Letizia Battaglia, la fotografia e la gentilezza: "Dopo tante immagini nere ora cerco il bello"

Ha guardato in faccia i mafiosi in manette. Ha fotografato morti ammazzati e scene di miseria estrema e sofferenza, ma anche la vita quotidiana, le feste, i momenti felici della sua Palermo. A 86 anni, dopo tante immagini drammatiche e nere, Letizia Battaglia, palermitana, considerata la più grande fotogiornalista italiana, premiata in tutto il mondo per il suo impegno professionale e il suo occhio sempre attento a catturare tutti gli aspetti della vita, dalla cronaca al momenti più semplici del quotidiano, è oggi in cerca della gentilezza: come quella che si scorge in un angolo di Neoneli, piccolo borgo in provincia di Nuoro dove si è appena concluso Licanìas, il festival di parole, arte e paesaggi alla sua quinta edizione. Battaglia è stata invitata dall'amministrazione comunale che organizza l'evento e dal direttore artistico Alessandro Marongiu per raccontare "Mi prendo il mondo ovunque sia. Una vita da fotrografa tra impegno civile e bellezza", biografia scritta a quattro mani con la giornalista Sabrina Pisu pubblicata pochi mesi fa da Einaudi. 

E' qui che l'abbiamo incontrata per una chiacchierata su cronaca, bellezza, femminismo e tenerezza. Prima di avviare la registrazione si assicura che si veda bene il vicolo, le vecchie case in pietra su cui si affaccia prepotente un groviglio di rampicanti verdissimi.

"Accanto a questo incubo che era la mafia ho fotografato anche cose belle, per me e tanti altri che volevamo un mondo migliore e più gentile. Sono segnata da quello che ho visto, ma c'è anche la vita, le donne, i bambini e le bambine, i fiori, la banale bellezza che tanto ci conforta". 

Letizia Battaglia

Letizia Battaglia, che per decenni, da quando ha iniziato a lavorare con L'Ora e poi come free lance a Milano, è stata l'unica fotografa in un mondo di uomini, ha testimoniato con la sua stessa vita la ribellione al patriarcato, a un modello familiare che vedeva le donne relegate in casa. Oggi però si dichiara "arrabbiata con le donne": "Le donne dovrebbero andare a gestire il potere con gli uomini, candidarsi alle cariche pubbliche, sporcarsi e rischiare e farlo in un modo diverso. Quelle che oggi occupano posti di rilievo lo fanno come lo fanno gli uomini adeguandosi a una cultura maschile. Che è meno generosa di quella femminile, perché gli uomini sono meno generosi delle donne". 

"Cosa mi emoziona, mi colpisce oggi? - ha concluso - Sono alla ricerca della tenerezza, ricevere e dare tenerezza, sarà banale ma dopo tante schifezze ora cerco questo".