Lezioni di chimica: il best seller è servito tra frittate, alchimia ed emancipazione femminile

Il romanzo dell'esordiente Bonnie Garmus diventa caso editoriale dell'anno. Pubblicato in 34 Paesi, già opzionato per una serie tv. Tutto merito di Zott, eroina scienziata

Lezioni di chimica: il best seller è servito tra frittate, alchimia ed emancipazione femminile

Probabilmente il best seller dell'anno è un romanzo "rosa". O almeno ne ha molte delle caratteristiche, tranne una: il "confronto polemico" - così caro a Margaret Mitchell, autrice di Via col vento - non è tra un uomo e una donna, ma tra una donna e il genere maschile. Il libro si intitola Lezioni di chimica, l'autrice al suo esordio è Bonnie Garmus che a 65 anni ha deciso di scompaginare le regole del mercato internazionale sempre e solo a caccia di giovani talenti. Fatto sta che le "le lezioni" di Garmus hanno scatenato un'asta furiosa tra case editrici: il libro è stato pubblicato in contemporanea in 34 Paesi (qui in Italia da Rizzoli, pagg. 450, euro 19, traduzione di Anna Rusconi). Non solo: è già stata opzionata una serie tv prodotta e interpretata da Brie Larson (super star di Captain Marvel) e che se tanto mi dà tanto questo sarà il tomo che vedremo maggiormente circolare sotto gli ombrelloni dell'estate 2022.

La lezione di Bonnie Garmus

Tutto merito di Elizabeth Zott, protagonista della storia ambientata in America negli anni Sessanta "quando le donne giravano in chemisier, frequentavano circoli di giardinaggio e trasportavano allegramente legioni di bambini in automobili prive di cinture di sicurezza". Garmus (che nella vita fa la copywriter, è nata a Seattle ma vive a Londra) ha costruito un'eroina quasi perfetta: bella, intelligente, sficata e bravissima. Professione chimica, più che un mestiere una mission. E qui si apre il primo confronto polemico con il maschile. Perché la nostra, conoscitrice espertissima di albiogenesi, vorrebbe semplicemente aiutare il mondo con le sue scoperte, ma soccombe al paradigma - sempre miseramente attuale - del capo maschio che la molesta, in un ambiente che non la riconosce e anziché valorizzarla la spinge ai margini. Chiunque avrebbe mollato, non Zott, che ha la ferrea volontà degli esclusi e non arretra neppure per prendere la rincorsa. E poi arriva lui, naturalmente. Calvin, scienziato come lei ma già in corsa per il Nobel. "Me ne innamorai - scrive Garmus - perché era intelligente e gentile, ma soprattutto il primo a prendermi sul serio. Provate a immaginare come sarebbe il mondo se tutti gli uomini prendessero sul serio le donne. L'intero sistema educativo cambierebbe, il mondo del lavoro ne uscirebbe rivoluzionato". Ribadiamo: siamo negli Stati Uniti della metà del 900 ma le riflessioni di Zott, oltre 60 anni dopo, non fanno una piega. Forse per questo ci riconosciamo con la ragazza inventata da Garmus, metà fumetto e metà drammaticamente contemporanea. Una di noi, insomma.

E' un romanzo "rosa" per struttura Lezioni di chimica, dove le battaglie fallimentari di Elizabeth sono compensate dall'amore, o meglio da vari generi di amore. Quello per Mad, la sua piccola bimba geniale, quello per il canottaggio inteso come sfida, quello per la vicina di casa Harriett e per il cane Seiemezza che capisce oltre un centinaio di parole, soffre e gioisce, mette in pratica imprese al limite della fantascienza.

Finché per sbarcare il lunario Zott finisce in tv. E per un imprevisto diventa una star. Il programma si chiama "Cena alla sei", suo compito dovrebbe quello di insegnare a cucinare alle donne d'America, ma in realtà tra uno stufato e una bistecca la nostra spiega l'arte della consapevolezza e del coraggio. Provarci per esseci, tentare per non morire. Dice alle sue simili, guardando le telecamere e affettando cipolle e carote: "Non permettete che i vostri talenti restino in letargo, signore mie. Progettate e costruite il vostro futuro. Stasera, tornate a casa e chiedetevi cosa cambierete. Poi mettetevi all'opera". L'obiettivo di Zott è dimostrarsi scienziata anche ai fornelli, parlare di atomi e di molecole in quanto "regole vere che governano il mondo". Perché, spiega la nostra, solo "quando le donne si impadroniranno di questi concetti, si accorgeranno di quanto siano falsi i limiti entro cui sono relegate".
Il libro, sia detto, scorre che è una bellezza anche grazie a una serie di colpi di scena perfino drammatici, ma diluiti con sapienza. La scrittura di Garmus è piacevole, fluida: difficile non appassionarsi alle avventure di Elizabeth che usa una matita come talismano e sa essere straordinariamente empatica. Forse il solo limite del romanzo è un eccesso di personaggi minori che entrano ed escono dalle pagine senza lasciare tracce rilevanti. Per il resto Lezioni di chimica è un libro che diverte, commuove ma soprattutto ci restituisce un po' di speranza, merce rarissima di questi tempi.