Premio Strega, ha vinto Emanuele Trevi e ora proviamo a spiegarvi perché è cosa buona (e giusta)

La vittoria spetta a un libro che tiene in vita coloro che abbiamo perso: la liturgia necessaria che un virus ci ha tolto

Premio Strega, ha vinto Emanuele Trevi e ora proviamo a spiegarvi perché è cosa buona (e giusta)

Lo Strega 2021 va a Emanuele Trevi. Era lo scrittore romano il favorito e la conferma è arrivata ieri in tarda serata dal Ninfeo di Valle Giulia, il luogo simbolo del Premio che festeggia 75 anni in nome della cultura. Una vittoria che è forse più un omaggio alla carriera di Trevi che al suo romanzo, perché "Due vite" (Neri Pozza), seppur così lirico e struggente, è come un figlio minore nella parabola letteraria di Trevi. Un libro intimo come una confessione, simbolico come una preghiera, in cui con un esorcismo analitico più che autoriale, Emanuele si trasforma in Orfeo per resuscitare, riportare in vita i suoi amici di sempre, Rocco Carbone e Pia Pera, scomparsi troppo presto. Tre vite, nella realtà, intimamente connesse.

Uno scrittore che omaggia due scrittori: all'apparenza una trama debolissima. E invece l'opera di Trevi che mescola biografia, ricordi, fantasie, riflessioni, citazioni colte e calembour privati è un omaggio non solo all'amicizia ma alla necessità della liturgia funebre che attraverso la memoria restituisce respiro a coloro che abbiamo amato. Citare i morti, come atto estremo per tenerli in vita e mantenersi vivi nonostante il lutto, il senso di vuoto, il dolore. Mai tanto necessario proprio ora, proprio qui, quando un virus ci ha costretto a fare i conti con la nostra finitezza. "La scrittura - spiega Trevi - è un mezzo singolarmente buono per evocare chi se n'è andato. Consiglio a chiunque abbia nostalgia di qualcuno di fare lo stesso: non pensarlo ma scriverne”. Così le figure evanescenti che ritroviamo nei sogni, nei pensieri riprendono solidità e materia.

Trevi racconta il "suo" Rocco Carbone, scrittore e critico letterario, proprio come lui, quel carattere di spigoli e furie, talvolta difficile da sopportare. Il contrario di Pia Pera, geniale, lieve, meravigliosa creatura tra giardini e letteratura russa, traduttrice di fama, inventrice degli Orti di Pace, che seppe trasformare l'amore per la botanica e la natura in una forma di poesia. A proposito di questa relazione a tre, priva dell'Eros carnale, l'autore ha detto: "Ho pensato che noi viviamo nel tempo, che il tempo è irreversibile, che perdiamo le cose, ma anche che quello che io, Rocco e Pia ci siamo detti e dati resiste da qualche parte". E' un libro "ibrido" questo di Trevi, volutamente contaminato tra generi. Un libro edito da una casa editrice indipendente. Ed anche questo è un merito: perché è una controtendenza nel mondo dei marchi e segna, crediamo, una nuova strada anche per l'editoria.

Arrivano poi gli altri. A cominciare da Donatella Di Pietrantonio con Borgo Sud (Einaudi), romanzo notturno, scrittura alta, potente, una sorta di seguito dell'Arminuta, ma più buio: la storia di due sorelle diversissime tra loro in un crescendo di incomprensioni, rabbia e livori. Di Pietrantonio che nella serata vippissima e regimentata dello Strega mostra sul palmo della mano, sorridendo, un appello per il DDl Zan. Evviva. Abbiamo bisogno di intellettuali che vogliano dire la loro in questo tempo confuso. Gente capace di schierarsi e combattere battaglie di civiltà.

Tre le donne in cinquina: oltre a Di Pietrantonio, Edith Bruck e Giulia Caminito. Bruck che con Il pane perduto (La nave di Teseo) ha vinto lo Strega Giovani 2021 è testimone della Tragedia in assoluto. Una voce monumentale che continua a esplicitare l'Orrore dell'Olocausto. Ha detto Edith: "Raccontare e testimoniare ciò che è stato è importante. Perché l’indicibile che abbiamo vissuto riguarda più gli altri che noi. Racconto la mia storia non per me, ma per il futuro dei ragazzi".

Caminito, la più giovane della cinquina, con L'acqua del lago non è mai dolce (Bompiani), ha dimostrato sapienza e scrittura, una voce nuova da ascoltare anche nel Campiello. Certo, le avrebbe giovato un editing più stretto, più determinato per gestire i gorghi che nascondono le acque ferme. Tuttavia i suo libro ha molti pregi, non ultimo quello di coinvolgere assai chi legge.  Di lei vale dire inoltre che è anche autrice di una ricerca sulla presenza delle donne alle finali dello Strega, dal '47 a oggi.

Bello anche il sofisticato romanzo di Andrea Bajani, expat che ora vive in America e che con Il libro delle case (Feltrinelli) affronta il tema più contemporaneo. Quello dell'abitare in tempi pandemici. Vanno citati, sull'onda, "La filosofia della casa" di Emanuele Coccia, uno degli intellettuali contemporanei più eclettici, o "Atlante delle case maledette" di Francesco Bianconi, leader dei Baustelle.

Nonostante la competizione, il clima tra i contendenti è parso sereno. Trevi ha avuto un ascesso ed è stato curato da Di Pietrantonio che è dentista pediatrica, tutti e cinque hanno attraversato in un tour il Paese e in fondo, alla fine, hanno sorriso e applaudito quando sulla mitica lavagnetta sono apparse le preferenze dei 589 votanti sui 660 aventi diritto al voto: i lettori all'estero di 30 Istituti italiani di cultura, i lettori forti scelti dalle librerie indipendenti e i voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra i quali i circoli istituiti dalle Biblioteche di Roma.
La serata condotta su Rai3 da Geppi Cucciari si è conclusa con la tradizionale bevuta del liquore giallo per eccellenza. Quello che "al primo sorso affascina, al secondo Strega", come recitava una vecchia pubblicità. Speriamo sia lo stesso effetto che ogni libro comprato possa e sappia provocare in chi non molla e si ostina a leggere.

La votazione
Primo Emanuele Trevi con 187 voti per "Due vite" (Neri Pozza)
Seconda Donatella Di Pietrantonio con 135 voti per "Borgo Sud" (Einaudi)
Terza con 123 voti Edith Bruck per "Il pane perduto" (La Nave di Teseo)
Quarta con 78 voti Giulia Caminito per "L’acqua del lago non è mai dolce" (Bompiani)
Quinto Andrea Bajani con 66 voti per "Il libro delle case" (Feltrinelli)