creatura a cui rivolgiamo le nostre speranze, le nostre preghiere, che ha accompagnato il nostro cammino di uomini e donne da sempre. 

“Così io sono ora, sempre, fra voi, accanto a voi, sopra di voi, come principio, linfa, madre, ispiratrice, amante e amica”: ecco la verità della dea, finalmente.

Francesca Mulasdi Francesca Mulas   

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