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"Le mamme non dormono mai": come vivono bambini e bambine in carcere? Ce lo racconta Lorenzo Marone

Lorenzo Marone scrive uno struggente romanzo corale, un cantico degli ultimi che ci interroga su cosa significhi davvero essere liberi o prigionieri

Claudia Sarritzudi Claudia Sarritzu   
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«Miriam tornò ai suoi panni, e tolse l'aria dai polmoni con uno sbuffo. Il sole mattutino s'affaccendava a portare un po' di calore, permetteva ai bambini di restare fuori a giocare, ma proiettava l'ombra delle sbarre sulla parete alla sua destra, sezionava il muro come fosse una scacchiera. S'appese alle spranghe e allungò l'esile collo, come a voler uscire da lí, lei cosí minuta, e si ritrovò sulle punte senza volerlo, da dietro pareva un puma pronto a spiccare il balzo. Pensò di andarsi a riprendere quel figlio cretino che a quasi dieci anni si lasciava sfottere da una mocciosetta e manco lo capiva. Invece vide qualcosa d'inaspettato, vide la bambina ridere ancora per le parole del suo Diego, e però subito dopo vide anche il viso di lui aprirsi in un gioioso sorriso, e poi in una fragorosa risata che liberò farfalle, una risata per lungo tempo attesa, che le tolse l'ombra dalla faccia e la spinse a donare al cielo, alle nuvole dense che soffocavano quel carcere tra i monti, un moto appena percettibile di labbra».

I libri sono belli spesso più per come sono scritti che per quello che raccontano. Non potevamo prescindere dalla scrittura di Lorenzo Marone dunque per raccontarvi Le madri non dormono mai edito da Einaudi che ci racconta la realtà degli Icam, unici in Europa. Sigla che significa Istituto a custodia attenuata per detenute madri. Unici perché in nessun altro Paese i bambini e le bambine finiscono con le madri in un carcere, perché le sbarre ci sono e la libertà non esiste.

"Le celle sono mini appartamenti, le guardi non hanno la divisa né armi, si passano più ore nel cortile ma le finestre hanno ugualmente le inferriate. Ho visitato l'Icam di Avellino e ho pensato subito di scriverci una storia, quella di Diego, Miriam e tanti altri piccoli innocenti che scontano le pene delle proprie madri".

Diego ha nove anni ed è un animale senza artigli, troppo buono per il quartiere di Napoli in cui è cresciuto. I suoi coetanei lo hanno sempre preso in giro perché ha i piedi piatti, gli occhiali, la pancia. Ma adesso la cosa non ha piú importanza. Sua madre, Miriam, è stata arrestata e mandata assieme a lui in un Icam, un istituto a custodia attenuata per detenute madri. Lí, in modo imprevedibile, il ragazzino acquista sicurezza in sé stesso. Si fa degli amici; trova una sorella nella dolce Melina, che trascorre il tempo riportando su un quaderno le «parole belle»; guardie e volontari gli vogliono bene; migliora addirittura il proprio aspetto. Anche l'indomabile Miriam si accorge con commozione dei cambiamenti del figlio e, trascinata dal suo entusiasmo, si apre a lui e all'umanità sconfitta che la circonda. Diego, però, non ha l'età per rimanere a lungo nell'Icam, deve tornare fuori. E nel quartiere essere piú forte, piú pronto, potrebbe non bastare.

In questa breve video intervista l'autore che è nato a Napoli, dove vive, nel 1974 ci racconte che nella sua terra ci sono quartieri che però imprigionano i più piccoli di più di certi carceri. Questo perché negli Icam c'è lo Stato, fuori no. C'è un vuoto di giustizia e attenzione verso i più fragile.

Ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi 2015, Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto - Città di Cave 2016), che ha ispirato il film La tenerezza, diretto da Gianni Amelio; La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi 2016, Premio Como 2016), da cui è stato tratto il film omonimo; Magari domani resto (Feltrinelli 2017, Premio Selezione Bancarella 2017); Un ragazzo normale (Feltrinelli 2018, Premio Siani 2018); Tutto sarà perfetto (Feltrinelli 2019), La donna degli alberi (Feltrinelli 2020, Premio Prata 2021) e il saggio Cara Napoli (Feltrinelli 2018). Per Einaudi ha pubblicato Inventario di un cuore in allarme (2020) e Le madri non dormono mai (2022). Nel 2021 ha pubblicato il racconto Il bosco di là all'interno della collana «Il bosco degli scrittori» di Aboca Edizioni. Ha una rubrica domenicale, «I Granelli», su «la Repubblica» di Napoli, e collabora con «tuttolibri». È tradotto in diciassette Paesi.

Claudia Sarritzudi Claudia Sarritzu   
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