La malattia non paralizzerà i sogni. Achille Lauro e l'amico Francesco Venturi affetto da distrofia muscolare.

Arriva in libreria "Tutto su di me", prima opera di Francesco Venturi. Attraverso le rime e la poesia ci racconta la sua vita tra ostacoli e inciampi

La malattia non paralizzerà i sogni. Achille Lauro e l'amico Francesco Venturi affetto da distrofia muscolare.
di Camilla Soru

DMD. Distrofia muscolare di Duchenne.

La distrofia dell’infanzia, quella malattia rara che prende un bambino in braccio e decide che non dovrà più correre. Un malattia a diagnosi chiusa, una di quelle che non ti lascia scampo e prima o poi decide che oltre alle gambe, alle braccia e ai sogni ti paralizzerà anche i muscoli respiratori. La prognosi, terribile, è quella di non riuscire ad andare troppo oltre i 20 anni. Oggi, tra sostegni migliorati e terapie si può certamente fare di meglio. Ma ogni giorno può essere una sorpresa inaspettata, un evento non programmato. Vivere, crescere con una malattia come questa, aggrappati alla speranza e alla ricerca, è una corsa ad ostacoli.

Così, per descrivere la sua vita “di ostacoli e inciampi”, Francesco Venturi ha iniziato a scrivere. Una passione che bussa feroce già dalla prima infanzia e che oggi prende vita grazie alla poesia in un libro delicatissimo dal titolo “Tutto di me”.

"Ho scelto la poesia, poiché l’unico modo per descrivere la mia vita così piena di ostacoli e di “inciampi” è quello di utilizzare un canto, una poetica che sottolinei la bellezza inusuale del mistero di questa esistenza.” Un’esistenza che per Francesco è stata difficilissima sin da bambino quando “mi colpì con una mazza nelle gambe facendomi cadere ogni volta che i miei piedi si poggiavano a terra. Vedevo gli altri correre nel giardino del mio paese, ci provavo, cadevo, mi alzavo e combattevo appoggiando le punte

Oggi la vita di Francesco è in “carrozza” come dice lui “in tutti i modi me ne frego perché sono comodo e con la scusa posso mangiare quanto mi pare, posso evitare l’attività fisica. Sì è vero, sono costretto a stare seduto a causa di questa condizione, però ora sono cresciuto e grazie alle mie rime ho trovato il mio mondo nel quale posso stare solo con me stesso e sputare fuori tutto il dolore e la rabbia repressa

L’immenso dono di questo ragazzo, che non cerca mai compassione “preferisco piuttosto stare antipatico”, ha colpito un altro che con le rime e il canto ha costruito la sua storia. Achille Lauro, il giovane ed eclettico cantante di “Me ne frego”, prossimo alla sua terza apparizione sul palco del Festival, ha curato la prefazione: «Sono perdutamente innamorato delle persone che fermano su fogli di carta i pensieri più nascosti per donarli al mondo, chi sogna l’irreale per poi dipingerlo, chi decide di raccontare la propria storia offrendola a chi la ascolterà». I due si sono conosciuti anni fa e Lauro ha deciso di sigillare con le sue parole l’esordio letterario di Francesco.

Che sia chiaro: a nessuno, nemmeno alla malattia, è permesso paralizzarci i sogni.