Come sta la 194, la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza? La risposta è da non credere

Per saperlo avremmo bisogno dei dati, ma quelli della relazione di attuazione del Ministero della salute sono chiusi, aggregati per regione e vecchi.

Per fortuna esistono le persone pazienti e i libri utili, come questo che vi proponiamo oggi.

Immaginate di voler sapere se in un ospedale si eseguono le interruzioni volontarie della gravidanza, perché non in tutti gli ospedali si può abortire, quanti ginecologi ci sono e quanti di questi sono obiettori di coscienza. È possibile? Non proprio.

Un’indagine su 180 strutture sanitarie dimostra l’impossibilità di ottenere open data e trasparenza sull’applicazione della legge 194, la legge appunto sull'interruzione di gravidanza. Lo studio è stato condotto dalla docente di Storia della medicina, Chiara Lalli, e da Sonia Montegiove, informatica e giornalista, che per Fandango hanno pubblicato Mai Dati!

Abbiamo chiacchierato proprio con Sonia Montegiove che ha spiegato: "Ottenere risposte non è stato facilePer avere delle risposte abbiamo dovuto inviare centinaia di pec alle strutture, ma questi dati dovrebbero essere a disposizione di ogni cittadino. Parliamo semplicemente dell'accesso civico generalizzato. Ma non tutte le strutture ci hanno fornito i dati. Alcune hanno risposto dopo dopo aver chiamato in causa il responsabile trasparenza e anticorruzione.

Quindi? "Alla fine sono stati raccolti dati ufficiali dal 60% delle strutture interpellate. Non è tantissimo ma abbiamo raggiunto l’obiettivo di dimostrare quanto sia difficile ottenere open data sull’applicazione della legge, non fosse altro che per attuare la data governance e applicare correttivi alle norme laddove si ritenessero eventualmente necessari".

Dunque che fare? O avete un amico medico, meglio se in buoni rapporti con la direzione sanitaria di quell’ospedale, oppure potete provare a telefonare o a mandare una email, ma in questo caso potrebbe volerci molto tempo e non è nemmeno detto che riuscirete a ottenere questa informazione.

Perché le Asl o i singoli ospedali spesso elencano scuse burocratiche e amministrative e difficoltà nel recuperare i dati. Ecco perché Mai Dati, perché i numeri delle singole strutture non ci sono o si trovano solo con molta fatica.

"Abbiamo bisogno di una mappa dettagliata e aggiornata, disegnata a partire da dati aperti e ufficiali. Li abbiamo chiesti, ce li hanno mandati (non tutti). Abbiamo bisogno di questi dati sui quali non dobbiamo fare ipotesi magiche o essere costrette a verifiche complicatissime. Speriamo che tutti questi (mai) dati si possano trovare presto e facilmente sui siti istituzionali. Senza bisogno di una caccia al tesoro".