Piercing, tatuaggi e look all black: la rivoluzione (oscura) di chi ha scelto il dark come gesto di libertà

Si intitola "L'onda nera" il saggio di Giacomo Pisano. Un omaggio al mondo del gotico tradotto in ogni sua forma: arte, letteratura, moda e naturalmente musica

Piercing, tatuaggi e look all black: la rivoluzione (oscura) di chi ha scelto il dark come gesto di libertà

L'autore "veste di nero dal 1986 perché la fase di ribellione non è ancora terminata". E' un concetto semplice ma decisivo per approcciare un saggio che racconta, attraverso una lente culturale multiforme, sfaccettata e molto personale, un genere che è in realtà uno stile di vita. Il libro pubblicato da Milieu si intitola "L'onda nera - 40 anni di (contro) cultura dark" (pagg. 151, euro 15,90, con prefazione della sociologa Ester Cois). Lo ha scritto Giacomo Pisano, giornalista, inventore della rivista Nemesis Magazine, animatore di infiniti progetti artistici, un'anima "scura" che si muove in piena libertà nel nitore accecante di Cagliari, città di bianchi assoluti che, per contrappasso, possiede zone d'ombra replicate nel tempo attraverso rituali al limite del misterico. Non è un testo didascalico questo di Pisano, tutt'altro. Non troverete la solita lista di band e musicisti che hanno segnato - e segnano - indomite sequenze di generazioni. C'è la musica, certo, dentro "L'onda nera" ma è uno degli aspetti di un immaginario mercuriale, complesso.

 Giacomo Pisano ce lo indica partendo dall'arte. E non è casuale visto che è laureato in archeologia medievale. Dice: "L'amore per questo periodo storico ha di sicuro giocato un ruolo nella creazione del mio immaginario. E' tempo pieno di scoperte straordinarie in campo medico e scientifico ma malvisto per via di superstizioni e paure nel pensiero comune. Alla fine ciò che ho cercato di fare con questo libro è proprio sottolineare gli stereotipi che non ci consentono di aprire la mente e che ci costringono a pensare per schemi non veritieri".

E in effetti l'obiettivo del saggio è scardinare ogni tipo di pregiudizio su ciò che è bello, buono, accettabile, "normale". Arte, quindi, dalle visioni demoniache di Bosch al dipinto più iconico - "L'abbazia del querceto" di Caspar David Friedrich del 1810 -, passando per la letteratura "maledetta" di Baudelaire e il crepuscolarismo italiano di Gozzano e Corazzini, fino al cinema orrorifico e potente degli anni Venti e Trenta, con capolavori come Dracula, Nosferatu, La Mummia. I mostri sono tra noi, ma spesso siamo noi a cullarceli dentro, come "dark side" delle nostre private lune. Da questo formidabile humus, ribollente, inquietante, nascono suggestioni, correnti. Il look - il total black, le citazioni drammatiche, la cipria come biacca, le labbra rosso fuoco - è solo l'apparenza dell'involucro ma diventa una sorta di divisa per conoscersi/riconoscersi oltre l'insopportabile mondo del buon senso. La forma diventa cioè essenza, e dunque espressione.

Pisano, che è un gran conoscitore di moda e body art, parla "dei codici estetici come di un linguaggio non verbale che affida a determinati capi o accessori il compito di rappresentare un ruolo". Dragando tra cronaca, eventi, suggestioni e riflessioni culturali, arriviamo dritti alla musica dark, nata sull'onda del post punk nell'Inghilterra degli anni 80, quando il ribellismo del no future lascia spazio ad altre forme di protesta, più sofisticate, sotterranee. E' la genia del Batcave, il club londinese di Soho, dove muovono i primi passi Robert Smith dei Cure, Alien Sex Fiend, Specimen, Sex Gang Children, Skeletal Family, Siouxsie Sioux la regina dei Banshees.

 

Lady F. foto di Valeria Spiga

 

Sono i primordi del "goth", il gotico che non è soltanto movimento sonico, ma è molto e assai di più. Pisano fa risalire l'etimo alla popolazione dei Goti, barbari germanici, distruttori delle vecchie tradizioni, quindi innovatori ante litteram rispetto ai canoni precostituiti. Per quanto mi riguarda, invece, opto per la spiegazione di Fulcanelli, l'occulto autore de "Il mistero delle cattedrali", per cui gotico equivale ad argotico, ovvero un linguaggio fatto di codici riservato a una setta di illuminati. I simboli delle chiese gotiche - le statue, le spirali, i mostri, le Gargoyles di Notre Dame - somigliano ai piercing, al lattice, ai tatuaggi di un popolo che comunica attraverso segni per dimostrare che la differenza è virtù. Che usa il proprio corpo come espressione d'arte ed estrema geografia di carne. Che attraversa la vita come se fosse una performance pur di cancellare qualunque tabù, definizione precostituita, dogma.


E' evidente che la musica goth parli agli abissi e alle dissonanze dell'anima. E' pulsante, inquieta, ipnotica, ripetitiva. Lacera come un graffio. E' l'urlo di dolore dei Joy Division, e la sacralità imponente tra la terra e l'aldilà dei Dead Can Dance, è la litania diabolica di Diamanda Galas, è il sabba industriale dei Virgin Prunes. Pisano ci racconta una scena dalle mille voci, che nel tempo ha sempre mutato pelle, serpente polimorfo e fluido. Da Marilyn Manson agli Emo, dai Throbbing Gristle agli Einstürzende Neubauten passando per i Death In June, i Current 93 fino alle nuove tendenze del Terzo Millennio. Non un solo stile, ma una summa di aritmie tra elettronica, rumorismo, screzi metal, pop tribale ed esoterico.

Ma soprattutto "L'onda nera" di Giacomo Pisano è un gesto di amore per una sottocultura che nei suoi versanti anche più estremi sa accogliere ogni diversità, che accetta "il mostro" e non ne ha paura (anzi, lo porta a ballare), che si prende la libertà di sondare il profondo e i tumulti del cuore di qualunque specie e natura.

Come cantava Ian Curtis:
"Cogli la possibilità ed esci.
Perdi un po' di sonno e di' che ci hai provato.
Incontra la frustrazione faccia a faccia.
Un punto di vista crea più onde".