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Houellebecq, lo scrittore francese più controverso, finisce suo malgrado in un video a luci rosse. E scrive un libro

Uscirà il 26 maggio l'ultima opera dell'autore che ha raccontato anche le più eccessive fantasie sessuali e che ora si trova vittima di un team di pornografi

Daniela Amentadi Daniela Amenta   
Houellebecq, lo scrittore francese più controverso, finisce suo malgrado in un video a luci rosse. E scrive un libro

Genio, fascista, misantropo, razzista, talento, profetico, rockstar, misogino, catastrofista, deprimenente, anarchico di destra. Michel Houellebecq è stato definito in ogni modo, tutto e il suo opposto. Ci sta, va bene, perché nelle moltitudini dell'iper celebrato autore francese convivono tante delle schizofrenie di una società confusa, alla deriva, violenta e insoddisfatta che lo scrittore racconta, soppesa, descrive. In questo è oggettivamente insuperabile: nell'analisi feroce in cui le premonizioni sulla realtà politica, culturale e sociale non sono magie ma sguardi. Sguardi ipermetropi di chi sa vedere e quindi pre-vedere. Romanziere, poeta e saggista, Houellebecq ha pubblicato, tra l'altro, Le particelle elementari (1999), Estensione del dominio della lotta (2000), La possibilità di un'isola (2005), La carta e il territorio (2010), con cui ha vinto il premio Goncourt, Sottomissione (2015) e Serotonina (2022).

Personaggio urticante, da alta classifica e di tendenza, che si concede poco ma bene, che divide e fa discutere. Una rockstar, appunto. Ora, semmai, il problema di monsieur e di noi lettori è capire dove inizi lo scrittore e finisca l'uomo, o il contrario. Il marketing che gira attorno ai suoi best seller - annota sapientemente la filosofa Judith Revel - lo ha "trasformato a sua volta in personaggio letterario attraverso la moltiplicazione delle dichiarazioni che alimentano la certezza dell’identità tra l’autore e le sue creature di carta". E non è un caso che molti dei personaggi narrati dall'autore si chiamino "Michel", come lui, un'identità onomastica certamente non accidentale.

Il lungo preambolo è necessario per tentare di inquadrare l'ultimo libro "Quelques mois dans ma vie' ('Qualche mese nella mia vita') che esce il 26 maggio in contemporanea in Francia e in Italia rispettivamente per Flammarion e per la Nave di Teseo (pagg. 112, euro 15, traduzione di Milena Zemira Ciccimarra). Questi "mesi" non sono stati semplici per l'autore. Intanto ha fatto un piccolo bagno di umiltà e chiesto scusa ai vertici della Moschea di Parigi con cui ha polemizzato pesantemente (d'altra parte a suo tempo aveva bollato l'islamismo come una religione "per stupidi") per poi aggiungere in una recente intervista al Corriere della Sera che "il problema non sono i musulmani ma i delinquenti". "Non volevo offendere, ma mettere in guardia contro il pericolo che una piccola minoranza di loro, gli islamisti jihadisti, potessero provocare una reazione violenta, attentati in stile Bataclan (...) che rischiano di portare la Francia alla guerra civile". E poi c'è un'altra storia, quella per cui monsieur è finito in Tribunale denunciando il regista olandese Stefan Ruitenbeek. Ecco, se non ci fossero carte bollate e giudici potrebbe sembrare un'altra trama a la Houellebecq, il controverso, geniale romanziere che non ha mai fatto mistero delle proprie "eclatanti" fantasie sessuali e di una notevole passione per la pornografia. Ruitenbeek è a capo di Kirac (Keeping It Real Art Critics), dal 2016 realizza video, pubblicati sulla propria piattaforma, in cui personalità del mondo dell’arte giocano un ruolo di primo piano in situazioni spesso compromettenti.

Il collettivo Kirac in un video su YouTube spiega che "Michel Houellebecq sarebbe dovuto partire in luna di miele in Marocco. Per l’occasione la sua giovane moglie Qianyum Lysis Li aveva avuto la premura di «organizzare in anticipo un giro di prostitute», come da desiderio del consorte. Ma «tutto è andato a monte»: la coppia, per il timore di diventare il bersaglio di gruppi islamici, ha deciso di rinunciare al viaggio. La delusione è stata tuttavia sanata dall’intervento di Stefan. Che ha magnanimamente informato lo scrittore francese di conoscere molte ragazze ad Amsterdam che sarebbero andate a letto con lui «per curiosità». Poteva metterle in contatto con lo scrittore, ma a una condizione: quella che i rendez-vous venissero filmati". Detto e fatto. L'autore più amato di Francia, e la sua terza giovane moglie, finiscono a letto con una bellissima prostituta, Jini van Rooijen, e si lasciano riprendere. "Credevamo che le immagini fossero destinate al suo account Onlyfans, una cosa privata. Quando ho capito che era pubblico e a pagamento, ho negato l’assenso». Però c'è anche un contratto firmato - "ma ero ubriaco e triste, non l'ho letto con attenzione" - si difende ora lo scrittore che spiega a Repubblica di essersi sentito quasi stuprato: "Mi sono fidato di gente senza scrupoli. Di questo mi vergogno, ho abbassato la guardia. Mi sono fatto turlupinare".

Nel libro in uscita i co-protagonisti si chiamano Lo Scarafaggio, l’Oca, la Troia, la Vipera e naturalmente si attendono già le file in libreria. Certo è che questa vicenda a luci rosse sembra quasi un sorta di contrappasso per Michel Houellebecq e la sua esegesi di coiti infiniti anche a 67 anni, quando appare stanco, invecchiatissimo e provato. La vendetta dei pornografi di professione - altro che chiacchiere narrative -, delle proprie distopie sessuali e anche di quelle donne che ha descritto ora come "virago rovinate dal femminismo" oppure come creature così remissive e compiacenti da pianificare perfino un tour sessuale per il proprio maritino depresso. Una storiella in fondo modesta e perfino un po' triste per una rockstar dalla penna come un bisturi, l'uomo narrante che da una vita surfa tra eccessi e provocazioni.

(Le foto sono fermi immagine del trailer pubblicato da Kirac)

 

Daniela Amentadi Daniela Amenta   

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