Carə insegnanti, quest'anno fate la rivoluzione: insegnate una nuova Odissea raccontata dalle donne

Nel libro di Marilù Oliva "L'Odissea raccontata da Penelope, circe Calipso e le altre", sono le donne a cantare le peregrinazioni dell’eroe inquieto, ciascuna protagonista di una tappa della grande avventura.

Carə insegnanti, quest'anno fate la rivoluzione: insegnate una nuova Odissea raccontata dalle donne

Chissà se le combattenti curde, quelle ragazze che si resero protagoniste del De re militari del terzo millennio in Siria, con i loro turbanti sgargianti che sfondavano gli schermi e l'attenzione di tutti e sconfiggevano in prima linea i miliziani dell'Isis, hanno influenzato i destini letterari di Pat Barker, Madelina Miller e Marilù Oliva. 

Io voglio immaginare che in qualche modo l'attualità abbia spinto queste tre magnifiche scrittrici a raccontarci i grandi Poemi da un punto di vista diverso. L'occhio della donna. La sua voce. Il suo cervello. 

Oggi parliamo della Storia delle storie, quella che include tutte le altre mai create da uomini e donne nei secoli dei secoli. Prima solo cantate, poi in seguito anche scritte. Nessuno ha più inventato nulla dopo l'Iliade e l'Odissea. Abbiamo soltanto rievocato. Ecco, la letteratura dell'Occidente è rievocazione dei suoi vecchi poemi. A volte di un pezzetto, a volte di molti pezzi di queste due enormi opere, l'unica invenzione è come intrecciamo i fili, ma i fili sono gli stessi. Opere senza un autore o autrice certi, ma che ci hanno segnati tutti dal primo all'ultimo. Marchi di fabbrica che ancora ci portiamo dietro, tatuaggi sulla pelle. Pensiamo, lottiamo, amiamo, ci arrendiamo, abbiamo coraggio e paura come i protagonisti di Omero. Siamo ancora gli stessi piccoli uomini, grandi eroi e dei vanitosi. 

Senza l'Iliade e l'Odissea non ci sarebbe stata l'Europa di oggi. Tutti noi saremmo altri individui con altri sogni e altre paure.

E in fondo non ci è mai davvero importato neanche capire chi fosse il creatore o la creatrice, perché le abbiamo inventate noi. Sono la nostra Bibbia laica, ciò che continua a raccontarci dopo centinaia di anni. Lì dentro c'è tutto il male e il bene del mondo, i brutti e i cattivi, i Kalos kay Agathos (belli e buoni), c'è l'amore eoico e quello vile. C'è la prepotenza e la pietà molto prima che la chiesa fingesse di inventarsela. C'è la fragilità umana, la rabbia e l'orgoglio, la ragione e il sentimento, il coraggio e il pregiudizio, ma anche uomini che piangono, donne che combattono. Se facciamo un'operazione di contestualizzazione, i poemi omerici sono molto meno maschilisti di tanta letteratura contemporanea. 

L’Odissea non è la storia del viaggio di un uomo: è la storia d’amore di molte donne. Ha ragione Marilù Oliva che ne "L'Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre" (Solferino), con la sua solita scrittura delicata e gentile dà voce a queste straordinarie protagoniste: "Alcunə dalla mia Odissea si aspettavano una rilettura rivoluzionaria dal punto di vista delle donne, qualcosa che ribaltasse le prospettive. Non era quello il mio obiettivo. Non stavolta. Mentre Madeline Miller (con cui non voglio confrontarmi ma alla quale tante volte sono stata accostata e che adoro) ha attuato una meravigliosa, competente rivisitazione, io volevo solo riscrivere l'Odissea mantenendomi fedele a Omero e mettendo in risalto la narrazione femminile, perché anche ricordare la stessa, in un mondo maschiocentrico come quello epico, è importante e credo che questo messaggio alla fine sia arrivato, soprattutto nelle scuole, dove il libro viene adottato. Le mie donne non stanno dietro a Ulisse. Sono davanti all'eroe, in piedi (e lui in ginocchio), quando non sopra, come fa Atena, che vigila dall'alto. Ho cercato di evidenziare la loro forza anche quando era dolcezza, la loro potenza, ma non le ho interpretate, non era questa l'operazione cui ambivo e non perché la snobbassi". 

C’è Calipso, che, avvinta dalle sue stesse reti di seduzione, si innamora di Ulisse ma deve lasciarlo andare. C’è Euriclea, la nutrice che lo ha cresciuto, e ci sono le Sirene, ciecamente decise a distruggerlo. C’è Nausicaa, seduttrice immatura ma potente, che non osa nemmeno toccarlo. C’è Circe dominatrice, che disprezza i maschi finché non ne incontra uno diverso da tutti gli altri. E naturalmente c’è lei, Penelope, la sposa che non si limita ad attendere il marito, ma gli è pari in astuzia e in caparbietà.

In questo libro, sono loro a cantare le peregrinazioni dell’eroe inquieto, ciascuna protagonista di una tappa della grande avventura, ribaltando la prospettiva unica del maschile nella polifonia del femminile: che conquista, risolve, combatte. Alle loro voci fa da controcanto quella di Atena, dea ex machina, che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo.

In un curioso e riuscito alternarsi di punti di vista, torna in vita e vibra di nuovi significati un classico immortale, in una narrazione che vola alta sulla varietà e sulla verità dei sentimenti umani.

Care e cari insegnanti, adottate una nuova versione dei Poemi, insegnate ai vostri e vostre giovani la parità, ridando voce e dignità anche alle figure letterarie che abbiamo tenuto ai margini, raccontando una cultura maschile scritta dai maschi per i maschi. C'è la metà del mondo che da millenni aspetta di essere raccontata.

Anzi, aspetta una cosa più importante: potersi raccontare da sé.

Marilù Oliva è scrittrice, saggista e docente di lettere. Ha scritto due thriller e numerosi romanzi di successo a sfondo giallo e noir. Ha co-curato per Zanichelli un’antologia sui Promessi Sposi, e realizzato due antologie patrocinate da Telefono Rosa, nell’ambito del suo lavoro sulle questioni di genere. Collabora con diverse riviste ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero.