Quali misteri nasconde il cosmo? Tre astrofisici raccontano "L'universo su misura"

Come nasce l'energia solare? Perché esiste la materia? Da dove arriva la vita? Se fino a oggi queste domande sembravano astruse finezze da scienziati oggi abbiamo gli strumenti per capire facilmente le regole che governano la nostra esistenza

La stazione spaziale internazionale
La stazione spaziale internazionale

Come nasce l'energia solare? Perché esiste la materia? Da dove arriva la vita? Se fino a oggi queste domande sembravano astruse finezze da scienziati oggi abbiamo gli strumenti per capire facilmente le regole che governano la nostra esistenza. Uno di questi è appena approdato in libreria per Rizzoli: si intitola "L'Universo su misura: viaggio nelle incredibili coincidenze cosmiche che ci permettono di essere qui", ed è la nuova fatica di Filippo Bonaventura, Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio, giovani astrofisici con la passione della divulgazione.

Matteo Miluzio, Filippo Bonaventura e Lorenzo Colombo

Siamo della stessa sostanza di cui è fatto il cosmo.

Il tema può spaventare, ma i tre riescono con le trecento pagine del libro nell'ambiziosa impresa di spiegare le questioni più complesse, dalla divisione dell'atomo alla composizione del sole, dal principio antropico all'interazione elettromagnetica. Bonaventura, Colombo e Miluzio non sono nuovi alle sfide: da anni gestiscono una fortunatissima pagina Facebook, "Chi ha paura del buio", seguita da oltre 323 mila persone, e un anno fa hanno dato alle stampe "Se tutte le stelle venissero giù". "L'Universo su misura" è la nuova affascinante tappa di un viaggio verso la conoscenza, agile strumento per addentrarsi nei segreti della fisica e dell'astrofisica a partire dalle più piccole particelle fino a raggiungere pianeti, galassie, sistemi planetari e l'universo intero.

Un universo a misura d'uomo

Un viaggio per temi: si parte dal cosiddetto principio antropico, espressione creata nel 1973 dal fisico australiano Brandon Carter che per primo parlò della nostra posizione nell'universo "inevitabilmente privilegiata". "L'idea è talmente semplice – scrivono Bonaventura, Colombo e Miluzio – da sembrare quasi ovvia: se siamo qui a osservare l'universo, è perché ci troviamo in una posizione compatibile con la nostra stessa esistenza, quindi in qualche modo speciale".

Se ci fossero anche variazioni minime nelle forze che regolano l'universo, la nostra vita qui non sarebbe così semplice: basterebbe che la forza gravitazionale, quella elettromagnetica o quella nucleare agissero diversamente per cancellare il mondo come lo conosciamo e per frenare ogni possibilità di crescita e sviluppo di forme di vita intelligente. Senza dimenticare l'infinitesimo posto che occupiamo nel sistema universale, i tre astrofisici analizzano le “incredibili coincidenze cosmiche” che ci hanno permesso di vivere sul pianeta terra e farlo con coscienza: temperatura, luce, calore, acqua e aria, se anche una sola delle leggi cosmiche fosse diversa, non esisterebbero. E se fino a poco tempo fa pensavamo che "i fenomeni cosmici riguardassero solo supernovae, quasar, nichi neri - scrivono ancora gli autori - che il cosmo fosse fatto solo di nebulose, stelle e ammassi di galassie", grazie a questo libro ci accorgiamo che è fatto anche di noi, come "risultato di precise leggi fisiche, le stesse che regolano l'universo intero". E dunque, "tentare di capire il cosmo significa tentare di capire cosa siamo noi e cosa ci facciamo qui".

L'accelleratore di particelle del Cern di Ginevra

Dagli atomi alle stelle, un argomento che affascina.

Il libro analizza poi le quattro interazioni fondamentali dell'universo, gli atomi, la materia oscura, le dimensioni dello spazio, le origini dell'universo e infine il senso stesso dell'universo: ogni pagina scorre con spiegazioni semplici supportate da esempi tratti dal nostro quotidiano.

Il tema, fino a qualche anno fa confinato nei laboratori di ricerca e nei corridoi delle accademie, oggi affascina sempre di più: "L'astronomia incuriosisce e attira molte persone, anche totalmente profane, perché lo spazio esercita un fascino innato, andando inevitabilmente a toccare corde molto profonde in ciascuno di noi – ci ha detto Filippo Bonaventura - Per questo motivo l'astronomia è una 'porta d'ingresso' nel mondo della scienza, un modo molto efficace per fare avvicinare le persone alle questioni scientifiche. Quello che ci contraddistingue rispetto ad altri progetti di divulgazione sui social è che coniughiamo la passione con il rigore scientifico, nel tentativo di familiarizzare il nostro pubblico con il modo di ragionare tipico della scienza. In questi decenni l'astronomia è diventata abbastanza matura per poter affrontare alcune delle domande esistenziali che prima erano appannaggio esclusivo della filosofia e della religione".